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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “PREPARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO DEL 28 E 29 GIUGNO 2018”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “preparazione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018”.
Il nuovo governo italiano ha chiuso i porti e non ha permesso l’attracco di una nave, l’Aquarius, con 630 persone a bordo, tra cui donne incinte e bambini, speculando politicamente sulla pelle degli ultimi e degli indifesi. Ringrazio sentitamente la Spagna e il suo nuovo Premier Pedro Sánchez per il suo gesto. Ma l’Italia è stata lasciata da sola per troppo tempo a far fronte al flusso migratorio dal resto degli Stati membri, raccogliendo solo belle parole. Anche l’aumento dei fondi destinati all’immigrazione nel prossimo bilancio non servirà a nulla in queste condizioni. Sempre più spesso sentiamo dire che la colpa è dell’Europa, che l’Europa deve fare qualcosa, che l’Europa ha lasciato soli i paesi del Mediterraneo, ma sappiamo bene che non è così. Sono gli Stati membri che, per interessi politici, paralizzano l’Europa di Schuman, di Adenauer e di De Gasperi. Questo Parlamento ha approvato la riforma di Dublino da mesi. Il Consiglio deve rispondere subito e concretamente, perché nel frattempo esseri umani muoiono e le forze populiste avanzano.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SUL “MECCANISMO UNIONALE DI PROTEZIONE CIVILE”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione sul “meccanismo unionale di protezione civile”.
Alla luce delle recenti catastrofi che hanno devastato l’Europa, molte delle quali legate al cambiamento climatico, una modifica della decisione su un meccanismo unionale di Protezione civile era auspicabile.
Il meccanismo si è rivelato uno strumento utile per mobilitare e coordinare l’assistenza fornita dagli Stati partecipanti, in risposta alla crisi, ma l’esperienza ha dimostrato che le offerte volontarie di assistenza reciproca non sempre sono bastate a garantire la disponibilità di mezzi, e potrei citare come esempi i casi di Portogallo e Italia della scorsa estate, paesi devastati da numerosi incendi.
La revisione servirà a colmare le lacune ricorrenti ed emergenti, in termini di mezzi, in particolare istituendo una riserva specifica di mezzi di risposta a livello europeo, e a rassicurare l’agilità ed efficacia delle procedure amministrative del meccanismo unionale a sostegno delle operazioni di emergenza. Va da sé che il meccanismo per funzionare dovrà ricevere adeguati stanziamenti di bilancio e gli Stati membri dovranno svolgere azioni preventive per mantenere mezzi nazionali sufficienti ad affrontare le catastrofi in modo efficace. Mi complimento con la relatrice Gardini, che ha fatto davvero un gran lavoro.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SUL “FUTURO DELL’ALIMENTAZIONE E DELL’AGRICOLTURA”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione sul “futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura”.
Pur riconoscendo la necessità che ogni Stato membro adatti la politica agricola comune alle proprie esigenze, sono nettamente contrario all’idea di una nazionalizzazione della PAC.
Va mantenuta l’attuale architettura a due pilastri, ritenendo però che il sistema esistente per il calcolo dei pagamenti diretti nel primo pilastro vada modernizzato e sostituito da un metodo di calcolo dei pagamenti a livello europeo.
La nuova PAC deve darsi obiettivi ambiziosi, deve garantire che il cibo prodotto sia sufficiente e sicuro, tutelarne la competitività sui mercati internazionali, proteggere gli agricoltori dalla volatilità dei prezzi e dalle crisi di mercato, sostenere la dimensione familiare dell’agricoltura europea e soprattutto le nuove generazioni di agricoltori.
E tra le priorità della futura PAC dovrà figurare, a mio avviso, anche la necessità di rendere le aziende agricole più sostenibili e pienamente coinvolte nell’economia circolare e nella promozione dell’innovazione, della ricerca e delle pratiche intelligenti. Obiettivi che però potranno essere raggiunti solo con una PAC sufficientemente finanziata e quindi senza tagli al bilancio.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SUI “DAZI IMPOSTI DAGLI STATI UNITI SULL’ACCIAIO E L’ALLUMINIO E RISPOSTA DELL’UE”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione sui “dazi imposti dagli Stati Uniti sull’acciaio e l’alluminio e risposta dell’UE”.
La decisione dell’amministrazione americana di concedere, dopo la scadenza del 1° maggio, altri 30 giorni di esenzione all’Unione europea dai dazi su acciaio e alluminio lascia in vita la speranza che una guerra commerciale globale possa ancora essere scongiurata.
Siamo all’inizio di una settimana decisiva, in cui è ancora possibile trattare. Ho apprezzato molto la posizione della Commissaria Malmström di non accettare negoziati finché l’Unione non avrà ricevuto una proroga incondizionata delle tariffe, in modo da poter prendere decisioni sufficientemente ponderate per evitare un conflitto commerciale che porterebbe scompensi a tutti, europei e americani.
Ma su alcune cose l’Europa non può tornare indietro. In campagna elettorale il Presidente Trump ha affermato che l’Europa ha molte altre barriere all’importazione di prodotti americani, tra le quali gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari e la nostra legislazione ambientale. Le garanzie di sicurezza alimentare che assicuriamo ai nostri cittadini e gli impegni assunti a livello internazionale con l’accordo di Parigi non devono assolutamente essere al tavolo dei negoziati.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2021-2027 E RISORSE PROPRIE”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione sul “quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e risorse proprie”.
I dati del prossimo quadro finanziario pluriennale post 2020, che la Commissione ha ufficialmente rilasciato lo scorso 18 maggio, rivelano evidenti discrepanze rispetto agli annunci. Gli aumenti annunciati per diversi programmi dell’Unione europea sono in realtà significativamente più bassi, mentre i tagli per altri programmi sono più alti di quelli originariamente presentati.
Solo per fare due esempi: la politica agricola comune e le politiche di coesione subirebbero un taglio rispettivamente del 15 e del 10 %, impattando negativamente sulla natura stessa e sugli obiettivi di tali politiche. Deludente anche il livello di finanziamento globale proposto, inferiore in termini reali rispetto al livello dell’attuale QFP, e questo nonostante l’introduzione di ben tre fonti di risorse proprie, per le quali andrebbero peraltro chiariti i tempi e i modi.
Il QFP post 2020 dovrà essere in grado di rispondere realmente ai bisogni e alle aspettative dei cittadini europei, e questo Parlamento dovrà lavorare sodo per ottenere il livello necessario di finanziamento delle politiche chiave dell’Unione, innanzitutto PAC e politiche di coesione.