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Brexit or not Brexit?

Una bozza di accordo su Brexit è stata finalmente raggiunta tra negoziatori europei e britannici, anche se il cammino per trasformarla in un accordo definitivo è ancora lungo. Tuttavia, all’interno di questo lungo e complicato procedimento, questa appena passata è stata una settimana molto importante. Intanto il governo britannico e il Partito Conservatore che lo sostiene si sono divisi e non è chiaro che conseguenze questo potrebbe portare sul futuro dell’accordo. L’accordo raggiunto è un compromesso in cui ognuna delle due parti ha dovuto cedere qualcosa. Il risultato è una Brexit che molti hanno definito “morbida”, poiché prevede tra le altre cose un periodo di transizione lungo quasi due anni (e ulteriormente prorogabile) durante il quale i negoziati proseguiranno e le attuali regole europee rimarranno in vigore. I principali risultati dell’accordo sono: fine della libera circolazione delle persone, fine dei versamenti di denaro all’Europa, fine della giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione Europea e delle politiche agricoli comuni. Il prezzo di queste conquiste, però, è un’unione doganale con l’Unione Europea potenzialmente eterna, un regime speciale per l’Irlanda del Nord, un regime severo nei confronti del settore finanziario e un nuovo e lungo periodo di trattativa su una serie di altri temi. Prezzo troppo alto, secondo due ministri e diversi sottosegretari e alcuni alti dirigenti politici, che si sono dimessi in polemica. I sostenitori di una Brexit più “dura” stanno raccogliendo le firme necessarie a chiedere una mozione di sfiducia interna che probabilmente sarà messa ai voti nei prossimi giorni. Secondo molti analisti, la premier May dovrebbe riuscire a superarla, anche perché nessun altro dirigente di partito vorrebbe prendere il suo posto in questo momento difficile. Se l’accordo dovesse passare nel Parlamento britannico, a dicembre sarà ratificato dal Consiglio europeo. All’inizio dell’anno prossimo ci saranno i voti finali sia del Parlamento Europeo che del Consiglio UE. Il prossimo 29 marzo il Regno Unito sarebbe ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Da quel punto comincerà la fase di transizione in cui saranno conclusi i negoziati e che terminerà alla fine del 2020 o all’inizio del 2021. Ma se l’accordo non dovesse passare, le conseguenze a quel punto sarebbero difficili da prevedere. I negoziati dovranno comunque arrivare a termine entro il 29 marzo 2019, la data ufficiale dopo la quale il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’Unione Europea. Senza un accordo transitorio,  potrebbero esserci enormi danni per il paese.