Etichettatura dei prodotti alimentari

L’etichettatura dei prodotti alimentari mediante un sistema a più colori prevede una classificazione dei generi alimentari esclusivamente in base al contenuto di grassi e penalizza numerosi prodotti europei.
I sistemi come il «traffic-light» inglese e il «nutriscore» francese non informano adeguatamente, ma cercano di condizionare in modo fuorviante, se non ingannevole, la scelta del consumatore; inoltre, tali distorsioni informative si tradurrebbero in una stroncatura del mercato dei prodotti DOP, considerati il simbolo della dieta mediterranea.
Il bisogno del consumatore di informazioni sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, e non tramite sistemi discriminatori ed incompleti che finiscono per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali.
Se si privilegia un unico criterio di valutazione si rischia di arrecare più danni che benefici ai consumatori, i quali potrebbero finire per orientare erratamente le loro scelte in tema di diete e regimi alimentari.
Può la Commissione, nei limiti delle sue competenze, rispondere ai seguenti quesiti:
— ha intenzione la Commissione di adottare uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari che non sia fuorviante per il consumatore?
— In che modo intende limitare l’uso di etichette alimentari che forniscono informazioni alimentari inadeguate ed incomplete?

Limitazioni del traffico merci lungo il Brennero

Negli ultimi giorni il governo austriaco ha reso nota la sua volontà di introdurre delle misure atte a contenere il traffico merci lungo il Brennero. Se concretizzata, questa proposta risulterebbe in una notevole penalizzazione del settore trasportistico e produttivo italiano ed europeo.
Inoltre, una possibile restrizione al traffico merci sul Brennero rappresenterebbe un’inammissibile limitazione di una delle quattro libertà fondamentali sulle quali si basa l’Unione europea, ossia la libertà di circolazione delle merci.
Ciò premesso, può la Commissione far sapere se ritiene tale proposta del governo austriaco compatibile con la libertà di circolazione delle merci stabilita dai trattati?
La Commissione ritiene che tale proposta racchiuda il medesimo pregiudizio per il quale ha deciso di rigettare il sistema degli eco-punti in quanto ritenuto lesivo della libertà di circolazione delle merci?
Intende adottare delle misure sanzionatorie nei confronti dello Stato membro citato, al fine di evitare che il settore trasportistico e produttivo italiano ed europeo venga indebolito e danneggiato da misure contrarie ai principi europei?

Sicurezza dei prodotti nel mercato unico UE: intervento della Commissione per rafforzare la fiducia

Il mercato unico si fonda sulla fiducia. I consumatori devono avere la sicurezza che i prodotti che usano rispettino gli stessi standard, qualunque sia la loro provenienza.
La fiducia minata, in particolare dagli scandali delle protesi mammarie e del “dieselgate”, andrebbe ricostruita con controlli più rigorosi a tutto campo.
Sono ancora troppi i prodotti non sicuri e non conformi venduti sul mercato dell’UE: ad esempio, risulta dalle ispezioni che il 32 % dei giocattoli, il 58 % dei dispositivi elettronici, il 47 % dei prodotti da costruzione e il 40 % dei dispositivi di protezione individuale non soddisfano i requisiti in tema di sicurezza o di informazioni ai consumatori previsti nella legislazione dell’UE.
Oltre a rappresentare un rischio per i consumatori, tali prodotti pongono in una situazione di svantaggio competitivo le imprese virtuose.
Alla luce di quanto precede, intende quindi la Commissione rafforzare i controlli volti a garantire che i prodotti siano sicuri e conformi alle norme, mediante un miglioramento dei controlli sui prodotti che entrano nel mercato dell’UE e la promozione di una maggiore collaborazione tra le autorità nazionali di vigilanza del mercato?

Riforma della PAC – Cambiamo agricoltura

L’occupazione nel troncone agricolo sovvenzionato dalla PAC è strutturalmente in calo. Mancano in particolare politiche adatte per l’investimento dei giovani: solo il 6 % degli agricoltori sono sotto i 35 anni.
Il fabbisogno di terra coltivata per i mangimi che servono agli allevamenti europei è quasi il doppio dei seminativi dell’Unione: i suini e bovini “grown in EU” in realtà mangiano proteine prodotte in coltivazioni intensive di paesi extra-UE dove la fame è tutt’altro che sconfitta.
Anche rispetto alle altre grandi sfide ambientali, la PAC finora non è stata la soluzione. Non è servita a svolgere il ruolo di mitigazione dell’effetto serra, visto che all’agricoltura è riconducibile un quarto delle emissioni climalteranti. La PAC non ha funzionato contro il degrado dei suoli per l’erosione da pratiche agricole aggressive, né contro la contaminazione delle acque legate all’abuso di fertilizzanti e sostanze chimiche.
Alla luce di quanto evidenziato, può la Commissione riferire se intende operare per rimuovere il sistema dei pagamenti diretti vincolati alle sole superfici, per rendere efficaci i contributi allo sviluppo rurale in chiave agroambientale e climatica, per stimolare l’associazionismo tra produttori, la multifunzionalità e l’integrazione verticale nelle filiere?

Regolamento (CE) n. 1099/2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento

In relazione al regolamento (CE) n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento, in Italia si è registrato un abuso delle deroghe ammesse.
Nello specifico, da un’inchiesta giornalistica è emerso che in un macello nella Regione Lazio, in assenza di motivazioni religiose, vengono macellati agnellini ancora vivi, sospesi ai ganci ancora coscienti, gonfiati con compressore e malmenati dagli operatori con calci e percosse. Il macello in questione non è l’unico ad agire secondo tale prassi deplorevole: solo in Italia sarebbero circa 200, secondo un censimento di Animal Equality.
Il benessere animale è sancito dal protocollo n. 33 sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al TFUE.
In considerazione di quanto sopra, può la Commissione riferire quali sono i dati di cui è in possesso relativamente alle ispezioni effettuate nei macelli in Italia ed in Europa?
Non ritiene opportuno porre in essere azioni concrete volte a migliorare la qualità ed il coordinamento delle ispezioni e dei controlli per scongiurare il ripetersi di tali pratiche assurde?