life

BANDO PROGRAMMI INTEGRATI LIFE

la Commissione europea ha pubblicato i bandi 2018 per i progetti integrati del programma LIFE, la scadenza per l’invio dei concept note è prevista per il 5 settembre.
Possono partecipare enti pubblici, organizzazioni private commerciali e non commerciali – comprese le ONG – con sede nell’UE.
I progetti integrati servono ad attuare su vasta scala territoriale i piani ambientali o climatici previsti dalla legislazione UE.
Le proposte dovranno lavorare con particolare attenzione sui temi della gestione dell’acqua, dei rifiuti e su azioni volte alla riduzione dei cambiamenti climatici e dell’impatto ambientale.
Il budget  complessivo per il finanziamento delle proposte supera i 100 milioni di euro.
I progetti saranno valutati in due fasi: nella prima i proponenti interessati dovranno inviare il concept note del progetto, ed è la scadenza del 5 settembre di cui stiamo parlando.
Poi gli autori concept note che risulteranno ammissibili, saranno invitati a partecipare a una fase una seconda di chiarimento e di definizione dei dettagli della proposta presentata.

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Programma EaSI – Contrasto al lavoro sommerso

Nell’ambito del programma EaSI – Asse Progress è stato pubblicato un bando per il sostegno a progetti nel settore del contrasto al lavoro sommerso. La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 13 giugno 2018.
Il bando mira a sostenere iniziative innovative che migliorino l’applicazione e la conoscenza della normativa comunitaria e nazionale in materia di lavoro sommerso, contribuendo così a ridurlo e a favorire l’emersione di posti di lavoro regolari.
I progetti proposti devono prevedere una durata compresa tra 12 e 18 mesi, indicativamente  con inizio da ottobre 2018 e sono rivolti a: Autorità pubbliche  e organizzazioni delle parti sociali a livello europeo, nazionale o regionale.
Il bando dispone di un budget complessivo di oltre 2 milioni di euro. Per ciascun progetto il cofinanziamento UE potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili.
Le attività di progetto devono riguardare:
a) Corsi di formazione comuni per il personale coinvolto nelle attività di contrasto
b) Ispezioni congiunte e scambi di personale delle autorità di contrasto
c) Campagne di sensibilizzazione
I progetti possono essere presentati da un soggetto singolo oppure da un consorzio. Tuttavia va considerato che i progetti devono comunque dimostrare di coprire almeno 3 Paesi UE/SEE.

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gemellaggi

Aperte le candidature per le azioni di “Gemellaggio di città”

Sono aperte le candidature per le azioni di “Gemellaggio di città” del 2018, con scadenza il 9 settembre 2018.
Possono partecipare comuni, le reti di gemellaggio, autorità locali e regionali; Possono partecipare anche federazioni e associazioni di autorità locali e organizzazioni no-profit in rappresentanza delle istituzioni territoriali. In questi progetti possono partecipare in qualità di partner anche le organizzazioni non-profit della società civile. Il budget complessivo per le azioni di gemellaggio è di oltre 4 milioni e mezzo di euro.
I progetti per essere ammissibili a questa selezione dovranno svilupparsi nella prima metà del 2019 e coinvolgere almeno 2 municipalità dei Paesi ammessi al programma.
Le proposte di gemellaggio dovranno mirare a mobilitare i cittadini a livello locale per intensificare il dibattito su questioni di rilievo europeo, attivando così la partecipazione dei territori al dibattito sulle politiche comunitarie.
I gemellaggi devono essere intesi in senso ampio, riferendosi sia ai comuni che hanno sottoscritto o si sono impegnati a sottoscrivere accordi di gemellaggio, sia ai comuni che attuano altre forme di partenariato e che vogliono intensificare la cooperazione e i legami culturali.

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agricoltura

Giovani Agricoltori: la Commissione AGRI approva il mio dossier 

La Commissione Agri del Parlamento Europeo ha approvato il mio dossier sui giovani agricoltori, che ora sarà discusso nella seduta plenaria prevista per l’ultima settimana di maggio 2018. Si tratta del primo “Implementing report” della COMAGRI e I risultati evidenziati sono basati principalmente sulla ricerca richiesta dalla Commissione sul tema “I giovani agricoltori: attuazione delle politiche dopo la riforma della PAC del 2013” che è stata presentata lo scorso novembre. Dalla analisi dei dati e dal confronto con i rappresentanti di settore abbiamo individuato diverse azioni utili a migliorare il regime di sostegno esistente dedicato ai giovani agricoltori, con l’obiettivo di fronte ai principali ostacoli che impediscono l’accesso all’agricoltura. Questi i 5 temi chiave su cui agire:

1) Il FINANZIAMENTO
Per quanto riguarda il finanziamento, bisogna proseguire per fornire un sostegno al “programma per i giovani agricoltori” e di aumentare il livello massimo del finanziamento nazionale oltre il 2 % al fine di incoraggiare il rinnovo generazionale. Diviene utile anche rivedere il limite posto all’accesso degli aiuti (attualmente cinque anni dalla costituzione dell’impresa) e di migliorare il reperimento dei finanziamenti attraverso tassi di interesse agevolati sui prestiti a favore dei nuovi imprenditori agricoli. Serve anche una migliore cooperazione con la BEI e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) per promuovere la creazione di strumenti finanziari dedicati ai giovani agricoltori in tutti gli Stati membri.

