Nicola CAPUTO

“DON” NEL GRANO EUROPEO, CAPUTO (PD), E’ UNA SOSTANZA DANNOSA, E’ NECESSARIO ABBASSARE LA SOGLIA CONSENTITA PER L’INDUSTRIA ALIMENTARE

“L’Unione Europea importa dall’estero grano contenente deossinivalenolo (DON), una micotossina che crea seri problemi alla salute dell’uomo. Tra le conseguenze di un consumo eccessivo di DON ci sono il malfunzionamento del sistema ematopoietico, l’abbassamento delle difese immunitarie, la gluten sensitivity ed alcune malattie del sistema nervoso. E’ necessario abbassare considerevolmente la soglia di deossinivalenolo consentita per il grano destinato all’industria alimentare”. – Lo ha chiesto Nicola Caputo Parlamentare europeo del gruppo S&D e membro della Commissione Agricoltura e della Commissione per la Sicurezza Alimentare in una interrogazione alla Commissione europea. Caputo ha già chiesto in una analoga interrogazione di prendere iniziative sui livelli di glifosato presenti nel grano estero e quindi nei prodotti da esso derivati – La normativa vigente nell’Unione Europea – spiega ancora Caputo nella sua interrogazione – prevede un limite per la presenza di DON nel grano duro non trasformato di 1750 ppb ed una dose giornaliera di DON tollerabile dall’uomo di 1 µg/kg. Il rapporto fra il DON consentito e quello tollerabile espone ad enormi rischi i bambini e tutti coloro che seguono una dieta mediterranea o consumano quantità di cereali superiori alla media statistica europea. E’ necessario – conclude l’europarlamentare – riformulare i criteri di determinazione del rischio, non basandoli esclusivamente su valori medi di consumo e obbligare tutti i soggetti coinvolti nella filiera a fornire al consumatore maggiori informazioni sulla miscela e sulla qualità dei grani utilizzati nei prodotti alimentari”.

CAPUTO, Nicola (S&D, IT)

PESCA-CILENTO, “LA SOSTENIBILITÀ SOCIALE DELLA PICCOLA PESCA VA SALVAGUARDATA”, LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE AD UNA W.Q. DELL’EUROPARLAMENTARE CAPUTO

La Commissione europea, in risposta ad una interrogazione dell’europarlamentare Nicola Caputo sulle problematiche dei piccoli pescatori cilentani, ribadisce che “L’uso di attrezzi trainati è vietato entro una distanza di 3 miglia nautiche dalla costa. Inoltre, tali attrezzi sono vietati entro una distanza di 1,5 miglia nautiche dalla costa, indipendentemente dalla profondità. Questa serie di norme è destinata a riservare una parte della fascia costiera agli attrezzi selettivi utilizzati dai piccoli pescatori, al fine di proteggere le zone di crescita e gli habitat sensibili nonché favorire la sostenibilità sociale della piccola pesca”. Lo rende noto Nicola Caputo parlamentare europeo del Pd e membro della Commissione pesca (PESCH) – Dunque – insiste Caputo – il mare del cilento va liberato dalle cosiddette imbarcazioni MONOBARCA, ‘predatori del mare’ che utilizzano tecniche e strumenti incompatibili con l’ecosistema marino e che arrecano danno al lavoro di tantissimi operatori del settore e pescatori locali. – Inoltre l’europarlamentare Nicola Caputo rende noto che, – La Commissione europea ha varato una direttiva per migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori in mare, disincentivare la pesca illegale e garantire la salute e la sostenibilità del settore della pesca. La direttiva conferisce efficacia giuridica ad un accordo negoziato dalle parti sociali europee per l’attuazione della Convenzione sul lavoro nel settore della pesca dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). La direttiva – continua Caputo – è intesa a migliorare le condizioni di lavoro dei pescatori in mare, disincentivare la pesca illegale e garantire la salute e la sostenibilità del settore della pesca. Intanto – conclude l’europarlamentare Nicola Caputo –mi attiverò per sollecitare tutte le procedure possibili perché le regole europee siano fatte rispettare. Sarò, come sempre, al fianco dei pescatori di tutta la costa a tutela del mare e della economia locale affinché si metta fine a questa pratica lesiva dell’ecosistema e del lavoro di tantissimi operatori del settore”.

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Appello dall’Europa al segretario del Pd, Matteo Renzi e ai protagonisti del confronto

