Nicola CAPUTO

LA COMMISSIONE AGRI APPROVA IL DOSSIER CAPUTO SUI GIOVANI AGRICOLTORI NELL’UE

Accesso al credito e alla terra, ricambio generazionale e formazione professionale, questi i punti principali del rapporto dell’eurodeputato Nicola Caputo approvato oggi a Bruxelles dalla Commissione AGRI

Bruxelles || “Il nostro obiettivo è quello dare un futuro di qualità all’agricoltura europea, favorendo il ricambio generazionale e sostenendo la nascita di nuove imprese nel settore. Per farlo, come sostengo nel dossier, dobbiamo garantire due elementi fondamentali: l’accesso al credito e alla terra, requisiti che fino ad oggi sono stati alla portata di pochi. – Lo ha dichiarato Nicola Caputo, parlamentare europeo del Pd, gruppo S&D e membro della Commissione agricoltura, a margine della riunione della Commissione AGRI in cui è stato approvato il dossier sull’attuazione degli strumenti della PAC a favore dei giovani agricoltori nell’UE – Oggi è per me una giornata davvero importante. – spiega l’eurodeputato Caputo – Dopo mesi di lavoro, confronto e ascolto, la Commissione Agri ha approvato il mio dossier sui Giovani Agricoltori”.
Le indicazioni contenute nel dossier hanno innanzitutto l’obiettivo di favorire l’ inserimento rapido e semplificato dei giovani nelle imprese, facilitando così il l’indispensabile ricambio generazionale
Ancora, nel documento viene proposto di aumentare il livello di finanziamento massimo oltre il 2% degli aiuti diretti della Pac destinati ai giovani agricoltori, favorendo il ricambio e l’accesso alla terra.
L’accesso alla terra è oggi il maggiore ostacolo per i giovani, considerato che appena il 6% del totale di quanti dirigono aziende agricole nell’Ue ha meno di 35 anni, mentre più del 50% ha superato i 55 anni. La proposta Caputo, propone misure che incentivano il trasferimento delle aziende alle generazioni più giovani, misure che non sono presenti nell’attuale PAC.
Inoltre, nel documento viene indicata una strada per migliorare l’accesso ai finanziamenti, per esempio attraverso tassi di interesse agevolati sui prestiti a favore dei nuovi imprenditori agricoli. Opportunità di sviluppare strumenti finanziari mirati a livello nazionale che sono disponibili mediante il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr).
Infine, si mette in evidenza la necessità di mettere a disposizione ulteriore formazione ai nuovi imprenditori agricoli e giovani agricoltori, in particolare nei settori della gestione aziendale e delle competenze finanziarie e misure di sostegno per approcci innovativi in termini di progetti modello per rendere più attraente il mondo agricolo alle nuove generazioni, anche attraverso tecnologie agricole digitali.
“L’appoggio dell’associazione europea dei giovani agricoltori (CEJA) a questi punti è il segno che abbiamo fatto un buon lavoro. – spiega ancora l’eurodeputato – Con l’approvazione di oggi diamo futuro all’agricoltura europea e italiana, diamo un futuro– conclude Nicola Caputo – alle ragazze e ai ragazzi che vogliono investire nell’agroalimentare”.
Il dossier Caputo sull’attuazione degli strumenti della PAC a favore dei giovani agricoltori nell’UE arriverà a Strasburgo nel mese di maggio per l’approvazione dell’assemblea Plenaria.
Le indicazioni contenute nel dossier costituiranno la base di una proposta legislativa che il Commissario Hogan dovrebbe mettere a punto nei prossimi mesi per tracciare le linee per il futuro della Pac post 2020.

