Fumo e cancro: il problema è soprattutto culturale

Se non si inizia a fumare, non c’è bisogno di smettere. Martedì 4 dicembre ho organizzato il meeting ad alto livello al Parlamento europeo con European Network for Smoking Prevention sul tema del contrasto al tabagismo il quale ha sollevato un notevole interesse in materia. Ringrazio la SITAB, l’Istituto Mario Negri, in particolare il presidente Silvio Garattini, l’ISPRO, l’Istituto Nazionale Tumori e l’Università di Pisa per la costruttiva partecipazione. Il fumo è causa di circa 700.000 decessi in Europa ogni anno. Il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni e il 94% prima dei 25 anni, dati che in Italia sono in netta ripresa tra il numero dei fumatori, in maggioranza donne. Siamo in attesa di conoscere ancora i risultati della direttiva sui prodotti del tabacco del 2014, per capire dove migliorare dal punto di vista legislativo, ma il fenomeno del tabagismo va combattuto soprattutto a livello culturale. Sono, infatti, rimasto particolarmente colpito dal fatto che per molti giovani non fumare comporta l’esclusione o un minore appeal. È necessario sganciare il concetto infantile di ribellione e di emancipazione dall’autolesionismo.

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