UN ORDINE DEL GIORNO A TUTELA DEI LAVORATORI DELLE COMUNITA’ MONTANE
l Consiglio Regionale della Campania, presieduto dal vice presidente Gennaro Mucciolo, approverà, nella seduta odierna, un Ordine del Giorno a sostegno del futuro occupazionale dei lavoratori delle Comunità Montane e per la continuità funzionale ed amministrativa di tali enti territoriali.
L’iniziativa del provvedimento è emersa a seguito dell’incontro che il vice presidente Mucciolo, insieme con il vice presidente Salvatore Ronghi e il consigliere del PdL Mario Ascierto Della Ratta, ha tenuto, stamani, con i sindacati dei lavoratori delle Comunità Montane.
La proposta di ordine del giorno della Giunta, illustrata dal vice presidente Antonio Valiante, e che sarà oggetto di approfondimento e arricchimento da parte delle forze politiche in Consiglio regionale, chiede al Governo la sospensione della ulteriore riduzione di fondi per evitare ulteriori difficoltà economiche, un incontro urgente con le Regioni a tutela dei livelli occupazionali e per concordare un percorso condiviso, anche alla luce del Decreto Calderoli, per l’impostazione complessiva del sistema istituzionale e per definire il piano di riparto dei fondi a beneficio delle Comunità Montane. “Una decisione consiliare che intende far fronte ai tagli del Governo, dare maggiori risorse alle Comunità Montane e valorizzare il ruolo delle Regioni nell’ambito della ridefinizione delle funzioni degli enti territoriali. Si tratta di interventi indispensabili, al di là delle risorse ulteriori da garantire ai lavoratori, che il Consiglio potrebbe definire in questo scorcio di legislatura” - ha sottolineato Valiante. Il consigliere del PdL Mario Ascierto Della Ratta che, stamani, ha partecipato alla riunione con i sindacati, ha ricordato che la VIII Commissione ha lavorato intensamente sulla problematica.
La problematica dei lavoratori delle Comunità Montane è stata sollecitata all’attenzione dell’Aula dal consigliere della Sinistra Angelo Giusto che ha sollecitato la Giunta “a dare una risposta chiara e netta a tali lavoratori e sul futuro stesso di queste importanti realtà territoriali per far fronte ai tagli selvaggi operati dal Governo nazionale”.
Il capogruppo dei Popolari Udeur Pietro Mastranzo ha annunciato di essere d’accordo con l’Ordine del Giorno e ha sollecitato il Consiglio “a stanziare risorse straordinarie per garantire il futuro dei lavoratori delle Comunità Montane”; anche il consigliere della Sinistra Gerardo Rosania ha sottolineato che “occorre uno stanziamento speciale per dare fiato alle Comunità Montane “, ma, per Rosania, “è necessario fare molto di più: stralciare dal disegno di legge per il conferimento delle funzioni agli enti locali la parte relativa alle funzioni delle Comunità Montane e, a tal fine, convocare urgentemente la I Commissione e, poi, il Consiglio per conferire tali funzioni e mettere in campo altre risorse per poter garantire la vitalità e la continuità amministrativa e lavorativa delle Comunità Montane”. Proposta che è stata prontamente accolta dal vice presidente della I commissione e capogruppo del Pd Pietro Ciarlo, che ha annunciato la convocazione urgente della Commissione “al fine di delineare una proposta che possa dare una risposta al federalismo fiscale
“La tutela della montagna e la valorizzazione delle sue potenzialità è un dovere per una classe politica che voglia puntare allo sviluppo globale ed armonico del territorio e della sua economia – ha sottolineato il consigliere del Pd Mario Sena che si è detto d’accordo con la proposta-Rosania “al fine di valorizzare e precisare il ruolo delle Comunità Montane, che sono state penalizzate dai tagli di risorse decisi dalla finanziaria nazionale”. Il consigliere del Pd Ugo Carpinelli ha rilanciato una delle proposte formulate, stamani, dai sindacati: “vanno garantite le Comunità Montane e i loro lavoratori – ha sottolineato - anche attraverso una riorganizzazione volta a favorire la mobilità dei lavoratori verso la Regione”.
“E’ necessaria una riforma del sistema degli enti locali che puntualizzi le funzioni e il decentramento amministrativo –ha evidenziato il consigliere del PdL Pasquale Marrazzo – ma è evidente che questa maggioranza consiliare, per la sua debolezza politica e numerica, non è in grado di garantire questo obiettivo, né, tantomeno, di approvare uno stralcio del disegno di legge per il conferimento delle funzioni amministrative. Quindi – ha aggiunto – al di là dello stanziamento delle risorse necessarie per garantire le competenze ai lavoratori, la soluzione del problema dovrà essere rinviata alla prossima legislatura” .
