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IL TITOLARE
Nicola Caputo

gemellaggi

Aperte le candidature per le azioni di “Gemellaggio di città”

Sono aperte le candidature per le azioni di “Gemellaggio di città” del 2018, con scadenza il 9 settembre 2018.
Possono partecipare comuni, le reti di gemellaggio, autorità locali e regionali; Possono partecipare anche federazioni e associazioni di autorità locali e organizzazioni no-profit in rappresentanza delle istituzioni territoriali. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner anche le organizzazioni non-profit della società civile. Il budget complessivo per le azioni di gemellaggio è di oltre 4 milioni e mezzo di euro.
I progetti per essere ammissibili a questa selezione dovranno svilupparsi nella prima metà del 2019 e coinvolgere almeno 2 municipalità dei Paesi ammessi al programma.
Le proposte di gemellaggio dovranno mirare a mobilitare i cittadini a livello locale per intensificare il dibattito su questioni di rilievo europeo, attivando così la partecipazione dei territori al dibattito sulle politiche comunitarie.
I gemellaggi devono essere intesi in senso ampio, riferendosi sia ai comuni che hanno sottoscritto o si sono impegnati a sottoscrivere accordi di gemellaggio, sia ai comuni che attuano altre forme di partenariato e che vogliono intensificare la cooperazione e i legami culturali.

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LULUCF, ovvero il contributo della silvicoltura alla riduzione delle emissioni

Oggi è stato approvato anche il regolamento cd. “LULUCF” relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia.
Tale regolamento si riferisce alla gestione del suolo agricolo e forestale volta a rimuovere i gas ad effetto serra dall’atmosfera. Per questo, tali azioni vengono definite “carbon sinks” in quanto costituiscono dei veri e propri bacini di assorbimento che sottraggono la CO2 dall’atmosfera.
Il campo di applicazione riguarda i terreni forestali ed i terreni agricoli, e quei terreni per i quali l’uso è stato modificato da o verso questi utilizzi. L’impegno per ciascuno Stato membro sarà quello di assicurare che il settore LULUCF non dia origine ad emissioni nette sul proprio territorio, dopo l’applicazione delle norme di contabilizzazione previste dal regolamento e tenuto conto degli strumenti di flessibilità.
In altre parole, agli obiettivi di riduzione previsti da Effort sharing concorrerà anche il settore LULUCF, che rappresenta per gli Stati membri uno strumento di flessibilità per agevolare il raggiungimento delle riduzioni nei settori non ETS. Tale strumento consiste nella possibilità per gli Stati membri di utilizzare i crediti generati dal settore LULUCF, entro il limite di 280Mton.

effort

Effort sharing: anche l’agricoltura darà il suo contributo

Dopo un lungo iter legislativo, oggi è stato definitivamente approvato anche il regolamento riguardante la riduzione delle emissioni di tutti i settori economici che non rientrano nell’ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), compresi i trasporti, i rifiuti, l’ambiente costruito e l’agricoltura. Ovvero, il 60 % circa delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE.
Tale regolamento ripartisce l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni del 30% tra gli Stati Membri, sulla base del PIL pro-capite del 2013. Per gli Stati membri con un PIL pro-capite superiore alla media dell’UE, tali obiettivi sono ulteriormente adeguati per tenere conto del rapporto costo-efficacia. Per l’Italia è stato individuato un obiettivo di riduzione al 2030 pari al -33%.
In sede di trilogo gli Stati membri sono riusciti a modificare la data di partenza dei tagli: mentre il Parlamento europeo chiedeva l’inizio del 2018, il Consiglio ha sostenuto fino all’ultimo la data di gennaio 2020, riuscendo a strappare alla fine come compromesso la data di giugno 2019. Il testo finale perde quindi un po’ di ambizione.
Tra i principali elementi dell’accordo figurano anche: il rafforzamento degli strumenti di flessibilità; l’introduzione di una “riserva di sicurezza” costituita da un volume di quote pari a 105 Mt e destinata ai Paesi con PIL pro capite 2013 inferiore alla media UE che avranno effettuato riduzioni tali da oltrepassare il proprio target al 2020 (“overachievement”); una flessibilità specifica per i Paesi con obiettivo positivo al 2020 che potranno beneficiare al 2021 di un numero aggiuntivo di crediti.