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Supportiamo i prodotti agricoli europei

E’ rinviata al 5 gennaio 2018 la scadenza per presentare progetti innovativi per la promozione della Politica Agricola Comune e dei prodotti agricoli europei.

Le azioni dovranno illustrare come la PAC contribuisca a realizzare le priorità politiche della Commissione europea. In particolare le proposte dovrebbero contemplare il contributo dato dalla PAC per:

- promuovere l’occupazione, la crescita e gli investimenti nelle zone rurali e il mantenimento di comunità rurali vitali in tutta l’UE,

- promuovere le conoscenze, l’innovazione e la digitalizzazione nel settore agricolo;

- migliorare la sostenibilità ambientale e la resilienza climatica;

- rafforzare il ricambio generazionale e il tessuto socioeconomico delle zone rurali;

- garantire un giusto compenso agli agricoltori della catena agroalimentare al fine di mantenere la redditività della produzione agricola europea e il futuro delle aziende familiari

- incoraggiare sane abitudini alimentari per bambini e adulti attraverso il consumo di alimenti di qualità prodotti in modo sostenibile e sicuro e il programma di distribuzione di prodotti agricoli nelle scuole dell’UE, in quanto importante contributo all’iniziativa per una vita sana della Commissione.

Saranno finanziate azioni attuate a livello multiregionale o nazionale oppure a livello europeo (con un impatto in almeno due Stati membri) destinate al pubblico in generale (in particolare i giovani nelle aree urbane) e/o agli agricoltori e agli altri soggetti attivi nel mondo rurale, e in particolare:

- allievi delle scuole, insegnanti e studenti universitari: è necessario adottare nuovi approcci per dialogare con i giovani e aumentare in essi la consapevolezza della PAC e del contributo che apporta in molti settori quali la sfida dei cambiamenti climatici, i prodotti alimentari, un’alimentazione sana e di elevata qualità come scelta di vita, in relazione anche con il nuovo programma dell’UE per la distribuzione di latte, frutta e verdura nelle scuole (entrato in vigore il 1° agosto 2017),

- pubblico in generale: nel fornire informazioni sulla PAC l’accento dovrà essere sulla percezione (talvolta scorretta) dell’agricoltura europea e sul ruolo dell’agricoltura nella società. È necessaria anche una migliore comprensione dell’enorme contributo fornito dal settore agroalimentare dell’UE all’economia dell’UE in generale,

- portatori di interesse: occorre garantire che vi sia una maggiore consapevolezza del contributo della PAC al sostegno della crescita economica delle zone rurali, in particolare delle PMI. Deve essere promosso il contributo realizzato attraverso i programmi di sviluppo rurale, per i quali l’UE investe circa 100 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 per lo sviluppo delle zone rurali. Sarà inoltre sottolineato il sostegno fornito per le pratiche di produzione sostenibili e per le altre misure che contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici e il loro adattamento

Le azioni di informazione dovrebbero comprendere una o più attività quali:

- produzione e distribuzione di materiale multimediale o audiovisivo;

- produzione e distribuzione di materiale stampato (pubblicazioni, manifesti ecc.);

- creazione di strumenti online e destinati alle reti sociali;

- eventi mediatici;

- conferenze, seminari, gruppi di lavoro (preferibilmente in streaming) e studi su questioni inerenti la PAC;

- eventi del tipo fattoria in città, per illustrare l’importanza dell’agricoltura agli abitanti delle città;

- eventi del tipo fattoria aperta per far conoscere ai cittadini il ruolo dell’agricoltura (ad esempio, migliori pratiche, progetti di innovazione);

- mostre fisse o itineranti o sportelli d’informazione.

Beneficiari

Soggetti in possesso di personalità giuridica costituiti in uno Stato membro dell’UE, come ad esempio:

- organizzazioni senza scopo di lucro (private o pubbliche);

- autorità pubbliche (nazionali, regionali, locali);

- associazioni europee;

- università;

- istituti di insegnamento;

- centri di ricerca;

- società (ad esempio, società di mezzi di comunicazione).

Entità Contributo

Il contributo finanziario per progetto potrà coprire fino al 60% dei costi diretti ammissibili, più un importo pari al 7% di tali costi a titolo di copertura forfetaria dei costi indiretti.

Il contributo per progetto non può superare complessivamente i 500.000 euro.