Nicola CAPUTO

PRATICHE COMMERCIALI SLEALI NELLA FILIERA AGROALIMENTARE, CAPUTO (PD), FINALMENTE C’È UNA PROPOSTA DI DIRETTIVA

“Presenterò comunque degli emendamenti  per migliorare la proposta della Commissione UE”
Bruxelles, – “Una proposta di direttiva che riconosce, finalmente, che gli squilibri di reddito e di potere contrattuale nella filiera alimentare devono essere affrontati con urgenza, al fine di migliorare la posizione degli agricoltori che sono particolarmente vulnerabili alle pratiche commerciali sleali favorite dalla concentrazione in atto nell’industria e nella distribuzione alimentare. – Lo ha dichiarato Nicola Caputo, Parlamentare europeo del PD-S&D e membro della Commissione Agricoltura, a margine della presentazione della  proposta di direttiva sulle, pratiche commerciali sleali nelle relazioni tra imprese nella filiera alimentare, illustrata dal Commissario all’Agricoltura,  Phil Hogan – Vari Stati membri hanno già legiferato in materia – spiega ancora Caputo – servivano regole comuni contro comportamenti scorretti come, ad esempio, ritardi nei pagamenti, cancellazioni di ordini last minute per i prodotti deperibili o modifiche unilaterali e retroattive degli accordi presi. In Italia, per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale. Questo problema non è purtroppo affrontato nella proposta di direttiva della Commissione. I prezzi all’interno della filiera alimentare dovrebbero rispecchiare meglio il valore aggiunto dei produttori primari. Presenterò degli emendamenti affinché il processo di formazione dei prezzi al dettaglio sia il più trasparente possibile. La proposta – continua l’eurodeputato S&D  – va migliorata anche relativamente alle denunce. Penso infatti che le organizzazioni professionali debbano fungere da piattaforma atta a consentire ai produttori primari di presentare senza timori denuncia dinnanzi a un’autorità competente in caso di presunte pratiche commerciali sleali. Infine – conclude Nicola Caputo – la questione dei “private labels” (prodotti di marca privata) che non viene considerata nella proposta della Commissione. Lavoreremo nelle prossime settimane alla integrazione della proposta della Commissione introducendo misure volte a evitare pratiche di concorrenza sleali nella commercializzazione di “private labels” da parte del settore della distribuzione”.

Nicola CAPUTO

BRUXELLES, NICOLA CAPUTO (PD-S&D): SULL’OLIO DI PALMA L’UE ADOTTA UN LIMITE AI CONTAMINANTI CANCEROGENI NEGLI ALIMENTI PER BAMBINI

“In Europa solo olio di palma non dannoso per la salute dei consumatori”

“Il lungo dibattito parlamentare sull’olio di palma ha portato ad un risultato concreto: il nuovo regolamento 290/2018, che consentirà la produzione e la commercializzazione in Europa solo di olio di palma non dannoso per la salute dei consumatori – Lo ha dichiarato Nicola Caputo, parlamentare europeo del Pd – S&D – Era il 2016 quando fu pubblicato uno studio dell’EFSA che evidenziava il formarsi di sostanze cancerogene nell’olio di palma trattato ad alte temperature. Da allora mi sono occupato molto da vicino della questione. Una mia oral question per convocare la Commissione in aula fu boicottata dalle pesanti lobby politiche; ho poi presentato un’interrogazione scritta – continua Caputo – rispondendo alla quale la stessa si impegnava ad adottare contromisure entro la fine del 2016. In seguito al suo immobilismo, ho preteso che venisse in ENVI a spiegare le cause del suo ritardo. Rispose che c’erano ulteriori studi da fare.”
Dopo 2 anni le cose si sono mosse. L’autorità sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM), lavorando di concerto con la FAO e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha espresso un nuovo parere sulla questione, con un approccio basato sul cosiddetto ‘margine di esposizone’. A seguito di ciò la Commissione europea ha stabilito un limite massimo più rigoroso per le sostanze potenzialmente nocive presenti negli oli vegetali.
“Il nuovo regolamento 290/2018 – spiega ancora Caputo – è entrato in vigore lo scorso 19 Marzo, e le industrie alimentari avranno pochi mesi per adattarsi ai nuovi limiti imposti dalla Commissione. Tra poco, acquistando alimenti, nessuno dovrà più preoccuparsi di una sovraesposizione a grassi vegetali nocivi. Questo è un risultato concreto, ed è la migliore testimonianza del lavoro delle istituzioni europee per la salute dei cittadini. Personalmente – prosegue l’Europarlamentare del gruppo PD-S&D – sono sempre stato un sostenitore del «principio di precauzione». Credo che un margine di incertezza scientifica sia normale, specie quando bisogna fare analisi lunghe e complesse. Ma – conclude – Caputo – allo stesso tempo credo che il compito della politica sia un altro, cioè quello di tutelare i cittadini a prescindere dai dibattiti in corso.”

