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EUROPARLAMENTO, NICOLA CAPUTO NUOVO COORDINATORE S&D DELLA COMAGRI

Bruxelles – Nicola Caputo, parlamentare europeo, è il nuovo coordinatore del gruppo S&D in Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento UE. Soddisfazione è stata espressa da Caputo per il nuovo incarico che gli eurodeputati S&D gli hanno voluto conferire.
“Ringrazio i colleghi per la fiducia accordatami. Con loro lavorerò in sinergia, continuando nell’ottimo lavoro avviato dai miei predecessori Eric Andrieu e Paolo De Castro– spiega l’eurodeputato S&D. È un momento chiave per il settore agricolo europeo che deve affrontare sfide delicate quali quella ambientale, quella dei cambiamenti climatici, della volatilità dei prezzi, dell’innovazione, della semplificazione, del ricambio generazionale e della sicurezza alimentare. Partendo dalle tre proposte legislative di riforma della PAC approdate al Parlamento europeo proprio in questi giorni, concentrerò la mia attenzione sull’ascolto delle esigenze del mondo agricolo europeo, puntando innanzitutto ad assicurare redditività agli agricoltori, investimenti nelle aree rurali e supporto ai giovani in agricoltura. Su queste sfide lavorerò con determinazione nel mio nuovo ruolo di coordinatore AGRI per assicurare all’agricoltura europea un ruolo centrale nelle politiche UE”.

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EUROPARLAMENTO, NICOLA CAPUTO NUOVO COORDINATORE S&D DELLA COMAGRI

Bruxelles – Nicola Caputo, parlamentare europeo, è il nuovo coordinatore del gruppo S&D in Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento UE. Soddisfazione è stata espressa da Caputo per il nuovo incarico che gli eurodeputati S&D gli hanno voluto conferire.
“Ringrazio i colleghi per la fiducia accordatami. Con loro lavorerò in sinergia, continuando nell’ottimo lavoro avviato dai miei predecessori Eric Andrieu e Paolo De Castro– spiega l’eurodeputato S&D. È un momento chiave per il settore agricolo europeo che deve affrontare sfide delicate quali quella ambientale, quella dei cambiamenti climatici, della volatilità dei prezzi, dell’innovazione, della semplificazione, del ricambio generazionale e della sicurezza alimentare. Partendo dalle tre proposte legislative di riforma della PAC approdate al Parlamento europeo proprio in questi giorni, concentrerò la mia attenzione sull’ascolto delle esigenze del mondo agricolo europeo, puntando innanzitutto ad assicurare redditività agli agricoltori, investimenti nelle aree rurali e supporto ai giovani in agricoltura. Su queste sfide lavorerò con determinazione nel mio nuovo ruolo di coordinatore AGRI per assicurare all’agricoltura europea un ruolo centrale nelle politiche UE”.

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Nicola CAPUTO

PAC, CAPUTO, UN’OCCASIONE PERSA PER L’AGRICOLTURA EUROPEA

“No alla rinazionalizzazione della PAC, sì ad una vera riforma!”

