Dichiarazione scritta sull’adesione dell’UE alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC)

Dichiarazione scritta, presentata a norma dell’articolo 136 del regolamento, sull’adesione dell’UE alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC)

  1. Il crescente fenomeno dei minori non accompagnati, il sempre maggiore sfruttamento dei minori da parte delle reti di trafficanti e l’esposizione dei minori a contenuti nocivi online sono solo alcune delle questioni che mettono in discussione l’efficacia dell’UE nel fornire ai minori il sostegno che meritano.
  2. L’UE non è uno Stato parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC), nonostante l’UE faccia riferimento alla Convenzione nell’attuazione dei suoi strumenti politici.
  3. L’adesione dell’UE all’UNCRC assicurerebbe che il rispetto dei diritti dei minori diventi, da obiettivo stabilito dal trattato qual è ora, un obbligo giuridico, inviando in tal modo un forte segnale politico di enorme valore; Ciò migliorerebbe ulteriormente la credibilità dell’UE in quanto promotore dei diritti dei minori all’interno dei propri confini e oltre ad essi.
  4. Si invitano pertanto il Consiglio e la Commissione a conferire nuovo slancio alla valutazione in corso relativa alle condizioni per l’adesione dell’UE all’UNCRC, al fine di rafforzare il quadro giuridico per la protezione dei diritti dei minori.
  5. Si trasmette la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, al Consiglio e alla Commissione.

Dichiarazione scritta sul diritto dei consumatori a una scelta informata dei prodotti alimentari

Dichiarazione scritta, presentata a norma dell’articolo 136 del regolamento, sul diritto dei consumatori a una scelta informata dei prodotti alimentari

  1. La politica di protezione dei consumatori è parte dell’obiettivo strategico dell’Unione di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini, e, in tale contesto, il diritto dei consumatori a una scelta informata dei prodotti dovrebbe essere rispettato in tutti i settori, compresa la catena di approvvigionamento alimentare.
  2. I risultati dello studio sul funzionamento del sistema di etichettatura volontaria per i consumatori di prodotti alimentari dell’Unione europea (EAHC/FWC/2012 86 04) hanno dimostrato che più del 70 % dei consumatori acquista prodotti alimentari sulla base dei dati indicati sull’imballaggio del prodotto.
  3. L’innovazione tecnologica in materia di raccolta, scambio e utilizzo dei dati per monitorare il flusso di materie prime e altri ingredienti consente una tracciabilità affidabile, garantendo in tal modo la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. I fabbricanti e le autorità di vigilanza beneficiano della tracciabilità, così come i consumatori, i quali sono in grado di ricevere tutte le informazioni sull’origine dei prodotti e sugli ingredienti. Il sistema garantisce informazioni ai consumatori sull’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari, nonché sull’intero ciclo delle carni e dei prodotti a base di carne, incluse informazioni quali data, luogo di nascita e di allevamento, data di macellazione nonché luogo e data delle prime gelate.
  4. La Commissione è invitata a studiare quali possibilità possono essere offerte dalla tecnologia per garantire che i consumatori abbiano il maggiore e più facile accesso, mediante l’etichettatura, a tutte le informazioni inerenti all’origine e agli ingredienti dei prodotti alimentari.
  5. Si trasmette la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari al Consiglio e alla Commissione.

Dichiarazione scritta sull’insufficienza cardiaca

Dichiarazione scritta, presentata a norma dell’articolo 136 del regolamento, sull’insufficienza cardiaca

