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Sicurezza stradale: dal 2019 nuovi dispositivi di sicurezza di serie su tutte le auto

In Europa gli incidenti stradali fanno circa 120.000 vittime all’anno. Nel mondo, sono l’ottava causa di morte fra i giovani, ed il 40% delle vittime della strada è costituito da pedoni e ciclisti. Jean Todt è stato ospite al Parlamento Europeo, in qualità di inviato speciale dell’ONU per la Sicurezza Stradale e la campagna di sensibilizzazione voluta dalle Nazioni Unite lo ha portato a cimentarsi in una nuova gara: ottenere strade e veicoli più sicuri per tutti. 

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Relazioni commerciali UE – MERCOSUR: una questione che ci riguarda molto da vicino

Negli ultimi mesi sono ripresi i negoziati tra Unione Europea e Mercosur – il mercato comune dei paesi latinoamericani – per la conclusione di un accordo commerciale. Le negoziazioni ora devono affrontare i nodi dell’accordo legati principalmente all’agroalimentare, il settore nel quale si concentrano gli interessi commerciali più strategici.
Le negoziazioni, giunte ormai al 27° round, hanno portato al completamento dei capitoli meno complessi del trattato, mentre restano da affrontare ancora i nodi dell’accordo legati principalmente al settore agroalimentare, che rappresenta per entrambe le parti un cosiddetto “settore offensivo”, ovvero un settore nel quale si concentrano gli interessi commerciali più strategici, sui quali gli attori sono poco disposti a concedere aperture.

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OMNIBUS, come cambia la Politica Agricola Comunitaria

Dopo un intenso ciclo di negoziati si è raggiunto l’accordo finale sul pacchetto agricolo del Regolamento Omnibus. L’intesa raggiunta offre la prospettiva di una vera e propria riforma di medio termine. È stata mantenuta la definizione di agricoltore attivo e quindi a essere beneficiari delle risorse della PAC saranno gli agricoltori professionali. Valorizzato però il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, dando nuovo vigore e intensità al cosiddetto pagamento giovani introdotto nel 2013.

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Auguri PD!

10 anni di Partito democratico. 10 anni in cui un popolo ha costruito la sua casa politica portandola al governo dell’Italia e a un importante successo in Europa.

10 anni fa, con il discorso del Lingotto, si chiudeva con il passato e si decideva di offrire un luogo dove le vecchie identità, rigide ed escludenti, lasciavano spazio ad una forza progressista e popolare, che guardava al nuovo millennio con fiducia. 10 anni fa nasceva quel Partito capace di accogliere storie diverse che volevano percorrere la medesima strada verso il futuro.

Un futuro fatto di capacità di ascolto e  di sintesi di posizioni diverse, con la ferma convinzione che il governo della cosa pubblica fosse l’obiettivo del partito, senza cedere a posizioni di semplice testimonianza o d’opposizione. Un partito che si apriva non solo agli iscritti ma al protagonismo dei cittadini grazie a quella rivoluzione gentile che sono state le primarie. Una rivoluzione che tanti hanno provato a replicare, con poco successo a dire il vero.  

In 10 anni il PD ha vissuto tante stagioni e successi. E questi sono arrivati soprattutto negli ultimi anni con Renzi. Un segretario “democratico” perché la sua storia politica, fin dalla sua esperienza amministrativa, è cresciuta proprio con le primarie. E quella capacità di parlare non  a una parte ma agli italiani, ai loro bisogni e alle loro speranze, lo ha portato prima alla segreteria, poi al governo e infine a quel successo che sono state le ultime elezioni europee. E, come potete immaginare, ricordo bene quei giorni di campagna elettorale, l’entusiasmo e la forza che il PD è in grado di generare.   

Grazie a questi passaggi oggi il PD è il baricentro della politica italiana. Una forza popolare e di governo, europeista nel cuore e nell’orizzonte, che sta guidando l’Italia fuori dalla crisi, facendo da argine a populismi e disfattismo.  

Ma oggi il PD deve riscoprire questo coraggio e questo approccio anche sui territori, soprattutto al sud. Se vogliamo guardare con fiducia ai prossimi 10 anni la nostra sfida ora si deve giocare nei circoli di partito e nelle federazioni provinciali. Dobbiamo allevare una classe dirigente locale che non vive di ambizioni individuali, ma della capacità di ascolto e guida dei bisogni delle piccole e delle grandi città, nelle periferie delle metropoli e nei piccoli borghi che costellano il paese.  

Troppe le divisioni personali che hanno pesato nella vita locale del PD, troppe le opportunità perse per i nostri territori per l’incapacità di giocare in squadra. Anche i risultati delle ultime elezioni provinciali di Caserta ci dicono questo.

Oggi celebriamo 10 anni di vita, 10 anni di coraggio, 10 di cambiamento vero per la politica nazionale e i nostri destini.

Ora dobbiamo rivolgere il nostro sguardo in due direzioni. Prima verso i territori per sanare le vecchie ferite e tornare competitivi e credibili laddove oggi con troppa forza prendono piede demagogia e populismo;

Poi verso l’Europa e il resto del mondo. Mettere l’Italia in grado di competere con sempre maggior coraggio globalmente e diventare sempre di più influente sulle scelte dell’Unione europea. Per queste ragioni ho aderito a due campagne che sono perfettamente in linea con questo disegno: quella lanciata da il Foglio per inserire le stelle europee nel nostro simbolo e ho aderito all’appello di Luigi Manconi, come tanti altri esponenti del PD, per sostenere lo Ius Soli. Ho aderito perché credo che possiamo essere leader in Europa se l’europeismo diviene un tratto identitario del PD. E possiamo dire la nostra sulle grandi trasformazioni del modo come le migrazioni solo se non ci chiudiamo, ma abbiamo la forza di governarle e guidarle.
E allora rimettiamoci in cammino forti di questa storia e con quella voglia cambiare che 10 anni fa ha dato il via a questa avventura. Nelle nostre città, in Italia e in Europa.

Buon compleanno PD, di cuore.