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Situazione in Ungheria: “Orban è un fascista” e il PE lo sanziona

E’ la fine dell’impunità per Viktor Orbán, primo ministro ungherese e capofila degli “illiberali” in Europa. Con un voto storico il parlamento europeo ha sancito a maggioranza l’avvio di una procedura contro l’Ungheria a causa delle preoccupazioni sullo stato di diritto nel paese.
Si tratta di un provvedimento significativo, innanzitutto perché spesso l’Unione europea ha funzionato come un “club” in cui si cerca di evitare di punire chi infrange le regole comuni.  Da tempo il governo ungherese moltiplica gli attacchi contro la giustizia, i mezzi d’informazione e la società civile, mantenendo posizioni xenofobe senza che l’Unione reagisca. Dopo il caso della Polonia, per la seconda volta è stato fatto ricorso all’articolo 7 che regola gli attacchi contro lo stato di diritto nell’Ue.
Il voto rappresenta una sorpresa anche perché mancano otto mesi alle elezioni europee. Il partito di Orbán, Fidesz, aderisce al Partito popolare europeo (Ppe), principale schieramento di destra all’interno del parlamento di Strasburgo. Fino a questo momento, il Ppe aveva privilegiato la coesione del gruppo mantenendo un’ambiguità sempre più insostenibile davanti alla linea apertamente autoritaria di Orbán.
Paradossalmente, il premier ungherese ha costretto la destra tradizionale europea a fare una scelta che alla fine lo ha penalizzato. Viene dunque spinto verso l’estrema destra dello scacchiere, a cui sostanzialmente appartiene. Quanto meno ora c’è più chiarezza.