Direttiva PNR (Passenger Name Record)

La proposta sul PNR è diventata, per il Consiglio, un’icona della lotta al terrorismo.
Oggi vige un sistema di monitoraggio dei passeggeri, in base alla direttiva 2004/82/CE che consente di sapere chi vola e dove vola. Il PNR permetterebbe solo di avere qualche informazione aggiuntiva e di saperlo in anticipo. Diversi terroristi che hanno agito a Parigi e a Bruxelles erano monitorati e i loro spostamenti molte volte segnalati, ma non si è agito perché ritenuti non pericolosi da rappresentare una minaccia per la sicurezza. Se fosse stato in vigore un sistema PNR i risultati non sarebbero stati diversi. Il PNR ha costi notevoli e richiede tempi lunghi per l’attuazione che non corrispondono alle reali esigenze delle forze dell’ordine, specie in una fase di emergenza come questa.

Accordo UE-Turchia sui migranti

L’accordo UE-Turchia sui migranti va rimodulato per le evidenti criticità e perché in palese contrasto con quanto stabilito dalla convenzione di Ginevra.
L’UE deve rivendicare il proprio diritto di decidere, insieme alle Nazioni Unite, dell’ammissibilità dei rifugiati e non lasciare quest’autonomia decisionale ad Ankara. Il rispetto delle condizioni stabilite dalla UE rappresenta la conditio sine qua non per il riconoscimento alla Turchia della liberalizzazione dei visti.
Il governo turco deve garantire che non ci siano distrazioni di risorse su altri capitoli di bilancio e che tutti gli stanziamenti supplementari siano utilizzati per la copertura delle spese per l’assistenza ai rifugiati.

Crisi di mercato del settore agricolo dell’UE

Il pacchetto da 500 milioni di euro messo a disposizione dalla Commissione lo scorso autunno non ha sortito gli effetti desiderati. Infatti, sembra che solo il 25 % di questo ammontare sia stato effettivamente impegnato a favore degli agricoltori.
Sono notevoli le proteste degli agricoltori conseguenti al crollo dei prezzi che rischia di creare non pochi problemi al comparto agricolo europeo. I prezzi del grano hanno subito un calo del 35 %, quelli del latte del 16 % e quelli di verdure e pomodori del 60 % rispetto allo scorso anno.
Inoltre le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare continuano in modo sempre più diffuso a danneggiare gli agricoltori e i produttori primari.
Alla luce di quanto precede, può la Commissione far sapere:

Piani europei contro la radicalizzazione e il terrorismo

La lotta al terrorismo non si pratica esclusivamente con attività di indagine dei corpi di polizia.
Essa deve avviarsi nella società, partendo dai luoghi di interazione sociale come la scuola e mettendo in pratica politiche sociali in grado di favorire l’integrazione e di rimuovere le condizioni che favoriscono i processi di radicalizzazione.
Bisogna investire nel sistema educativo, nella scuola, nell’accoglienza dell’infanzia, nelle strutture e nei programmi per la gioventù, vanno attuate politiche per favorire una rapida integrazione dei giovani, indipendentemente dalle loro origini e religioni.

IDEM

L’ASSOCIAZIONE I-DEM INVITA A VOTARE SI AL REFERENDUM DEL 17 APRILE PROSSIMO.

Perché le scelte che compiamo oggi ricadranno irreversibilmente sul futuro del nostro pianeta.

L’Associazione i-DEM invita a votare SI al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni del mare, per fermare le trivelle delle compagnie di gas e petrolio ed affermare un nuovo modello di sviluppo incentrato su fonti rinnovabili. I tempi sono maturi per immaginare un futuro incentrato sull’efficienza energetica.
Nel quesito referendario sulle trivellazioni del mare si chiede se si vuole abrogare la norma che permette, a chi ha ottenuto le concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme entro 12 miglia dalla costa, di continuare l’attività fino alla fine della concessione ed, eventualmente, fino all’esaurimento del giacimento. La legge attuale, infatti, prevede che le aziende con concessioni possano chiedere una proroga al termine della concessione fino all’esaurimento del giacimento.
Oggi più che mai siamo convinti si debba accendere i riflettori sui problemi ambientali, analizzarne le radici, neutralizzarne gli effetti e i sintomi che potranno compromettere le generazioni future.
Viviamo il mondo in comunione, smettiamo di guardarlo con gli occhi del consumatore, dello sfruttatore di risorse naturali cieco dinanzi ai propri individuali interessi.
Provare ad unirci nella ricerca di uno sviluppo sostenibile, oggi si traduce nel tutelare e difendere una casa, un ambiente, che dimentichiamo essere in condivisione.
Perseguire la tutela dell’ambiente, preservarne gli ecosistemi, limitare i cambiamenti climatici, è una scelta politica dirompente, di straordinaria attualità: una sfida per tutta l’umanità tesa a determinare limiti inaccessibili che garantiscano la salvaguardia del nostro fragile ecosistema. Le scelte che compiamo oggi ricadranno irreversibilmente sul futuro del nostro pianeta che mai abbiamo maltrattato come nell’ultimo secolo.
Se vincerà il sì, verrà abrogato l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, nella parte in cui prevede che le trivellazioni continuino fino a quando un determinato giacimento lo consenta, quindi si bloccheranno tutte le concessioni entro le 12 miglia dalla costa italiana quando scadranno i contratti.
Votare SI, si traduce nel dare al Governo un segnale politico chiaro: impedire l’ulteriore sfruttamento dei combustibili fossili a favore di un maggior utilizzo di fonti energetiche alternative.