Nicola CAPUTO

BRUXELLES, CAPUTO (PD), L’EUROPA ED I SUOI PESCATORI

IN PRIMA LINEA NELLA BATTAGLIA AI RIFIUTI MARINI

 “La proposta di direttiva mira a raggiungere un livello più elevato di protezione dellambiente marino riducendo gli scarichi di rifiuti in mare, nonché migliorando lefficienza delle operazioni marittime nel porto e riducendo gli oneri amministrativi – Lo ha dichiarato Nicola Caputo, parlamentare europeo S&D, nel corso del suo intervento in Commissione  Pesca (PECH) – La pesca continua ancora Caputo – è parte della soluzione in quanto i nostri pescherecci perlopiù puliscono i rifiuti di altre persone e l’UE dovrebbe continuare a incentivare queste buone pratiche. A seguito di questa nuova direttiva, Impianti Portuali di Raccolta, proposta dalla Commissione europea nel gennaio di quest’anno, per la quale sono relatore per il gruppo S&D, si  prevede una riduzione considerevole degli scarichi illegali di rifiuti in mare favorendo  un importante contributo all’economia circolare. I benefici ambientali sono difficili da quantificare, ma saranno comunque significativi, come indicato dai costi derivanti dalle operazioni di pulizia e dai danni al settore della pesca. Ad oltre 17 anni dalla direttiva 2000/59, occorre adeguare le norme dellUE a tutte le novità intervenute a livello internazionale (Convenzione di Marpol). Sono diversi i progetti ambientali su cui stiamo lavorando a livello europeo per combattere il crescente problema dei rifiuti marini ed incoraggiare i pescatori di tutta Europa a partecipare alle iniziative di riciclaggio e pulizia. Per quanto riguarda i rifiuti della pesca, ogni anno vengono perse o abbandonate negli oceani circa 640.000 tonnellate di attrezzi da pesca, che rappresentano poco meno del 10% di tutti i rifiuti marini. Alcuni di questi attrezzi da pesca abbandonati continuano a pescare anche se non a comando umano, cosiddetta “pesca fantasma”. Nell’Unione europea spiega ancora leurodeputato S&D – abbiamo però un quadro completamente diverso. Ad esempio nell’UE è obbligatorio per i pescatori dal 2009 marcare e identificare i loro attrezzi, disporre di attrezzature adeguate a bordo per recuperare gli attrezzi persi e informare immediatamente le autorità costiere in caso di perdita. Conosco abbastanza esempi di pescatori che cercano le reti danneggiate o perse per tre giorni in mare, poiché un ingranaggio può costare fino a 50.000 euro. La maggior parte delle reti non viene deliberatamente scartata, la loro perdita deriva da conflitti di marcia (gear conflicts??), tempeste o forti correnti. Il problema è che ci sono ingranaggi di 40-50 anni in mare che vengono recuperati solo oggi. Oltre al solido quadro normativo europeo, – conclude leurodeputato – i pescatori partecipano volontariamente a diversi programmi in tutta l’UE non solo per riciclare i rifiuti prodotti a bordo, ma anche per portare a secco attrezzi da pesca abbandonati e rifiuti passivamente pescati. Ad esempio, oltre 500 pescherecci hanno sbarcato 2500 tonnellate di rifiuti dal mare tra il 2011-2016”.

