Criteri per l’identificazione di composti chimici con attività di interferente endocrino

I criteri proposti dalla Commissione per l’identificazione degli interferenti endocrini (EDC) non hanno una solida base scientifica e non sono tali da proteggere in modo sufficiente i cittadini dai pericoli dovuti all’esposizione agli EDC.
La Commissione ha infatti proposto criteri che:

richiedono uno specifico «meccanismo d’azione», il che trascura un elemento fondamentale dell’azione di interferenti endocrini, cioè che essi, per definizione, agiscono sui segnali necessari per coordinare l’azione di diversi organi e sistemi all’interno di un organismo;
utilizzano un approccio che relega ogni composto a una specifica e singola categoria, il che limita la possibilità di una classificazione che si basi sulla forza di evidenze scientifiche;
richiedono che, per essere classificati come EDC, i composti chimici abbiano già causato danni noti sulla salute umana, così ignorando ogni preesistente evidenza scientifica che provi una azione negativa su modelli sperimentali sia su animali che in vitro;
introducono il concetto di «rischio trascurabile», così spianando la strada a considerazioni sulla «potenza» dell’effetto, potenza che offre obiettive e significative difficoltà di misura;
escludono azioni di precauzione sugli EDC, in conflitto con quanto previsto all’articolo 191 del TFUE.

Alla luce di quanto precede, la Commissione non ritiene necessaria una revisione dei criteri relativi agli EDC?

21 dicembre 2016
Risposta di Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione

Per quanto riguarda il progetto di criteri proposto dalla Commissione in data 15 giugno 2016, la Commissione rinvia l’onorevole deputato alla risposta all’interrogazione scritta

I servizi della Commissione hanno pubblicato sul sito web dedicato una versione riveduta del progetto di criteri nella quale il testo è stato reso più chiaro al fine di rispondere alle preoccupazioni sollevate dagli Stati membri e dalle altre parti interessate.

I punti esposti dall’onorevole deputato sono stati affrontati nella versione riveduta di tali criteri. Per quanto riguarda il dubbio concernente il concetto di «rischio trascurabile» che potrebbe spianare la strada a considerazioni sulla «potenza» dell’effetto, la Commissione assicura che l’approccio della legislazione non è cambiato. È stato infatti mantenuto l’approccio essenzialmente basato sul pericolo (senza alcuna considerazione in merito alla potenza) di cui al punto 3.6.5 dell’allegato del regolamento sui prodotti fitosanitari; ciò significa che una determinata sostanza identificata come interferente endocrino a norma del regolamento sui prodotti fitosanitari non sarà approvata, tranne che in circostanze estremamente limitate nelle quali i timori per la salute umana sono trascurabili. La Commissione propone di mantenere l’attuale approccio e solamente di sostituire, alla luce del progresso scientifico, e più in particolare in base al parere scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, il concetto di «esposizione trascurabile» attualmente previsto dal regolamento n. 1107/2009 con il concetto di «rischio di esposizione trascurabile». La Commissione propone pertanto lo stesso approccio adottato nel 2012 per le sostanze attive riconosciute come interferenti endocrini dallo stesso legislatore nel quadro del regolamento sui biocidi.