REGOLAMENTO INCARICHI DIRIGENZIALI ENTRA IN VIGORE PER DECORRENZA TERMINI STATUTARI
CENTRO DESTRA: GRAVE SCORRETTEZZA DA GIUNTA E CENTRO SINISTRA
Procedendo nei lavori, il Consiglio ha discusso del Regolamento per il conferimento degli incarichi dirigenziali proposto dalla Giunta ed entrato in vigore ieri, trascorsi, a norma statutaria, sessanta giorni dalla trasmissione al Consiglio, con il quale vengono disciplinati gli incarichi dirigenziali esterni ai sensi dell’art. 19 comma 6 del D.lgs. 165/2002 (come modificato dal Decreto-Brunetta) e prorogati per cinque anni gli incarichi dirigenziali a tempo determinato già conferiti dall’esecutivo regionale a personale esterno.
La scorsa settimana, il Regolamento è stato oggetto di una riunione della Conferenza dei Capigruppo nel corso della quale sono state ipotizzate alcune modifiche, che il Consiglio avrebbe dovuto esaminare nella seduta odierna, ma, stamani, è pervenuta alla presidenza del Consiglio regionale una comunicazione dirigenziale relativa alla entrata in vigore del Regolamento. Ciò ha fatto insorgere i consiglieri del centro destra che hanno denunciato “l’inaffidabilità e la scorrettezza della Giunta e della maggioranza” e hanno dichiarato “chiuso ogni confronto con un centro sinistra che cerca di occupare la macchina amministrativa anche per il futuro”.
“Contravvenendo a tutte le regole della correttezza politica e della decenza comportamentale, con un colpo di mano, la Giunta e il centro sinistra hanno dato attuazione al Regolamento per il conferimento degli incarichi dirigenziali per garantire i propri dirigenti esterni anche per la prossima legislatura” - ha affermato il consigliere regionale del MpA-Alleati per il Sud Salvatore Ronghi, che ha aggiunto: “La Giunta, fingendo di voler discutere per modificare il regolamento, ha evitato che lo stesso venisse sottoposto a votazione la settimana scorsa chiedendo di parlarne in questa seduta” – ha aggiunto Ronghi, che ha proseguito: “invece, stamani, con la complicità del vice presidente Valiante, i dirigenti dei settori della Giunta hanno comunicato la decorrenza del termine di sessanta giorni, pur non essendo esso perentorio, e, dunque, l’entrata in vigore del Regolamento. In questo modo – ha spiegato il vice presidente del Consiglio regionale - il centro sinistra vuole garantire la continuità dei propri dirigenti esterni danneggiando i vincitori di concorso che sono stati tenuti fuori per favorirli. Contro il Regolamento ricorreremo nelle competenti – ha concluso – ma non possiamo non evidenziare l’inaffidabilità della Giunta e di questa maggioranza ormai giunta al capolinea”.
A replicare è stato il vice presidente della Giunta Antonio Valiante, assessore alle Risorse Umane: “Il Regolamento adottato dalla Giunta non è altro che l’attuazione del Decreto Brunetta – ha spiegato Valiante – e non vuole essere un atto di prevaricazione ma semplicemente un provvedimento volto a garantire la funzionalità dell’amministrazione e ad evitare che, insediata la nuova Giunta, i dirigenti vengano rimossi spesso senza alcuna motivazione vera. Nonostante ciò – ha aggiunto – il Regolamento non vieta che la nuova Giunta possa nominare nuovi dirigenti”.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere Pasquale Marrazzo (PdL): “va stigmatizzata la scorrettezza della Giunta perché ha bruscamente interrotto il confronto che era in atto con il Consiglio sul conferimento per gli incarichi dirigenziali pur di garantire i propri ‘amici’. Le nostre proposte di modifica del regolamento erano proposte di buon senso volte anche al contenimento dei costi: la fissazione di un limite del 20% all’incremento del compenso per i dirigenti esterni rispetto a quelli interni (a fronte del 35% previsto dalla Giunta) e limite massimo di cinque anni di legislatura per quanto riguarda la durata degli incarichi. E’ chiaro che il colpo di mano della Giunta ha voluto contraddire ogni ipotesi di confronto e di modifica al solo fine di garantire la continuità degli incarichi dirigenziali che essa ha conferito con un blitz di fine legislatura”.
Il capogruppo del Partito Democratico Pietro Ciarlo ha ricordato che “il termine di sessanta giorni previsto dallo Statuto è un termine perentorio e non ordinatorio, ma, nonostante ciò, credo che il filo del discorso non sia spezzato e che si possa pensare ad un confronto politico per esaminare ulteriormente la questione”.
Per il consigliere del PdL Luciano Passariello “è mortificante per un dirigente sapere che il proprio incarico è stato rinnovato per esclusiva appartenenza politica, quindi la Giunta, con questo Regolamento, provoca un danno allo stesso personale dirigente che vorrebbe ricevere un incarico esclusivamente per i propri meriti. Quindi, se la Giunta ha messo in atto un colpo di mano per garantire la gestione della macchina amministrativa, credo che sia un errore madornale”.
MANCA NUMERO LEGALE, SEDUTA TOLTA
A seguito del voto per appello nominale richiesto dal consigliere Salvatore Ronghi (MpA) sull’art. 1 della proposta di legge sulla pesca marittima è venuto meno il numero e il vice presidente Gennaro Mucciolo ha tolto la seduta.
pubblicato da staff in data 27 Gennaio, 2010