Schemi piramidali nelle pratiche commerciali sleali

Le recenti vicende Herbalife, Dexcar e OneCoin hanno dimostrato il persistere all’interno del mercato europeo di pratiche commerciali basate su schemi piramidali. In questo schema gli introiti generati dalle vendite di prodotti risultano marginali rispetto a quelli derivanti dal reclutamento di nuovi soggetti e dal loro investimento iniziale per l’ingresso nel circuito di vendita.Si tratta di un fenomeno fortemente lesivo delle fasce più deboli della popolazione, nei confronti del quale la normativa europea, così come tutte le normative degli Stati membri, risulta scarsamente efficace in termini di riconoscimento e sanzioni. Tale fenomeno risulta oggi fortemente amplificato dai social media, dove lo schema piramidale si confonde spesso con forme di marketing diffuso.
Considerato che la direttiva 2005/29/CE è lo strumento di riferimento per le pratiche commerciali sleali, può la Commissione riferire:

1) se, ai sensi dell’articolo 294 TFUE, intende presentare una proposta che miri ad integrare l’Allegato I, punto 14 della direttiva 2005/29/CE, consentendo un riconoscimento più efficace e omogeneo degli schemi piramidali;
2) se, più in generale, non ritenga necessario rivedere la posizione europea sulle pratiche commerciali sleali, ormai risalente a 13 anni fa, adattandola al mutato contesto economico globale?