Viviamo ormai da tempo in una fase di grande difficoltà dell’Europa, che è giunta al punto anche di una possibile disgregazione, ma anche di cambiamenti rapidi e di improvvise accelerazioni nel processo di integrazione che vanno governate con attenzione e competenza.
L’Unione europea è oggi sotto attacco all’interno, con l’affermarsi e il diffondersi di movimenti populisti, dai tratti antieuropei e spesso xenofobi, che contrappongono all’Europa una rinascente forza degli Stati, intesi come nazionalismi sempre più chiusi (quasi autarchici) e sempre più aggressivi.
Ma l’Unione europea è sotto attacco anche all’esterno, ai suoi confini, per l’egemonia crescente della Russia e, oltre all’Atlantico, per la politica dissennata e dirompente di Trump.
Mai come ora, dunque, c’è un bisogno fortissimo di presenza e di leadership italiana, per ridare forza all’Europa e per riformarla e condurla nella giusta direzione, seppellendo la politica di austerità e imboccando la strada degli investimenti, della crescita, dello sviluppo sostenibile e del lavoro, affrontando le povertà, le diseguaglianze, i bisogni e di diritti sociali fin qui lasciati senza risposte.
L’Europa ha bisogno che l’Italia sia un leader stabile e forte.
In questi anni, col Governo Renzi prima e Gentiloni poi, l’Italia ha ricoperto un ruolo forte nel Consiglio, nella Commissione, con il prestigioso ruolo di Federica Mogherini e nel Parlamento, dove abbiamo, come Socialisti e Democratici, il capogruppo italiano. Con il Governo Renzi abbiamo riconquistato la credibilità e la forza che l’Italia meritava e abbiamo portato avanti, anche vittoriosamente, battaglie su temi cruciali, dall’immigrazione alla flessibilità.
Se l’Italia si indebolisce o si ritrae anche l’Europa ne subirà un grave contraccolpo, proprio nel momento del maggior bisogno.
Abbiamo davanti un anno essenziale, con scadenze che non possiamo perdere: si pensi alla revisione del Fiscal Compact, battaglia che da anni conduciamo, l’incontro del G7 proprio in Italia, i 60 anni del Trattato di Roma con cui rilanciare il sogno europeo e rinnovare le promesse che finora l’Europa non ha mantenuto.
Il Pd, che è il primo partito tra quelli della famiglia socialista europea, che in Italia è il partito italiano più forte e più responsabile, l’unico che ha nella sua carta fondativa l’imprescindibile valore europeo e che oggi guida le forze progressiste al Parlamento europeo, è parte essenziale di questo compito italiano.
C’è bisogno di un Pd forte, che continui a portare avanti i suoi valori europeisti e le sue idee progressiste.
Al segretario Matteo Renzi e a tutti i politici protagonisti in queste ore di un confronto acceso, chiediamo di trovare un punto di incontro basato sul rispetto reciproco, personale e politico.
Il Pd è di tutti non solo dei dirigenti, è soprattutto dei suoi iscritti ed elettori.
Il Pd è anche nostro, di noi europei, che ogni giorno in Europa lavoriamo, confrontandoci nel merito, sui temi, senza personalismi.
Chiediamo pertanto che in Italia si mantenga la forza del PD unito perché questo è un “bene pubblico” e nessuno può metterlo a rischio e che si apra il confronto vero e “sincero” sui contenuti, dai valori ai programmi, e sulla leadership.
Il luogo, la sede, è il Congresso e lì si giocheranno le diversità, le unità e le convergenze che dovranno misurarsi col sostegno della base democratica.
Auspichiamo di accogliere l’invito del Segretario Matteo Renzi e di molti, a svolgere un Congresso leale e franco, dove tutto diventa contendibile.

GUATEMALASITUAZIONE DEI DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SU “GUATEMALA, IN PARTICOLARE LA SITUAZIONE DEI DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione su “Guatemala, in particolare la situazione dei difensori dei diritti umani”.
International ha denunciato la difficile situazione dei difensori dei diritti umani in Guatemala. Tanti sono gli episodi registrati di uccisioni, minacce e torture, finalizzate soprattutto ad impedire agli attivisti lo svolgimento delle proprie attività. Spesso, infatti, sono costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e il proprio paese.
I principali soggetti a rischio sono gli attivisti che si occupano dei diritti economici, sociali e culturali. Gli episodi di violenza avvengono all’interno di un clima di totale impunità per gli autori. Ho fiducia che, anche per mezzo del Parlamento europeo, si possa fare pressione sul governo del Guatemala perché venga tutelata la sicurezza degli attivisti, adottando concrete misure per proteggere e prevenire, indagare e punire gli abusi e le minacce ai danni dei difensori dei diritti umani. È necessario che nel paese si ponga fine all’impunità degli autori di questi crimini, che è motivo di allarme per la comunità internazionale.

ESECUZIONI IN KUWAIT E IN BAHREIN

STRASBURGO: NICOLA CAPUTO (S&D), INTERVIENE SULLE “ESECUZIONI IN KUWAIT E IN BAHREIN”

Strasburgo: Nicola Caputo (S&D), interviene in seduta plenaria nel corso della discussione sulle “esecuzioni in Kuwait e in Bahrein”.
L’Europa deve ribadire il suo ruolo guida nella lotta per l’abolizione della pena di morte e per una moratoria sulle esecuzioni in tutto il mondo. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito ad una recrudescenza delle esecuzioni in molti paesi, anche dov’era in vigore una moratoria.
In Medio Oriente assistiamo a una vera e propria ondata di esecuzioni capitali. In Kuwait, dopo quattro anni di moratoria, sono stati impiccati 7 dei 57 condannati che si trovano attualmente nel braccio della morte. All’inizio di gennaio, il Bahrein ha interrotto una moratoria che durava da sei anni, eseguendo le condanne di tre persone, tutte legate ad ambienti dell’opposizione politica.
Bisogna raccogliere l’appello del Santo Padre e abolire la pena di morte, legale o illegale che sia e in tutte le sue forme. Molto resta da fare. È stata abolita la schiavitù. Bisogna abolire la pena di morte ovunque, bisogna liberare il mondo da questa pena crudele e inumana.