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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’ORA LEGALE”

Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “disposizioni relative all’ora legale ”.
Studi scientifici sulle disposizioni dell’Unione europea relative all’ora legale non sono giunti a conclusioni definitive ma avrebbero segnalato l’esistenza di effetti negativi sulla salute umana e animale e sulla sicurezza della circolazione stradale. Varie iniziative dei cittadini hanno evidenziato le preoccupazioni esistenti in relazione all’attuale cambiamento semestrale dell’ora. Turbare due volte all’anno il bioritmo dei cittadini europei sembrerebbe quindi portare danni.
Tuttavia, anche sui vantaggi economici, il dibattito resta aperto. Le ricerche effettuate non sono, a mio avviso, esaustive e non mi convince l’impostazione di alcune di esse. Non vorrei peraltro che cadessimo in contraddizione con le politiche climatiche ed energetiche dell’Unione. Alla luce dei risultati contrastanti ritengo che un organo legislativo come il Parlamento europeo debba potersi esprimere solo sulla base di conoscenze certe. La Commissione deve condurre una valutazione approfondita della direttiva in tutti gli Stati membri e non solo in alcuni di essi, e solo dopo, se necessario, formulare una proposta di revisione basata sui risultati ricavati.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D),INTERVIENE SU “RELAZIONE ANNUALE ATTIVITA’ BANCA EUROPEA INVESTIMENTI”

Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti”.
La crisi economica ha indebolito la crescita nell’Unione europea, determinando un calo degli investimenti che ha raggiunto livelli allarmanti nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi. Accolgo con fiducia le parole del Presidente della BEI Hoyer quando afferma la volontà di fornire un sostegno reale per la crescita e la creazione di posti di lavoro, perseguendo gli obiettivi dell’innovazione, della maggiore coesione economica e sociale e della tutela ambientale.
Proprio in relazione alle politiche ambientali, ritengo necessario un maggiore ricorso della BEI ai Green Bond, uno strumento finanziario in uso da pochi anni che ha registrato un vero e proprio boom nel 2016 e che potrebbe essere una delle chiavi per la risoluzione di moltissimi problemi, come ad esempio quelli delle zone ad alta pressione ambientale, come la Terra dei fuochi, che necessiterebbe di investimenti in bonifica delle aree contaminate, proprio come si è già fatto con i terreni inquinati in Belgio e in Olanda. È fondamentale investire con modalità innovative sull’ambiente per favorire concretamente la crescita economica e sociale dei territori.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “FONDO DI GARANZIA PER LE AZIONI ESTERNE”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “Fondo di garanzia per le azioni esterne – Garanzia dell’Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell’Unione”.
Al di là dei programmi, la lotta all’immigrazione irregolare si persegue soprattutto attraverso l’azione concreta di rimozione alla radice delle cause del fenomeno migratorio. Il conseguimento di una crescita inclusiva e sostenibile e la creazione di posti di lavoro permangono tra le sfide cruciali per i paesi in via di sviluppo.
Il clima degli investimenti e il contesto politico generale nel vicinato dell’Unione europea e in Africa non sono sempre favorevoli agli investimenti nel settore privato. L’ampliamento degli obiettivi e delle garanzie fornite dalla BEI per l’azione esterna europea consentirà all’Unione europea di dare il buon esempio nello sviluppo di partenariati più efficaci con i paesi partner e nell’attuazione degli impegni internazionali in materia di finanziamento dello sviluppo.
Le sovvenzioni sono state e restano fondamentali, ma per una strategia di lungo respiro era necessario andare oltre la tradizionale assistenza allo sviluppo, mediante garanzie e strumenti finanziari innovativi a sostegno degli investimenti, degli scambi commerciali, della mobilitazione delle risorse nazionali e della buona governance, moltiplicando l’impatto sul campo delle ricadute dell’azione esterna europea.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “DISCUSSIONE COL PRIMO MINISTRO CROATO SUL FUTURO DELL’EU“

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “discussione con il Primo ministro della Croazia, Andrej Plenković, sul futuro dell’Europa”.
Grazie Primo ministro Plenković, ho apprezzato tanto la sua relazione e i suoi interventi. Il suo essere profondamente europeista ci dà l’opportunità per riflettere insieme con un po’ di ottimismo sul futuro dell’Europa.
Nell’incertezza che regna a livello internazionale, l’Europa ha il dovere di assumere il ruolo di guida a livello mondiale, indicando la strada per affrontare le paure e avanzare con determinazione verso le politiche del futuro, la cui strada è già tracciata. Passaggi ineludibili per questo obiettivo sono l’adeguato sostegno alla conversione del modello economico lineare verso la green economy e la circular economy e il raggiungimento di una maggiore coesione sociale ed economica.
Corre quindi l’obbligo di affrontare con determinazione i temi dell’immigrazione, dell’equità fiscale e della lotta alle diseguaglianze che, se ignorati ancora, rischiano di compromettere la tenuta stessa dell’Unione europea.
In tale contesto, il ruolo giocato dalla Croazia è un ruolo chiave nella promozione della stabilità e della pace nei Balcani.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “TAGLI POLITICHE DI COESIONE“

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “tagli politiche di coesione“.
Il Commissario europeo al bilancio Oettinger ha recentemente annunciato tagli inevitabili alle politiche di coesione nel Quadro pluriennale finanziario post 2020. Un errore, a mio avviso, quello di ridurre i fondi della principale politica di investimento dell’Unione, in un’Europa ancora provata dalla crisi economica, che ha accentuato al proprio interno le disparità economiche, politiche e sociali.
Per le regioni più povere, come ad esempio quelle del sud dell’Italia, significherebbe perdere tra i quattro e i sei miliardi di euro, considerando anche i tagli alla PAC annunciati dal Commissario tedesco. Al contrario, dovremmo rafforzare gli investimenti, aggiungendo anche nuove risorse su sicurezza e difesa, escludere i cofinanziamenti nazionali dal patto di stabilità, legare l’erogazione di tutti i fondi del bilancio europeo al rispetto dello Stato di diritto e della solidarietà intraeuropea.
Piuttosto che sovvertire e vanificare la politica di coesione, sforziamoci di dotare l’Unione europea di risorse adeguate mediante una seria ricognizione e individuazione delle risorse proprie.