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Posticipata a gennaio la scadenza di ENI MED

E’ stata posticipata al 24 gennaio 2018 la scadenza del programma ENI-MED. Si tratta di un programma chiave per le Regioni del Sud Italia che vogliano rafforzare le reti nel Mediterraneo su innovazione, turismo, cultura, energia, inclusione sociale.

Le aree destinatarie del programma sono le regioni che si affacciano sul Mediterraneo dei seguenti Stati: Algeria, Cipro, Egitto, Francia Grecia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Malta, Marocco, Palestina, Portogallo, Spagna, Siria, Tunisia, Turchia, Gran Bretagna (Gibilterra). Per l’Italia sono ammissibili: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana. Altre regioni sono ammissibili in qualità di Adjoining Regions (vedi infra); per l’Italia si tratta di: Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, Emilia-Romagna, Piemonte.

NB: la partecipazione effettiva dei Paesi ENI è subordinata alla sottoscrizione da parte loro di un accordo finanziario: alla data del 19 luglio hanno sottoscritto accordi finanziari: Giordania, Palestina e Tunisia.

Il bando finanzierà i progetti standard relativi a tutte le 11 priorità de programma, che sono:

A.1. Imprese e sviluppo delle PMI

A.1.1. Supporto alle start-up innovative e alle imprese di recente costituzione

A.1.2. Rafforzamento e supporto delle reti, dei distretti, dei consorzi e delle catene di valore

A.1.3. Promozione di azioni e iniziative per il turismo sostenibile

A.2. Sostegno all’istruzione, alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione

A.2.1. Supporto al trasferimento tecnologico e alla commercializzazione dei risultati della ricerca

A.2.2. Supporto alle PMI nell’accesso alla ricerca e all’innovazione, anche attraverso i cluster

A.3. Promozione dell’inclusione sociale e lotta contro la povertà

A.3.1. Fornire ai giovani, in particolare appartenenti alle categorie “NEETS” e alla donne, delle competenze utili alla loro partecipazione al mercato del lavoro

A.3.2. Supporto agli attori economici attivi nel campo del sociale e della solidarietà

B.4. Protezione ambientale, adattamento e mitigazione del cambiamento climatico

B.4.1. Supporto a soluzioni tecnologiche e innovative per incrementare l’efficienza idrica e sostenere l’uso di risorse idriche non convenzionali

B.4.2. Riduzione della generazione di rifiuti urbani e promozione della raccolta differenziata e dell’utilizzo ottimale dei rifiuti organici

B.4.3. Supporto alla riabilitazione energetica innovativa ed efficiente, appropriata per tipologia di edificio e per zona climatica, con focus sugli edifici pubblici

B.4.4. Misure per incorporare l’approccio di gestione basato sugli ecosistemi nella gestione integrata delle zone costiere (ICZM), all’interno della pianificazione dello sviluppo locale.

I progetti standard sono progetti a carattere dimostrativo e consistono in azioni pilota e di verifica che contribuiscono alla realizzazione del programma.

Ogni progetto deve riguardare una sola priorità e deve essere innovativo per il territorio considerato; deve inoltre assicurare un ampio coinvolgimento degli stakeholder e dei principali attori chiave. I progetti devono avere un “valore aggiunto ENI CBC”, cioè devono dimostrare un’esigenza effettiva di cooperazione transfrontaliera e affrontare esigenze territoriali comuni, fornendo vantaggi concreti per i gruppi target identificati; i risultati attesi devono essere realizzabili e sostenibili solo attraverso azioni congiunte.

I progetti devono prevedere azioni “people to people” al fine di rafforzare la ownership dei soggetti coinvolti  e incoraggiare la partecipazione attiva della società civile lungo le sponde del Mediterraneo; devono inoltre promuovere la creazione di capacità istituzionali in modo da rafforzare il ruolo delle istituzioni locali nella formazione delle economie locali e come catalizzatori per uno sviluppo equo e inclusivo, assicurando il benessere delle comunità.

Una proposta progettuale deve essere presentata da un partenariato che coinvolga almeno 3 Stati ammissibili, dei quali almeno un Paese partner del Mediterraneo (MPC) e almeno un Paese UE. Il partenariato non può comprendere più di 3 partner di uno stesso Stato e non può prevedere in totale più di 7 soggetti.

Il bando beneficia di un budget complessivo di 84.668.413,86 euro, che saranno così ripartiti per priorità: circa 6,773 milioni per ciascuna delle priorità relative all’obiettivo tematico A1; circa 7,620 milioni per ciascuna delle priorità relative agli obiettivi tematici A2 e A3; circa 8,466 milioni per ciascuna delle priorità relative all’obiettivo tematico B4.

