Rete ferroviaria ad alta velocità dell’UE

Dalla relazione speciale n. 19/2018 pubblicata dalla Corte dei conti europea emerge che l’attuale piano a lungo termine dell’UE per le linee ferroviarie ad alta velocità sarà difficilmente realizzato e che manca un solido approccio strategico a livello dell’UE.
A giudizio della Corte, la rete ferroviaria ad alta velocità dell’UE è solo un sistema disomogeneo di linee nazionali senza un coordinamento adeguato a livello transfrontaliero, progettato e costruito dagli Stati membri autonomamente, da cui risultano collegamenti insoddisfacenti.
Sebbene autonomamente la lunghezza delle reti AV nazionali stia aumentando, l’obiettivo stabilito dall’UE di triplicare la lunghezza delle linee ferroviarie ad alta velocità entro il 2030 non sarà sicuramente raggiunto.
Ciò premesso, può la Commissione, nei limiti delle sue competenze, far sapere quali iniziative intraprenderà per concordare con gli Stati membri le tratte strategiche fondamentali da attuare per prime?
Intende la Commissione subordinare il cofinanziamento dell’UE a specifici progetti prioritari strategici?
Cosa intende proporre per semplificare le procedure di gara transfrontaliere ed eliminare le barriere amministrative che, a giudizio della Corte dei conti europea, ostacolano l’interoperabilità?

Presenza di boro nelle gelatine colorate

La rivista Altroconsumo ha analizzato 17 confezioni di «Slime», una specie di gelatina colorata, viscosa e plasmabile, abbastanza liquida da poter colare, e 6 di esse sono risultate non conformi, cioè pericolose per la salute dei bambini in base alla direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli e alla norma EN 71-3-2013 che ne stabilisce i requisiti chimici.
Sono state ricercate sostanze come ftalati, solventi e 19 elementi potenzialmente pericolosi, come stagno, cromo e boro, che potrebbero essere presenti in queste paste ed entrare in contatto con i bambini, mettendo a rischio la loro salute.
Uno dei problemi denunciati in questi prodotti è un’eccessiva migrazione di boro, che può provocare agitazione, diarrea, vomito e crampi in chi viene esposto all’elemento. In questi prodotti, il boro serve a dare la tipica consistenza gelatinosa, allungabile e resistente. In laboratorio è stata riscontrata una presenza eccessiva di boro in molti campioni di «Slime».
Ciò premesso, può la Commissione, nei limiti delle sue competenze, far sapere quali misure intende adottare per garantire una più incisiva applicazione della direttiva 2009/48 CE e assicurare una maggiore tutela della salute dei bambini, e non solo, in Europa?

Piani di riforma delle professioni elaborati a livello nazionale

Una parte degli obblighi giuridici che dovevano essere soddisfatti dai paesi dell’UE alla luce della direttiva 2005/36/CE rivista relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali consisteva nella presentazione di relazioni o piani d’azione nazionali (PAN). Questi avevano l’obiettivo di indicare se la regolamentazione dei servizi professionali poteva essere ridotta o modificata, alla luce delle valutazioni di proporzionalità, al fine di ridurre gli ostacoli alla mobilità professionale e quindi alla crescita economica e all’occupazione.
Il termine per adempiere a tale requisito era il 18 gennaio 2016. Tuttavia, molti paesi si sono limitati a presentare i rispettivi piani senza avviare alcuna attività di vera riforma.
Ciò premesso, può la Commissione far sapere quali misure intende avviare nei confronti degli Stati membri che ad oggi non hanno ancora iniziato ad avviare le riforme in base al proprio PAN?
Come si articolerà detto PAN dopo l’approvazione della proposta di direttiva sulla proporzionalità?

Nanoparticelle di argento al posto degli antibiotici negli allevamenti di polli

L’abuso di antibiotici negli allevamenti intensivi e i sempre più frequenti allarmi sull’antibiotico-resistenza hanno spinto i ricercatori di tutto il mondo a cercare soluzioni alternative. Tra i metodi proposti figurano anche le nanoparticelle di argento, di cui però mancano ancora gli studi di sicurezza. Per questo motivo, l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (ISZV) ha cercato di capire se possano esserci dei rischi per i consumatori in uno studio pubblicato sulla rivista «Journal of Agricoltural and Food Chemistry».
I ricercatori dell’IZSV, in particolare, hanno studiato se le nanoparticelle di argento utilizzate nell’allevamento dei polli possono accumularsi nella carne e nelle uova, finendo così sulle tavole dei consumatori.
I risultati hanno evidenziato la presenza di nanoparticelle di argento nel fegato e, in misura minore, nel tuorlo delle uova delle galline analizzate. Non sono state trovate invece particelle nei muscoli, nei reni e nell’albume. Insomma, la possibilità di un bioaccumulo nella carne e nei derivati degli animali trattati con queste particelle esiste.
Ciò premesso, può la Commissione far sapere se è in possesso di informazioni relative alla diffusione di tale pratica negli allevamenti europei?
È a conoscenza di ulteriori studi che dimostrano dei rischi cui vengono esposti i consumatori?
Quali azioni intende porre in essere per salvaguardare la salute dei consumatori europei?

Le radiazioni 5G e i rischi per la salute

Oltre 170 scienziati di tutto il mondo rivolgono un appello alle istituzioni dell’Unione europea per chiedere il blocco della tecnologia 5G a causa delle crescenti preoccupazioni per l’aumento delle radiazioni da radiofrequenza e dei relativi rischi per la salute a cui sono sottoposti i cittadini europei.
Uno degli studi più ampi, a cura del Programma nazionale di tossicologia degli Stati Uniti, ha dimostrato un aumento statisticamente significativo dell’incidenza del cancro cerebrale e di tumore al cuore negli animali esposti a campi elettromagnetici anche a livelli inferiori alle attuali linee guida della Commissione internazionale sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP).
Ciò premesso, può la Commissione far sapere se intende creare una task force europea di scienziati indipendenti e imparziali sui campi elettromagnetici incaricata di esaminare i rischi per la salute e di:
1) decidere riguardo a nuovi «standard di esposizione massima totale» sicuri per la salute per tutte le comunicazioni senza fili all’interno dell’UE;
2) studiare l’esposizione totale e cumulativa che colpisce i cittadini dell’Unione europea;
3) creare regole europee su come evitare l’esposizione che supererà i nuovi «standard di esposizione massima totale» dell’UE su tutti i campi elettromagnetici per proteggere i cittadini, in particolare i neonati, i bambini e le donne in gravidanza?