2) ONERI AMMINISTRATIVI
gli oneri amministrativi possano scoraggiare l’adozione di nuove misure PAC destinate a sostenere i giovani agricoltori nella creazione di aziende agricole. A cui si aggiunge la gestione complessiva dei pagamenti diretti e delle misure del programma di sviluppo rurale che è considerata difficile, in particolare per i nuovi imprenditori agricoli che non hanno familiarità con il sistema di pagamento.

3) ACCESSO ALLA TERRA
L’accesso alla terra e della lotta contro l’accaparramento dei terreni costituisce il principale ostacolo per i nuovi imprenditori agricoli in Europa. Dall’analisi infatti appare che gli agricoltori siano incentivati a mantenere l’accesso alla terra al fine di mantenere l’accesso alle sovvenzioni, invece di garantire il migliore utilizzo dei terreni. Diventa fondamentale quindi aumentare i livelli di attività necessari per ricevere pagamenti e di orientare i pagamenti delle sovvenzioni al conseguimento di determinati risultati (per esempio produzione di specifici beni ambientali e sociali). A tal proposito, ritengo che una definizione appropriata di “agricoltore in attività” aiuterebbe il ricambio generazionale, promuoverebbe l’evoluzione strutturale e contribuirebbe alla mobilità delle terre. Inoltre propongo un’azione legislativa intesa a consentire l’istituzione di programmi nazionali volti a facilitare la mobilità delle terre e servizi di pianificazione della successione. E’ necessario riesaminare l’attuazione di misure che motivino i proprietari più anziani a trasferire la propria azienda ai giovani agricoltori, come il “regime di prepensionamento” e altri incentivi al pensionamento. Penso sia anche essenziale promuovere nuovi modelli di cooperazione tra generazioni di agricoltori attraverso partenariati, mezzadria, leasing a lungo termine e accordi tra aziende agricole e fondi a favore di organizzazioni nazionali o regionali impegnate nella promozione e la facilitazione di “servizi di collocamento” tra agricoltori giovani e anziani (come i servizi di mobilità delle terre).

4) FORMAZIONE PROFESSIONALE
La formazione professionale fornita nelle regioni rurali,deve essere modernizzata e merita maggiori investimenti, facilitando anche l’accesso al Fondo sociale europeo (FSE). Invito quindi la Commissione e gli Stati membri ad offrire maggiori opportunità di formazione per i giovani agricoltori potenziali e confermati, incluse le competenze agricole, tecnologiche e imprenditoriali quali marketing, networking, comunicazione e competenze finanziarie.

5) INNOVAZIONE
Infine, per quanto riguarda l’innovazione, lo sviluppo di pratiche moderne renderà l’agricoltura più interessante per i più giovani. Sottolineo la necessità di sostenere tecnologie agricole digitali e innovative ed invito la Commissione a garantire che tale aspetto si rifletta in qualsiasi futura riforma della PAC.

Questi i 5 temi per dare forza all’agricoltura europea del futuro: garantire il ricambio generazionale migliorando l’accesso ai capitali e alla terra per le nostre ragazze e i nostri ragazzi.

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Marie Curie

Scade infatti il 12 settembre 2018 l’invito a presentare proposte per borse individuali Marie Curie, pubblicato nell’ambito del pilastro “eccellenza scientifica” del programma Horizon 2020.
Il programma, finanzia progetti per la formazione e la mobilità dei ricercatori. In particolare, le azioni Marie Skłodowska-Curie, vogliono assicurare una formazione eccellente e innovativa alla ricerca e interessanti opportunità di carriera e di scambio di conoscenze attraverso la cooperazione transfrontaliera e la mobilità intersettoriale dei ricercatori.
Il contributo finanziario verrà erogato sulla base dell’unità di costo mese/uomo e Il finanziamento prevede le seguenti coperture:
– per il salario e la mobilità del dottorando reclutato pari a circa €
3.700 € lordi al mese, più un’eventuale indennità familiare;
– per i costi di ricerca con € 1.800,00 mese/uomo)
– per quelli di management ed overheads ( € 1.200,00 mese/uomo).