ulivi-secolari

Xylella – interrogazione su reimpianto di due varietà di olivo in Salento

Qui di seguito il testo della mia interrogazione alla Commissione europea sul caso Xylella e gli impegni presi dalla UE e non ancora mantenuti. 

Le ultime stime sulla produzione di olio salentino sono più che preoccupanti: 100mila i quintali di olio previsti per il 2017, a fronte dei 300mila dello scorso anno. In poco tempo l’olivicoltura salentina ha visto ridurre drasticamente la sua produzione, fino al 60%, con utili rovinosamente crollati.

La Commissione europea ha assicurato, lo scorso maggio, il reimpianto di due varietà di olivo, Leccino e Favolosa, che sarebbero tolleranti al batterio, nelle zone infette da Xylella, in particolare nella provincia di Lecce. Tuttavia, ad oggi, non risultano decisioni in tal senso.

Atteso che è di fondamentale importanza creare le condizioni per rilanciare le attività imprenditoriali degli olivicoltori salentini, si chiede alla Commissione, per quanto di sua competenza, se e quali iniziative intenda assumere per:

-  abolire il divieto di reimpianto modificando la Decisione di esecuzione (UE) 2015/789 del 18 maggio 2015;

-  individuare incentivi per i produttori salentini che adottino adeguate misure di prevenzione;

- intensificare gli sforzi in ricerca, anche potenziando la collaborazione a livello internazionale con sufficienti risorse finanziarie per gli istituti, che accrescano le conoscenze scientifiche sulla Xylella fastidiosa e individuino accuratamente la natura dell’interazione tra l’agente patogeno, i sintomi e lo sviluppo della malattia.

news-su-ischia

Puntare sul turismo per fare crescere l’Europa

Il 27 settembre il Parlamento europeo ha ospitato una conferenza di alto livello sul turismo.
La conferenza, organizzata dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani con il sostengo delle commissioni parlamentari, mette a fuoco gli indirizzi per rendere sempre più competitivo il turismo in Europa. L’Unione europea ha accolto 582 milioni di turisti nel solo 2016. Il turismo ha generato più del 5% del prodotto interno lordo dell’UE. Malgrado questo risultato il settore turistico si trova davanti molte sfide: l’impatto sull’ambiente e sulla vita locali, i lavori precari e stagionali e la crescente competizione da parte di altre destinazioni.

La conferenza ha riunito rappresentanti politici, rappresentanti delle istituzioni e professionisti del settore in un dibattito diviso in tre sessioni. Nella prima si è discusso di come attirare più investimenti e migliorare le condizioni dal punto di vista economico e delle competenze. Nella seconda si è messo a fuoco il ruolo dell’innovazione e dell’economia digitale. Nella terza si è discusso di come mantenere il primato mondiale dell’UE come destinazione turistica.

Nel suo complesso occupa circa 17 milioni di addetti in tutta l’UE e considerando il suo apporto ad altri settori quali la cultura, l’agricoltura, l’edilizia e i trasporti, si calcola che contribuisca al PIL dell’UE per circa il 10%. La diversità e molteplicità delle esigenze che caratterizzano questo settore, molto articolato al suo interno (i vari tipi di esperienze che qualifichiamo come turismo sono molto diverse, vanno dal cicloturismo, al wellness, al turismo collegato ad attività sportive, al turismo culturale, agli itinerari culturali, al turismo enogastronomico, etc., e spesso molto diversi sono i soggetti coinvolti), fanno sì che per il suo sostegno non sia previsto un unico programma dedicato, ma che misure diverse possano essere finanziate su strumenti diversi.

Per aiutare i soggetti interessati ad orientarsi e recuperare informazioni sui possibili finanziamenti adatti alle loro esigenze la Commissione qualche anno fa ha preparato una guida agile e sintetica che prende in esame tutti gli strumenti utilizzabili per diversi tipi di intervento e per ognuno si concentra sulle informazioni pratiche che un potenziale proponente deve conoscere per valutare se lo strumento sia idoneo alle sue esigenze e a chi rivolgersi, in caso di interesse, corredate da link e collegamenti ipertestuali puntuali. Fornisce inoltre, per i diversi strumenti, vari esempi concreti di progetti che sono stati finanziati in passato. La guida, aggiornata al 2016, è ora disponibile anche in italiano e prende in esame il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), i Fondi strutturali e di investimento, e poi i programmi LIFE (programma per il settore ambiente), Orizzonte2020 (per la ricerca e l’innovazione), COSME (per le PMI), Europa Creativa (per la cultura e la creatività), Erasmus+ (per la formazione e l’istruzione) e EASI (per l’occupazione e l’innovazione sociale).

Rispetto all’edizione precedente, è corredata da un allegato (disponibile solo in inglese) contenente esempi aggiuntivi di progetti per il turismo costiero e marittimo realizzati con i diversi strumenti disponibili.

