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Strategia europea sulla plastica: finalmente un’azione internazionale coordinata

L’aula di Strasburgo ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione sulla strategia europea sulla plastica presentata lo scorso gennaio dalla Commissione nell’ambito del piano d’azione per la transizione verso un’economia circolare. Nel documento si chiede la creazione di un vero e proprio mercato unico per le plastiche riciclate, incentivi per la raccolta dei rifiuti in mare, nuove norme a livello europeo in materia di biodegradabilità e compostabilità e un divieto totale della plastica ossidegradabile entro il 2020. Si propone inoltre un divieto delle microplastiche nei cosmetici e nei prodotti per la pulizia entro il 2020.
Con l’approvazione della relazione, il Parlamento ha in sostanza dato il via libera “condizionato” alla strategia europea sulla plastica, presentata a gennaio dall’esecutivo guidato da Jean Claude Juncker. Strategia che adesso dovrà tradursi in misure concrete: tra quelle proposte dalla Commissione, quella di rendere riciclabili entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica prodotti e commercializzati sul territorio dell’Unione. Entro la stessa data, occorrerà poi quadruplicare la capacità di selezione dei rifiuti e di riciclo, cosa che potrebbe garantire la creazione di 200mila nuovi posti di lavoro in tutta Europa.
Oltre alla tutela dell’ambiente, infatti, il piano dell’esecutivo Ue guarda anche alla crescita e all’occupazione per porre le basi di una nuova economia delle materie plastiche, in cui progettazione e produzione vadano di pari passo con riutilizzo, riparazione e riciclo. Una scommessa che l’Unione punta a vincere dicendosi pronta a mettere sul tavolo ben 100 milioni di euro in finanziamenti per lo sviluppo di materiali plastici più intelligenti e più riciclabili, per processi di riciclo più efficienti e per tracciare e rimuovere le sostanze pericolose e i contaminanti dalle materie plastiche riciclate.