Le navi dei veleni e un più ambizioso intervento sulle sostanze chimiche

Premesso che le navi dei veleni, con il loro carico di rifiuti tossici di varia provenienza, hanno provocato lo smaltimento illegale di sostanze chimiche e altamente pericolose per l’ecosistema e per l’uomo. Esse hanno portato enormi guadagni alla criminalità organizzata che ne ha organizzato e gestito il carico e l’affondamento, mentre emergono giri d’affari per l’ecomafia per milioni di euro con l’inabissamento di navi nel «mare nostrum».
Dato che vi è un’ampia serie di misure di protezione previste dai regolamenti, può la Commissione, fatte salve le competenze degli Stati membri, precisare quanto segue:
— Come intende essa combattere, alla luce delle problematiche evidenziate, l’inabissamento delle navi dei veleni e lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici altamente nocivi per l’ambiente e per la salute dell’uomo?
— Come intende essa stimolare gli Stati ad adottare misure più restrittive nei confronti delle ecomafie e combattere in modo più incisivo e puntuale la criminalità organizzata?
— Come intende essa stimolare gli Stati ad adottare un sistema normativo armonizzato a livello globale di classificazione ed etichettatura dei prodotti chimici e di sostanze industriali pericolose come pesticidi e biocidi?

Parlamento Europeo

20 agosto 2015
Risposta di Karmenu Vella a nome della Commissione
A partire dal 1o gennaio 2016 alle spedizioni di rifiuti si applicherà il regolamento (UE) n. 660/2014, che obbliga gli Stati membri a realizzare, entro il 1o gennaio 2017, dei piani di ispezione basati sulla valutazione del rischio che comprendano un numero minimo di elementi fondamentali. Il regolamento conferisce inoltre maggiori poteri alle autorità coinvolte nelle ispezioni per accettare l’illegalità di una spedizione sulla base di elementi di prova. Questo nuovo emendamento faciliterà l’individuazione delle spedizioni illegali e del conseguente scarico di rifiuti.
La direttiva 2008/99/CE impone agli Stati membri di prevedere sanzioni penali dissuasive per i reati ambientali, comprese le spedizioni illegali di rifiuti (articolo 3, lettera c). Gli Stati membri sono tenuti a garantire che i reati ambientali siano oggetto di indagini, siano perseguiti e portati in giudizio.
La direttiva 2005/35/CE vieta gli scarichi contenenti sostanze liquide nocive provenienti da operazioni di pulizia delle cisterne o dallo scarico della zavorra, considera tali scarichi come reati e impone agli Stati membri di garantire l’applicazione di sanzioni efficaci.
La lotta contro i reati ambientali costituisce una delle priorità dell’agenda europea sulla sicurezza (COM 2015/185). L’UE ha adottato misure legislative specifiche per la lotta contro la criminalità organizzata. La Commissione lavora in stretto contatto con le reti di tutela ambientale dell’UE e con altre organizzazioni europee e internazionali del settore, quali Europol, Interpol e Eurojust.
Infine, i servizi della Commissione stanno elaborando ulteriori misure di attuazione ai sensi del regolamento (UE) n. 660/2014 per migliorare la sorveglianza delle esportazioni di rifiuti e lo scambio di dati tra gli Stati membri. Tra le misure previste figura anche una tavola di concordanza tra i codici doganali e quelli dei rifiuti, che contribuirà a identificare eventuali rifiuti spediti illegalmente e a prevenirne la spedizione.

Parlamento Europeo