selfie

LA CAMPAGNA ELETTORALE DI NICOLA CAPUTO IN NUMERI, KM E LIKE

L’europarlamentare ha visitato 43 comuni, incontrato 172 amministratori e percorso oltre 5.000 km
Dopo un mese, migliaia di chilometri percorsi e centinaia di incontri, si è chiuso il tour “In ogni città, per ogni persona” dell’europarlamentare Nicola Caputo, candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale di Caserta-Aversa.
Un lungo e costruttivo confronto con tutti gli amministratori locali, seguito da un continuo dialogo con i cittadini che ha permesso di condividere 43 ragioni di impegno per Caserta e provincia.
Per capire ancora meglio l’importanza del confronto per Caputo e quantificare le energie dedicate al territorio, basta analizzare numeri e dati della sua campagna:
43 comuni visitati in 28 giorni; 172 amministratori incontrati; 14 confronti con associazioni di categoria, in rappresentanza del mondo industriale, dei sindacati, degli artigiani, del settore culturale, sociale e sportivo, e delle persone con disabilità; oltre 5.000 km percorsi in auto; 2 eventi, organizzati in apertura e chiusura della campagna, alla presenza di circa 2.000 persone; 1 richiesta di confronto con gli esponenti degli altri partiti, sollecitato più volte dall’europarlamentare, nell’interesse degli elettori, e andato deserto per la decisione degli altri candidati di non presentarsi. E non solo.
Solo nella giornata di oggi, il programma di Nicola Caputo prevede 23 nuovi incontri per poi chiudere la campagna, come da tradizione, nella sua Teverola – alle ore 20.30, presso le Cantine Caputo in via Garibaldi – in compagnia di amici e sostenitori.
In questa campagna elettorale – spiega Caputoavrei potuto scegliere di dare una mano dall’esterno. Ma quando mi hanno chiesto di candidarmi, ho deciso di rimettermi in gioco in prima persona. Mi sono candidato per contribuire a costruire un’Italia più forte in una Unione Europea più giusta e democratica, ma soprattutto per il mio territorio. Questa è la mia terra: qui sono cresciuto, qui vive la mia famiglia e qui c’è il futuro dei miei figli. La nostra provincia è attanagliata da numerosi problemi ma è anche particolarmente ricca di risorse e potenzialità, a partire dai siti turistici e dai beni culturali che possono diventare il volano dello sviluppo economico. Ed io ho le spalle abbastanza larghe per farmi carico dei problemi che ho riscontrato e che ho condiviso con amministratori e cittadini”.
Una campagna all’insegna del continuo confronto, dunque, interrotta solo per rispettare i numerosi impegni istituzionali al Parlamento europeo: 2 trasferte a Bruxelles ed 1 a Strasburgo negli ultimi 28 giorni; oltre 7.324 km percorsi in volo; 1 iniziativa con la Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo, che proprio su invito dell’europarlamentare a febbraio ha visitato la nuova stazione di Afragola e la Reggia di Caserta, valutando un adeguato piano di investimenti per stimolare il turismo e migliorare le infrastrutture.
Ci siamo – continua – mancano poche ore al voto. In questa intensa campagna elettorale ho messo tutta l’energia che potevo. Chi ci dava in svantaggio oggi è costretto ad ammettere di aver fatto male i conti. Ora tocca ai cittadini decidere chi dovrà essere il rappresentante del nostro territorio al Senato della Repubblica. Nei 43 comuni del collegio ho incontrato e ascoltato moltissime persone. E grazie a questo confronto ho costruito un programma che ha una proposta per ogni città, con l’obiettivo di ridare lavoro e dignità a tutti, e di creare una filiera istituzionale per un progetto di ampio respiro. Sono stanco di vedere la provincia di Caserta agli ultimi posti delle classifiche economiche e sociali. Ho deciso – conclude Nicola Caputodi metterci faccia, cuore e testa, ritenendo queste elezioni decisive per il nostro futuro”.
Prendendo in esame le statistiche digitali al 28 febbraio, Caputo si candida ad essere anche il politico più social di questa campagna: oltre 100.000 visualizzazioni sulla pagina Facebook; 198.000 persone raggiunte con i post; 92.743 interazioni con i cittadini; 154 post; 64 selfie con sindaci, amministratori, consiglieri regionali, candidati della coalizione e cittadini.
Per ascoltare l’appello al voto, clicca sul link https://www.facebook.com/NicolaCaputoMep/videos/2004039849837739/