La guida può essere consultata a questo link https://www.fasi.biz/images/guidaturismo.pdf

1438246642un1

Azioni Urbane Innovative (UIA): comunicate le tematiche per i progetti 2017 e 2018

Le “Urban Innovative Actions – UIA” sono state introdotte dalla Commissione europea, nell’ambito della Politica di coesione UE 2014-2020, per aiutare le città a identificare e testare soluzioni innovative per rispondere alle crescenti sfide che interesseranno le aree urbane nei prossimi anni. Queste Azioni, sostenute dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), costituiscono un’opportunità unica per le città europee per vedere come potenziali soluzioni a problematiche emergenti di sviluppo urbano, aventi rilevanza a livello di Unione, possano essere applicate in pratica e rispondere alla complessità della vita reale. Le risorse stanziate per le UIA per il periodo 2015-2020 ammontano a 371 milioni di euro, che verranno ripartiti su bandi (Call for proposals) pubblicati annualmente. I bandi per il 2017 e il 2018 costituiscono rispettivamente la terza e quarta Call fino ad oggi programmate.

Il bando per il 2017 (terza Call), che verrà pubblicato alla fine di quest’anno, è orientato a finanziare progetti che affrontano le seguenti questioni:

  • Qualità dell’aria
  • Adattamento ai cambiamenti climatici
  • Housing
  • Lavori e competenze nell’economia locale

Per il bando 2018 (quarta Call) sono state invece individuate le seguenti tematiche (l’elenco è indicativo; potrebbe subire variazioni per tener conto di eventuali nuove sfide emergenti per le città):

  • Transizione digitale
  • Uso sostenibile della terra e soluzioni basate sulla natura
  • Povertà urbana
  • Economia circolare o mobilità urbana

In sintesi

Quanto è il contributo comunitario per progetto? Sino a 5 milioni di Euro, pari al massimo all’80% del costo totale del progetto. Il cofinanziamento può essere coperto anche dalle infrastrutture che si mettono a servizio del progetto.
Chi può partecipare? Comuni, di qualunque regione, con un numero minimo di 50000 abitanti. E’ possibile presentare progetti anche in forma associata purché si raggiunga il numero minimo di abitanti
Che tipo di costi possono essere coperti? Tutti, inclusi i costi per investimenti in infrastrutture
E’ necessario il partneriato con partner di altri paesi europei? NO
Un esempio di chi ha già avuto un progetto finanziato http://www.urbancenterbologna.it/images/VILLA_SALUS/scheda_progetto_uia.pdf
Dove trovare maggiori informazioni?  http://www.uia-initiative.eu/
europa

Aperto il primo bando del Programma ENI-MED

È aperto e scade il 9 novembre 2017 il primo bando del Programma ENI CBC MED, il programma di cooperazione transfrontaliera nel bacino del Mediterraneo che fa parte dello Strumento europeo di vicinato (ENI), importante cardine della politica estera dell’Unione, il quale coltiva le relazioni tra l’UE e i paesi partner a Est e Sud. Il programma ENI CBC MED persegue uno sviluppo equo, sostenibile ed inclusivo a livello economico, sociale e territoriale nella regione, finanziando progetti transfrontalieri su tematiche comuni a più paesi che condividono una frontiera terrestre o marittima, o che si affacciano sullo stesso bacino marittimo. Il programma si pone due obiettivi generali:

A: Promuovere lo sviluppo economico e sociale
B: Affrontare sfide ambientali comuni

Il primo bando affronta i 4 obiettivi tematici individuati dal programma e le relative priorità di investimento:

A.1 – Sviluppo delle imprese e delle PMI

1.1: sostenere le start-up innovative e alle imprese di recente avvio, con attenzione particolare per quelle gestite da donne e giovani, e protezione della loro proprietà intellettuale e commercializzazione;

1.2: rafforzare e sostenere network, cluster, consorzi e filiere euro-mediterranee nei settori tradizionali (agro-food, turismo, tessile, abbigliamento, ecc.) e non tradizionali (idee innovative di sviluppo urbano sostenibile, eco-housing, tecnologie sostenibili pulite anche legate alla gestione dell’acqua, energie rinnovabili, industrie creative, ecc.)

1.3: incoraggiare il turismo sostenibile e azioni volte a diversificarne l’offerta in nuovi segmenti e nicchie.

A.2 – Sostegno a educazione, ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica

2.1: sostenere il trasferimento e la commercializzazione di tecnologie e risultati di ricerca, rafforzando il legame tra ricerca, industria e altri attori del settore privato.

2.2: sostenere le PMI nell’accesso alla ricerca e innovazione, anche attraverso il clustering

A.3 – Promozione dell’inclusione sociale e lotta alla povertà

3.1: fornire competenze spendibili nel mercato del lavoro ai giovani, specialmente ai NEET, e alle donne

3.2: sostenere attori dell’economia sociale e solidale, anche migliorandone le capacità e la cooperazione con la pubblica amministrazione per la fornitura di servizi.