Il contribuito per progetto può coprire fino al 90% dei costi ammissibili, per un massimo di 3.000.000 euro; non saranno presi in considerazione progetti che richiedano un contributo inferiore a 1.000.000 euro. Il valore massimo di una proposta progettuale sarà di 3,5 milioni di euro. L’allocazione delle risorse per progetto deve essere equilibrata fra le due sponde del Mediterraneo (almeno il 50% del budget deve essere allocato per attività da svolgersi sul territorio degli MPC).

Una parte delle attività (fino a un massimo del 20% del valore del progetto) può essere realizzata al di fuori dell’area del programma, per esempio nelle Adjoining Regions a condizione che tali attività siano necessarie per il raggiungimento degli obiettivi del progetto e che la loro attuazione rappresenti un contributo all’attuazione del programma stesso.

Un progetto deve avere una durata prevista di 24/36 mesi.

Per saperne di più http://www.enpicbcmed.eu/enicbcmed-2014-2020/first-call-for-standard-projects-1

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L’agricoltura come volano di un nuovo Rinascimento Rurale

Il 27 ottobre 2017 la Commissione europea ha ufficialmente adottato i programmi di lavoro 2018-2020 relativi a HORIZON 2020 per il sostegno ad attività di ricerca e innovazione nei prossimi tre anni. L’adozione dei programmi di lavoro ha anche dato avvio alla pubblicazione dei nuovi bandi per il triennio, che coprono tutti e tre i pilastri di HORIZON 2020: Eccellenza scientifica, Leadership industriale, Sfide della società.

Di seguito riportiamo i bandi lanciati nel quadro del pilastro Sfide della società per la Sfida “Sicurezza alimentare, agricoltura e selvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, bioeconomia”. Cliccando sui link riportati si verrà direttamente indirizzati alla pagina web dei topic di ricerca con scadenza nel 2018 dove è possibile reperire informazioni dettagliate e documentazione.

• Bando Blue Growth (H2020-BG-2018-2020)

Per i topic sottoindicati la scadenza per presentare proposte è fissata al 13/02/2018:

- BG-01-2018: Towards a Baltic and North Sea research and innovation programme

- BG-02-2018: Blue Bioeconomy Public-Public Partnership

- BG-08-2018-2019: All Atlantic Ocean Research Alliance Flagship (CSA)

- DT-BG-04-2018-2019: Sustainable European aquaculture 4.0: nutrition and breeding (2018)

Per i seguenti topic, per i quali la procedura di candidatura è a 2 fasi,  la scadenza per presentare proposte è 13/02/2018 (1° fase) e 11/09/2018 (2° fase):

- BG-08-2018-2019: All Atlantic Ocean Research Alliance Flagship (RIA)

- LC-BG-03-2018: Sustainable harvesting of marine biological resources

Per anticipazioni sui topic in apertura nel 2018 con scadenza nel 2019, clicca qui

• Bando Rural Renaissance (H2020-RUR-2018-2020)

Fino al 13/02/2018 è possibile presentare proposte per i topic:

- DT-RUR-12-2018: ICT Innovation for agriculture – Digital Innovation Hubs for Agriculture

- RUR-01-2018-2019: Building modern rural policies on long-term visions and societal engagement (CSA)

- RUR-09-2018: Realising the potential of regional and local bio-based economies

- RUR-13-2018: Enabling the farm advisor community to prepare farmers for the digital age

- RUR-14-2018: Digital solutions and e-tools to modernise the CAP

- RUR-15-2018-2019-2020: Thematic networks compiling knowledge ready for practice (2018)

Per i seguenti topic, per i quali la procedura di candidatura è a 2 fasi,  la scadenza per presentare proposte è 13/02/2018 (1° fase) e 11/09/2018 (2° fase):

- CE-RUR-08-2018-2019-2020: Closing nutrient cycles (2018)

- RUR-01-2018-2019: Building modern rural policies on long-term visions and societal engagement (RIA)

- RUR-02-2018: Socio-economic impacts of digitisation of agriculture and rural areas

- RUR-03-2018: Contracts for effective and lasting delivery of agri-environmental public goods

- RUR-04-2018-2019: Analytical tools and models to support policies related to agriculture and food (2018)

Per anticipazioni sui topic che si apriranno nel 2018 con scadenza nel 2019, clicca qui

• Bando Sustainable Food Security (H2020-SFS-2018-2020)