Arrivano proposte deludenti dalla Commissione europea sulla futura PAC. Proposte che si aggiungono ai pesanti tagli di bilancio annunciati dalla Commissione europea e che possono segnare la fine della stessa PAC. Completamente irresponsabile, in un contesto in cui Stati Uniti, Cina e Brasile aumentano i loro bilanci, la previsione da parte della Commissione UE di una riduzione del 12% (a prezzi costanti) del bilancio della PAC e di più del 25% per quanto riguarda lo sviluppo rurale.
L’agricoltura è un settore strategico per l’Unione europea e non si possono tollerare passi indietro nella politica comune. La proposta di consentire a ciascuno Stato Membro l’elaborazione di un piano strategico nazionale, porta i semi di una completa rinazionalizzazione della PAC, sinonimo di rinuncia. In tali circostanze, è molto difficile ripristinare la fiducia degli agricoltori e di tutti i cittadini nel progetto europeo.
Gli agricoltori europei già devono fronteggiare accordi commerciali, (Mercosur, Messico, CETA) che consentono l’ingresso nell’UE di prodotti che non rispettano gli standard di produzione europei, esponendo il settore alla concorrenza globale, oltre che alla concorrenza sleale all’interno del mercato dell’UE.
La Commissione europea continua a lasciare briglia sciolta al mercato. Le riforme della PAC adottate negli ultimi 25 anni sono state devastanti per gli agricoltori europei e  pericolose per la nostra sicurezza alimentare. La Commissione continua a nascondere la testa sotto la sabbia. Ancora una volta l’esecutivo dell’UE, non proteggendo l’integrità del mercato interno, sta abbandonando le sue responsabilità di regolatore.
Mentre gli Stati Uniti impongono dazi sull’acciaio e sull’alluminio proveniente dall’UE, la Commissione europea continua la sua dottrina agricola dettata dall’OMC. Ancora una volta, la Commissione respinge le sue responsabilità rifiutando di trasformare gli aiuti disaccoppiati in aiuti anticiclici e rinviando la gestione delle crisi solo alle organizzazioni di produttori e ai regimi di assicurazione privata.
La debolezza delle proposte  è sintomatica dell’incapacità della Commissione europea di pensare in termini strategici a medio e lungo termine! È urgente che l’Europa metta a punto una nuova PAC con un vero piano strategico di sicurezza e di sovranità alimentare. Ciò significa più sostegno – e non il contrario – per i nostri agricoltori e attuazione di misure normative per controllare meglio la volatilità dei prezzi.
Chiediamo che la politica agricola dell’Unione sia maggiormente legata al cibo, alla salute umana, alla lotta contro i cambiamenti climatici, alla protezione del nostro ambiente, alle nostre economie locali e all’occupazione. Pensiamo che l’UE debba interrompere la frenetica corsa agli accordi di libero scambio e smettere di servirsi dell’agricoltura come strumento per ottenere un maggiore accesso ai mercati dei paesi terzi per i prodotti industriali o i servizi.
La politica agricola comune non può essere aiutata con una riforma al ribasso ma con l’elaborazione di una strategia a lungo termine. L’agricoltura europea richiede una PAC più protettiva ed efficace che garantisca la sicurezza alimentare, stabilizzi i mercati, fornisca reddito equo agli agricoltori e che li sostenga nella transizione verso un modello agricolo sostenibile ed ecocompatibile.

Nicola Caputo (S&D, IT), Eric Andrieu (S&D, FR), Karine Gloanec-Morin (S&D, FR), Karin Kadenbach (S&D, AT), Momchil Nekov (S&D, BG), Maria Noichl (S&D, DE), Tibor Szanyi (S&D, HU), Marc Tarabella (S&D, BE), Maria Gabriela Zoana (S&D, RO)

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BRUXELLES – DIABETE DI TIPO 1,  INIZIATIVA ORGANIZZATA DALL’EURODEPUTATO NICOLA CAPUTO AL PARLAMENTO EUROPEO

Bruxelles 6 Giugno 2018. Si è svolto oggi – per iniziativa dell’Europarlamentare Nicola Caputo – il primo incontro in assoluto mai organizzato al Parlamento Europeo sul Diabete Tipo 1, una patologia “minoritaria” (caratterizzata dalla mancata produzione di insulina nelle cellule pancreatiche), che colpisce 150.000 italiani e 2 milioni di europei contro la vastissima platea dei diabetici Tipo 2 (60 milioni in Europa, soprattutto adulti con deficit parziali di insulina o mancato funzionamento della stessa, noto come insulino-resistenza).
Protagonista della giornata MONICA PRIORE, nuotatrice di orgine pugliese, diventata testimonial nazionale di tutti i pazienti con diabete tipo 1 e protagonista di imprese simboliche come la traversata a nuoto dello stretto di Messina (prima diabetica a cimentarsi nella prova), a dimostrazione della possibilità di poter condurre una vita normale o anche di compiere imprese sportive eccezionali senza che il diabete diventi una limitazione della qualità di vita di chi ne è colpito.
Tra gli speakers personalità del mondo della ricerca scientifica, tra cui il Prof. Geremia Bolli dell’Università di Perugia e il Prof. Sehnaz Karadeniz Presidente della International Diabetics Federation  (IDF), oltre ad esponenti dei più alti livelli delle istituzioni europee come Martin Seychell, Direttore Generale per la Salute della Commissione Europea insieme ad europarlamentari di ogni nazionalità e appartenenza politca. Presente anche il mondo delle imprese (Lilly, Sanofi e Theras Group) e delle organizzazioni sanitarie (EASD associazione europea per lo studio del diabete e FEND federazione internazionale infermieristica).
“Il nostro obiettivo – ha spiegato Nicola Caputo – è quello di migliorare lo stile di vita dei pazienti che soffrono di diabete di tipo 1. Ho chiesto alla Commissione maggiore impegno nella ricerca, più supporto alle famiglie dei bambini diabetici, che molto spesso vengono lasciate sole dalle Istituzioni e sono costrette loro malgrado a compromettere la situazione lavorativa per dare assistenza al proprio figlio; e normative chiare per l’inserimento del bambino diabetico nel tessuto sociale combattendo ogni forma di ignoranza e discriminazione”.
Tra le proposte emerse dalla giornata, la richiesta di attivazione di un registro europeo del diabete Tipo 1 per consentire una migliore definizione del target e del managament della malattia ed evitare le complicanze (ipoglicemiche) che esitano in ricoveri ospedalieri, responsabili del 49% dei costi sanitari ed indice di una cattiva gestione della patologia.
Esito finale della giornata la proposta avanzata dall’Europarlamentare Nicola Caputo di dar vita ad una “Coalizione per il Diabete” che riunisca tutti gli attori (scienza, istituzioni, imprese, associazioni e pazienti, mondo della comunicazione e della formazione) in grado di generare un valore aggiunto per la qualità di vita dei diabetici in Italia e in Europa

