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Missione In Cina: Il report della tre giorni fra Pechino e la Dream Town

Come membro della delegazione EU-CHINA del parlamento europeo sono stato in Missione prima a Pechino e poi ad Hangdzou, capitale della Silicon Valley d’Oriente, per discutere dei temi dello sviluppo digitale. tre giorni per vedere come il dragone cinese si sta preparando ad un futuro sempre più connesso fra paesi, persone e mercati.
La prima giornata della missione è iniziata con i preparatory-meeting con l’Ambasciatore europeo Schweisgut  per un confronto sullo stato delle relazioni fra UE e Cina, seguito dagli incontri con una delegazione di ONG e giornalisti che ci hanno raccontato delle grandi e veloce trasformazioni che il paese sta attraversando. Poi i rappresentanti della Camera di Commercio Europea a Pechino ci hanno descritto le opportunità e gli ostacoli avvertiti sul campo dalle imprese europee. Infine una cena di lavoro con i responsabili della Difesa di Italia, Germania, Austria e Spagna. Dalla discussione è emerso con forza come chi operi in prima linea per la nostra sicurezza, auspichi un nuovo e più efficace coordinamento delle Forze armate europee e, quindi, dell’utilità di un Corpo di Difesa Unico Europeo. Anche sulla scorta di quanto emerso da questi incontri, la mattinata seguente ho preso parte all’EU-China Interparliamentary Meeting. Un confronto fitto  con i nostri colleghi cinesi su temi fondamentali per migliorare le nostre relazioni commerciali e diplomatiche: la sicurezza online, la protezione dei dati e la rivoluzione digitale che il mondo del lavoro sta attraversando e dobbiamo saper guidare.  Temi chiave sui quali ci siamo confrontati anche con i Ministri per la Cybersecurity, del Commercio e degli Affari Esteri.
Il terzo e ultimo giorno di missione lo abbiamo dedicato a visitare Hangdzou. Qui infatti sorge la Dream Town, un mega-incubatore di imprese che ospita 57 start-up innovative e 5000 giovani tutti impegnati nel settore digitale e dell’e-commerce, sviluppano app e software. È la meta desiderata da giovani studenti che cercano supporto logistico, tecnico e finanziario per realizzare il sogno della loro vita. Questo polo hi-tech è nato grazie all’investimento di 500 milioni di euro del Governo cinese e dei Fondi di Investimento. Tra i tanti giovani ho incontrato Ivan, 29 anni, di origine russa che ha studiato in Cina ed è, secondo me, uno dei simboli di come questo Paese stia crescendo diventando attrattivo. Responsabile sviluppo di una start-up  di proprietà canadese, coordina 30 persone impegnate nella creazione di virtual video che stanno avendo un grande successo. Questa Dream Town deve essere un esempio per noi!
Diamoci da fare, sogniamo in grande e creiamo le condizioni per aiutare i nostri giovani ad essere competitivi. Le istituzioni ma anche i privati devono fare di più!  Ed è esattamente questo l’entusiasmo che ha permesso a Jack Ma di divenire il fondatore di Alibaba, colosso delle vendite online e anche ultima tappa della nostra missione. Visitando l’headquarter di Alibaba si intusce subito che la la definizione di Amazon cinese è riduttiva. La creatura di Jack Ma, infatti, oramai ha investimenti importanti in settori come la gestione di big data, piattaforme di e-pay, internet of things e nuovi modelli di sviluppo rurale basati sulla digitalizzazione. Ed è questa la voglia di cambiamento e fiducia nel futuro che porto da questo viaggio. La voglia di fare in modo che anche l’Italia torni a credere nei suoi infiniti talenti e nel suo antico saper fare. Facciamo in modo da non doverci più porre domande come quella che mi risuona nella testa tornando a casa: Perché non c’è un Jack Ma italiano?