La scadenza per presentare proposte è fissata al 13/02/2018 per i topic:

- CE-SFS-25-2018: Integrated system innovation in valorising urban biowaste

- DT-SFS-14-2018: Personalized Nutrition

- LC-SFS-03-2018: Microbiome applications for sustainable food systems

- LC-SFS-15-2018: Future proofing our plants

- SFS-28-2018-2019-2020: Genetic resources and pre-breeding communities (CSA)

- SFS-32-2018: Supporting microbiome coordination and the International Bioeconomy Forum

- SFS-33-2018: Support to the implementation of the EU-Africa Research and Innovation Partnership on Food and Nutrition Security & Sustainable Agriculture (FNSSA)

Per I topic sottoindicati la procedura di candidatura è a 2 fasi con due scadenze:13/02/2018 (1° fase) e 11/09/2018 (2° fase):

- LC-SFS-19-2018-2019: Climate-smart and resilient farming (2018)

- SFS-01-2018-2019-2020: Biodiversity in action: across farmland and the value chain (2018)

- SFS-05-2018-2019-2020: New and emerging risks to plant health (2018)

- SFS-06-2018-2020: Stepping up integrated pest management

- SFS-07-2018: Making European beekeeping healthy and sustainable

- SFS-08-2018-2019: Improving animal welfare (RIA)

- SFS-11-2018-2019: Anti-microbials and animal production (2018)

- SFS-16-2018: Towards healthier and sustainable food

- SFS-27-2018: Monitoring food R&I investments and impacts

- SFS-29-2018: Innovations in plant variety testing

- SFS-30-2018-2019-2020: Agri-Aqua Labs (2018)

- SFS-38-2018: Highly efficient management of soil quality and land resources

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “EL SALVADOR: I CASI DI DONNE PERSEGUITE PER AVER ABORTITO”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “El Salvador: i casi di donne perseguite per aver abortito”.
Il dibattito sull’aborto pone da sempre interrogativi che investono le nostre coscienze, intersecandosi con questioni culturali e religiose, e diversificando di conseguenza i percorsi legislativi nel mondo.
Ma c’è una linea rossa che non andrebbe mai valicata, quella dei diritti e della dignità delle donne. El Salvador è tra i paesi con le leggi più restrittive sui diritti delle donne. Ha scosso l’opinione pubblica internazionale il caso della ragazza diciannovenne Evelyn Beatriz Hernandez Cruz, condannata a trent’anni di carcere per aver subito un aborto spontaneo, peraltro a seguito di uno stupro.
Nella risoluzione del marzo 2017 sulla parità tra uomo e donna, il Parlamento europeo ha dichiarato che le donne devono avere il controllo della loro salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, e che la negazione dei servizi salvavita in materia di salute sessuale e riproduttiva, tra cui l’aborto sicuro, equivale ad una grave violazione dei diritti umani.
Oltre a condannare con fermezza ogni atto contro il diritto delle donne, l’Unione europea è tenuta a fare tutto quanto è nelle sue possibilità affinché siano rilasciate tutte le donne imprigionate solo per aver subito un aborto spontaneo o involontario.

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STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “STRATEGIA EUROPEA A FAVORE DELLA MOBILITÀ A BASSE EMISSIONI”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “strategia europea a favore della mobilità a basse emissioni”.
Tutti i firmatari dell’accordo di Parigi si sono impegnati a limitare le emissioni di CO2. I sistemi di trasporto elettrico, privati o pubblici, possono contribuire a risolvere i principali problemi legati alla mobilità urbana attraverso una riduzione delle emissioni e la completa eliminazione degli inquinanti e del rumore dalle nostre città.
Ma il grado di sostenibilità dei veicoli elettrici dipende anche dal ricorso all’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, inserendosi quindi in un sistema più complesso. La transizione verso una mobilità a basse emissioni, quindi, costituisce non solo un’opportunità per i costruttori e i fornitori del settore automobilistico, ferroviario, marittimo e aeronautico, ma anche e soprattutto una sfida a ripensare il nostro sistema di approvvigionamento energetico nel suo complesso.
La transizione verso una mobilità a basse emissioni ha bisogno di nuovi modelli commerciali, industriali ed occupazionali, che favoriscano partenariati innovativi tra grandi imprese, PMI e startup, dando vita a quella nuova rivoluzione industriale in cui l’Europa ha investito e in cui si trova in prima linea, grazie ai suoi talenti e alle sue professionalità.