B.4 – Protezione ambientale, adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici

4.1: sostenere soluzioni innovative e tecnologiche per migliorare l’efficienza nella gestione dell’acqua e incoraggiare l’utilizzo di metodi di approvvigionamento d’acqua non convenzionali.

4.2: ridurre la produzione di rifiuti nelle città, promuovere la raccolta differenziata e il suo sfruttamento ottimale, soprattutto della sua parte organica

4.3: energie rinnovabili ed efficienza energetica – sostenere la riqualificazione energetica di edifici, nello specifico quelli pubblici

4.4: gestione integrata delle zone costiere – incorporare un approccio alla gestione basata sull’ecosistema nel piano di sviluppo locale, migliorando la coordinazione intra-territoriale tra diversi stakeholder.

Ogni progetto deve rivolgersi a un solo obiettivo tematico e una sola priorità d’investimento. I progetti devono avere un carattere dimostrativo e innovativo, e dunque devono prevedere azioni pilota e di testing. Devono mirare inoltre a una cooperazione tra persone, al fine di rafforzare la partecipazione attiva della società civile, e allo sviluppo delle capacità della sfera istituzionale per favorire il ruolo delle autorità pubbliche nello sviluppo delle economie locali.

Il budget a disposizione della call è di 84.668.413,86 euro. Il contributo UE deve essere compreso tra 1 milione e 3 milioni di euro e il co-finanziamento coprirà al massimo il 90% dei costi totali eleggibili.

Possono presentare le candidature enti pubblici e privati stabiliti nei paesi partecipanti (Cipro, Libano, Malta, Palestina e alcune regioni dei seguenti paesi: Egitto, Francia, Grecia, Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana), Giordania, Portogallo, Spagna, Tunisia).

I progetti devono coinvolgere almeno 3 paesi di cui almeno uno Stato UE e almeno un paese partner. La durata del progetto deve essere compresa tra 24 e 36 mesi.

In sintesi

Quanto è il contributo comunitario per progetto? Sino a 3 milioni di Euro, pari al massimo all’90% del costo totale del progetto a carico dell’Europa. Per i partner italiani che sono enti pubblici o soggetti no-profit, il restante 10% è coperto dal fondo di rotazione della Cassa Depositi e Prestiti: quindi, la copertura dei costi del progetto arriva al 100%
Chi può partecipare? Tutti i soggetti, pubblici e privati, con sede legale o operativa in una delle seguenti regioni:Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna
Che tipo di costi possono essere coperti? Tutti, inclusi i costi per investimenti in infrastrutture
E’ necessario il partneriato con partner di altri paesi europei?
  1. Servono partner da almeno 2 paesi UE e 1 paese ENI. Il numero medio di partner per progetto è intorno agli 8/10 partner che rappresentano 4/5 paesi. Non sono ammessi più di tre partner dello stesso Paese
Un esempio di chi ha già avuto un progetto finanziato Vibo Valentia, progetto MEDROUTE per la valorizzazione degli itinerari turistici e culturali http://www.enpicbcmed.eu/documenti/29_153_20110916202421.pdf
Dove trovare maggiori informazioni? http://www.enpicbcmed.eu/enicbcmed-2014-2020
programma-horizon-2020

Il futuro della politica europea per la ricerca e l’innovazione: le lezioni che dobbiamo apprendere dalla partecipazione italiana ad Horizon 2020

APRE, l’Agenzia per la Promozione della ricerca in Europa e punto di contatto nazionale del programma Horizon 2020 che mobilità quasi 90 miliardi di euro per supportare la ricerca e l’innovazione, ha pubblicato i risultati dello studio fatto, d’intesa con il MIUR, sulla partecipazione italiana al programma. Nei primi anni del programma Horizon 2020 sono stati firmati contratti per un totale di 21.163.808.617,00 €, di cui oltre 460 milioni di euro nei primi mesi del 2017. Il sistema Italia ha presentato progetti di successo soprattutto con riferimento alle tematiche energetiche, nuovi materiali, ICT e ambiente. Leggi di più

Il nostro Paese migliora la sua performance rispetto al 7° Programma Quadro ma resta, tuttavia, indietro ad altri Paesi Europei, posizionandosi soltanto al quinto posto, con una percentuale di budget sul totale pari alla metà di quella del Regno Unito e 10 punti percentuali più basa di quella della Germania. 

schermata-2017-09-27-alle-18-21-19

La tabella seguente mostra, invece, una bassa competitività dei progetti di ricerca e innovazione pronti per applicazioni commerciali (IA) nel settore agroalimentare, che invece ha un rilievo non marginale nei progetti a più alta intensità di ricerca sperimentale (RIA) 

schermata-2017-09-27-alle-18-22-49

Il rapporto può essere scaricato al seguente qui