Nuove risorse proprie per l’UE: un’occasione imperdibile

E’ iniziato l’iter parlamentare riguardante il dossier sulle risorse proprie dell’Unione Europea, un’occasione imperdibile per affrontare il tema della dipendenza dell’Europa dai contributi degli Stati membri in vista dell’adozione del Quadro Pluriennale Finanziario post 2020.
Credo che l’impegno economico degli Stati Membri verso l’Unione debba essere progressivamente diminuito, lasciando il posto ad un sistema di reperimento delle risorse basato su regole comuni, efficaci e trasparenti, capace di innescare una dinamica di crescita.
Un’Unione con più risorse proprie è anche un’Unione in grado di attuare pienamente ed in modo autonomo le priorità che si è prefissata, specie in tema di sostenibilità, occupazione giovanile ed incentivo alle economie nazionali.
Nel testo che ho presentato in COMAGRI in qualità di relatore del dossier, ho richiesto una riforma approfondita del sistema delle risorse proprie, avanzando alcune proposte sulla scia delle raccomandazioni del gruppo d’alto livello guidato da Mario Monti, tra cui la riforma della risorsa propria IVA e del sistema di scambio delle emissioni dell’UE, una tassa sulle emissioni di CO2, la tassazione dei trasporti, la tassazione dell’energia elettrica, nonché entrate provenienti dal mercato unico digitale.
Questi nuovi tipi di risorse proprie saranno essenziali per finanziare le priorità più recenti dell’Unione quali la migrazione, la sicurezza interna e la difesa e compensare la perdita di entrate che potrebbe derivare dalla Brexit.

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