Riforma della PAC – Cambiamo agricoltura

L’occupazione nel troncone agricolo sovvenzionato dalla PAC è strutturalmente in calo. Mancano in particolare politiche adatte per l’investimento dei giovani: solo il 6 % degli agricoltori sono sotto i 35 anni.
Il fabbisogno di terra coltivata per i mangimi che servono agli allevamenti europei è quasi il doppio dei seminativi dell’Unione: i suini e bovini “grown in EU” in realtà mangiano proteine prodotte in coltivazioni intensive di paesi extra-UE dove la fame è tutt’altro che sconfitta.
Anche rispetto alle altre grandi sfide ambientali, la PAC finora non è stata la soluzione. Non è servita a svolgere il ruolo di mitigazione dell’effetto serra, visto che all’agricoltura è riconducibile un quarto delle emissioni climalteranti. La PAC non ha funzionato contro il degrado dei suoli per l’erosione da pratiche agricole aggressive, né contro la contaminazione delle acque legate all’abuso di fertilizzanti e sostanze chimiche.
Alla luce di quanto evidenziato, può la Commissione riferire se intende operare per rimuovere il sistema dei pagamenti diretti vincolati alle sole superfici, per rendere efficaci i contributi allo sviluppo rurale in chiave agroambientale e climatica, per stimolare l’associazionismo tra produttori, la multifunzionalità e l’integrazione verticale nelle filiere?