  1. L’insufficienza cardiaca (IC o, se si usa l’acronimo inglese, HF) è una sfida strategica comune. Ne sono affetti 15 milioni di europei, e rappresenta la causa più frequente di ricovero ospedaliero per le persone di più di 65 anni. Una persona su cinque rischia di svilupparla nel corso della sua vita.
  2. Senza una prevenzione concertata, i casi di IC aumenteranno del 25% entro il 2030.
  3. Il rischio e l’onere della IC possono essere notevolmente ridotti attraverso la cura multidisciplinare, i cambiamenti degli stili di vita e l’impegno e l’autogestione dei pazienti, tutti fattori in grado di promuovere la salute e la qualità della vita e di far diminuire i costi.
  4. Spesso i pazienti con IC non ricevono cure di qualità secondo orientamenti clinici riconosciuti, e all’interno dell’Europa sussistono forti disuguaglianze.
  5. Pochi governi hanno adottato piani nazionali per l’IC.
  6. Tanto il pubblico quanto gli operatori sanitari hanno una scarsa conoscenza dell’IC: solo il 3% degli europei è in grado di identificarne correttamente i sintomi.
  7. La Commissione è pertanto invitata a studiare iniziative miranti a:
  • incoraggiare gli Stati membri a istituire piani nazionali di ampia portata per promuovere miglioramenti e raccogliere dati adeguati sull’IC;
  • mettere in atto una strategia su scala europea per la sensibilizzazione del pubblico, il sostegno ai pazienti e lo scambio dei risultati della ricerca e delle migliori pratiche riguardo alla IC;
  • fornire sostegno alla formazione dei medici di base e degli internisti in materia di IC e alla specializzazione e al riconoscimento dei titoli per gli infermieri e gli altri operatori del settore sanitario.
  1. Si trasmette la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, al Consiglio e alla Commissione.

Dichiarazione scritta sui diritti degli anziani e l’invecchiamento

Dichiarazione scritta sui diritti degli anziani e l’invecchiamento

  1. L’articolo 25 della Carta dei diritti fondamentali riconosce il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
  2. Dal 2013, il 18% degli europei (oltre 92 milioni di persone) hanno almeno 65 anni, ma si prevede che tale percentuale salirà al 30% entro il 2060. Nello stesso periodo, la percentuale di coloro che hanno non meno di 80 anni sarà più che raddoppiata, passando dal 5% al 12% della popolazione.
  3. La discriminazione in base all’età può colpire i giovani, ma quella a danno degli anziani è più pervasiva. Secondo un sondaggio Eurobarometro del 2012, il 45% degli europei ritiene che la discriminazione contro le persone di più di 55 anni sia molto diffusa.
  4. La popolazione più anziana ha risentito molto della crisi economica, delle politiche di austerità e dei programmi di aggiustamento economico. I diritti degli anziani alla vita, all’assistenza sanitaria, alla previdenza sociale, all’alloggio, a maggiori prestazioni, all’integrazione sociale e all’apprendimento permanente sono garantiti dalle costituzioni degli Stati membri
  5. La Commissione è invitata a ridefinire le strategie sociali e finanziarie per le persone anziane e a collaborare con gli Stati membri per garantire che le politiche di austerità rispettino i diritti degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente.
  6. Si trasmette la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, al Consiglio e alla Commissione.

Dichiarazione scritta sull’aumento dell’efficienza energetica nelle aree rurali, montane e remote

DICHIARAZIONE SCRITTA
presentata a norma dell’articolo 136 del regolamento
sull’aumento dell’efficienza energetica nelle aree rurali, montane e remote
Jozo Radoš (ALDE), Ivan Jakovčić (ALDE), Tonino Picula (S&D), Nedzhmi Ali (ALDE), Franc Bogovič (PPE), Igor Šoltes (Verts/ALE), Ilhan Kyuchyuk (ALDE), Isabella De Monte (S&D), Nicola Caputo (S&D), Patricija Šulin (PPE)

Dichiarazione scritta, presentata a norma dell’articolo 136 del regolamento, sull’aumento dell’efficienza energetica nelle aree rurali, montane e remote
1. Le aree rurali, montane e remote rappresentano il 90 % del territorio dell’UE e ospitano il 57 % della sua popolazione. Esse generano il 46 % del valore economico complessivo e forniscono il 55 % dell’occupazione. Le comunità rurali devono, tuttavia, affrontare sfide energetiche sostanziali.