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Un Paese diversamente democratico

Mi auguro che le tensioni democratiche che stanno animando il dibattito politico nazionale non abbiano ripercussioni locali. Quanto sta accadendo, tra prevaricazioni del governo sulle regole e sui tribunali, leggi ad personam, decreti ad listam e quant’altro, ovviamente inquinano anche il voto provinciale e regionale, perché l’elettore è spiazzato, forse addirittura minacciato dalle parole aggressive del premier che non contento di aver violato le decisioni dei giudici sull’ammissibilità delle liste in Lazio e Lombardia, adesso vuole ingoiare in un boccone solo anche la pronuncia del Tar.

Siamo in un paese diversamente democratico, come ha detto oggi alla Stampa un illustre costituzionalista. E’ per questo che agli elettori della Provincia di Caserta e della Campania in generale propongo una nuova forma di partecipazione alla politica. Anzi, una Democrazia Partecipativa, che potrebbe sembrare una tautologia, perché tutte le democrazie sono partecipate dal popolo. Eppure in Italia non è così: non ci sono regole, o meglio, le regole vengono sistematicamente ignorate. Così non può esserci vera democrazia.

Il mio progetto si incardina su due punti forti. L’iniziativa “Tante ragioni, una regione”, che partito qualche giorno fa sta già raccogliendo consensi, suggerimenti e stimoli sul nostro blog, sarà riproposto in tutti e otto i comitati Caputo sparsi per la Provincia e in ogni evento a cui prenderò parte, grazie a delle urne che abbiamo preparato appositamente. Essa culminerà in un evento finale alla conclusione della mia campagna elettorale.

Il secondo cardine del mio progetto è l’anagrafe pubblica degli eletti, un progetto che ho già presentato in consiglio regionale, e che soltanto la fine della legislatura mi ha impedito di portare a termine. Ma, statene pur certi, sarà il primo impegno che realizzerò appena tornato in Consiglio.

Infine, c’è il problema della criminalità organizzata. Sta di fatto che in questa competizione elettorale di questi temi non si parla, o si parla in termini molto generici. Riferendosi alla lotta alla criminalità organizzata bisognerebbe parlare di fatti concreti, ad esempio della lotta alla camorra attraverso la confisca dei beni e il loro effettivo utilizzo. Un tema sul quale in Consiglio Regionale abbiamo fatto molto per limitare il pericolo che i beni confiscati alla mafia tornino ai boss, così come una legge nazionale potrebbe consentire.

Io sono candidato come capolista del Pd in Provincia di Caserta e sento la responsabilità e l’onere di questa designazione. Penso che il partito democratico debba dare segnali più diretti su questione morale e questione della legalità e dello sviluppo.

pubblicato da Nicola Caputo in data 10 Marzo, 2010


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