foto
foto

condividi questo articolo:
delicious   facebook.com   digg.com   oknotizie.alice.it   yahoo.com
Parmalat «taglia» l’acquisto di latte nel Casertano: - 10%

Dal primo aprile Parmalat non ritirerà più il latte prodotto da decine di allevamenti, in particolare del Casertano. È allarme fra gli agricoltori della zona che da tempo lottano contro la riduzione del prezzo di cessione del proprio prodotto. Saranno cinquanta le aziende in tutta la Campania tagliate dall’elenco dei fornitori del colosso di Parma che — nella sola regione — riceve latte da circa duecento aziende, tutte produttrici di «alta qualità». Un taglio consistente, quindi, che equivale a circa il 24 cento del totale. In termini di quintali, la decisione di Parmalat, determinerà una riduzione del 10 per cento circa della quantità di latte fresco che ogni giorno arriva presso lo stabilimento di Piana di Monteverna. Così si passerà dagli attuali 1.150 quintali giornalieri ai circa 1.000.

Logistica (vicinanza dell’azienda agricola alla centrale di Piana di Monteverna), qualità del latte prodotto e dimensioni delle strutture produttive sono i criteri in base ai quali i vertici di Parmalat avrebbero scelto le aziende da tagliare. Una buona fetta delle aziende escluse sono ubicate nel territorio dell’Alto Casertano e del Caiatino, zone storicamente a vocazione agricola, capaci di coniugare qualità e produttività. L’azienda di Parma avrebbe spiegato la propria scelta attraverso la forte riduzione, circa il 10 per cento, di consumo di latte fresco — quindi di alta qualità— registrato negli ultimi mesi sul mercato al consumo finale dell’intera Campania. Le prime disdette contrattuali, a firma Parmalat, sono state consegnate ai destinatari proprio in questi giorni. E la tensione, fra produttori e azienda, è risalita immediatamente alle stelle: è in gioco il futuro delle cinquanta aziende agricole con il rischio di perdere decine di posti di lavoro.

Gli agricoltori non hanno dubbi e ritengono la decisione di Parmalat basata unicamente sul prezzo d’acquisto, per la cui definizione già da mesi è in corso un contenzioso fra le parti. Uno scontro durante il quale gli agricoltori della zona non hanno esitato a bloccare con i propri trattori l’ingresso dello stabilimento di Piana di Monte Verna. Il colosso parmigiano da tempo punterebbe alla riduzione del prezzo per l’acquisto della materia prima campana ritenendolo fra i più alti d’Europa. Un prezzo che secondo i produttori, invece, riesce appena a coprire le spese. La Coldiretti non ci sta ed è pronta ad avviare una vertenza con Parmalat per chiare diversi aspetti della vicenda e per tentare di salvare le aziende. Contemporaneamente l’associazione di agricoltori chiederà alla Prefettura di vigilare attentamente sull’ingresso all’intero dello stabilimento di Parmalat di latte estero.

«Siamo pronti ad attuare dure forme di protesta a difesa degli allevatori che continuano a cedere il loro prodotto a un prezzo inferiore a quello di 15 anni fa. Non riusciamo a comprendere il senso della disdetta— afferma il presidente della Coldiretti, Tommaso De Simone — per una serie di fattori, così come non comprendiamo la decisione dell’azienda che arriva dopo una forte campagna pubblicitaria per promuovere il consumo di latte fresco di alta qualità. Saremo insieme agli organi preposti al controllo— conclude De Simone — per evitare che al posto del latte casertano arrivi nelle cisterne di Parmalat, latte di dubbia provenienza».

Giancarlo Izzo | CorrieredelMezzogiorno

pubblicato da staff in data 3 Marzo, 2010


torna su

I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto. Si ricorda che è possibile risalire all'indirizzo IP del Pc da cui vengono scritti i commenti. In ogni caso si raccomanda un linguaggio moderato e corretto.
commenta


torna su

rss | powered by wordpress, template "nc" realizzato da antonio de chiara e casimiro carrino.