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STRASBURGO, CAPUTO (PD/S&D), I GIOVANI AGRICOLTORI DEVONO ESSERE AL CENTRO DELLA FUTURA PAC

Strasburgo – Dopo l’approvazione in commissione AGRI, il report di Nicola Caputo sui giovani agricoltori (Attuazione degli strumenti della PAC a favore dei giovani agricoltori nell’UE dopo la riforma del 2013) ottiene il via libera dell’assemblea Plenaria del Parlamento europeo. Soddisfazione è stata espressa dallo stesso Caputo che ha spiegato come il report si è guadagnato l’apprezzamento del commissario Hogan e della gran parte dei parlamentari.
“I giovani agricoltori – spiega – rappresentano un grande potenziale di innovazione e di diversificazione, per questo hanno bisogno di un deciso sostegno e  di misure politiche forti nella nuova PAC. Il ricambio generazionale deve essere una delle priorità. Nell’Unione Europea solo il 6 % del totale di quanti dirigono aziende agricole ha meno di 35 anni, mentre oltre la metà ha superato i 55 anni – spiega l’eurodeputato – Sono quindi state formulate varie raccomandazioni politiche volte a migliorare il regime di sostegno esistente.
L’accesso alla terra rappresenta il principale ostacolo che impedisce ai nuovi imprenditori agricoli di avviare attività nel settore dell’agricoltura in Europa. Il ricambio generazionale va quindi facilitato con normative, per esempio, in materia di successione e fiscalità, norme sull’accesso ai terreni, alla pianificazione territoriale e alle strategie di successione aziendale. Servono anche misure che possano effettivamente motivare gli anziani a trasferire la proprietà dei terreni quali ad esempio quelle sul “regime di prepensionamento”.
Strumenti come le banche rurali potrebbero facilitare ulteriormente l’accesso ai terreni ma anche per fornire un quadro completo dei terreni non in uso disponibili per i giovani agricoltori.
Relativamente al bilancio risulta fondamentale continuare a fornire un sostegno al programma per i giovani agricoltori aumentando, però, il livello massimo del finanziamento nazionale oltre il 2 % per i pagamenti obbligatori del primo pilastro e incrementando la percentuale di sostegno del secondo pilastro, per incoraggiare il rinnovo generazionale.
Altro nodo è rappresentato dall’accesso al credito, occorrono misure che consentano l’applicazione di tassi di interesse agevolati sui prestiti a favore dei nuovi imprenditori agricoli. A tale proposito, serve una migliore cooperazione anche con la BEI e con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) al fine di promuovere la creazione di strumenti finanziari dedicati ai giovani agricoltori in tutti gli Stati membri.
Sulla formazione la Commissione e gli Stati membri dovrebbero essere in grado di offrire maggiori opportunità di formazione e di consulenza ai giovani agricoltori, sia quelli potenziali che quelli confermati, includendo le competenze per l’avvio dell’attività d’impresa in agricoltura, nonché le competenze agricole, tecnologiche e imprenditoriali quali marketing, networking, comunicazione, innovazione, multifunzionalità e diversificazione e competenze finanziarie.
L’innovazione, infine, è uno degli elementi che maggiormente può contribuire a migliorare il ricambio generazionale in agricoltura. I giovani agricoltori – conclude l’eurodeputato Nicola Caputo – rappresentano un grande potenziale, tendono ad avere maggiori competenze e capacità manageriali e ad essere più propensi ad accedere a nuovi mercati, sviluppare nuovi metodi di produzione e utilizzare al meglio gli sviluppi e le innovazioni tecnologiche nel settore agricolo, come l’agricoltura di precisione, in grado di rispondere alle sfide ambientali dell’agricoltura.
Solo mettendo in campo tutte queste azioni si potranno offrire ai giovani agricoltori prospettive a lungo termine in grado di impedire l’esodo rurale”.

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