Mercato unico digitale

La creazione di un mercato unico digitale incontra ancora numerosi ostacoli, come ad esempio il fenomeno del “geoblocking”, che impedisce a un abbonato a servizi on line in un determinato Stato di usufruirne anche dall’estero.
A tali ostacoli si aggiungono le normative nazionali che indirettamente causano restrizioni allo sviluppo del wi-fi pubblico, come il “controllo giuridico preventivo”, ovvero offrono una normazione restrittiva e disomogenea in tema di diritto d’autore, protezione dei dati personali e regimi fiscali IVA.
Ciò si riflette negativamente sulla capacità dei consumatori europei di usufruire pienamente di beni e servizi: si stima, infatti, che solo il 15% degli europei effettuino acquisti online oltre frontiera e che solo il 7% delle piccole e medie imprese venda all’estero.
Fatte salve le competenze degli Stati membri, può la Commissione far sapere in che modo intende:
– promuovere l’innovazione e le tecnologie digitali in tutti gli Stati membri attraverso un omogeneo corpus normativo dell’UE;
– incrementare fiducia e sicurezza nei servizi digitali, soprattutto sul trattamento dei dati personali, riesaminando il quadro normativo dei media audiovisivi;
– ridurre drasticamente gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, specialmente in materia fiscale?

Parlamento Europeo

Crediti deteriorati

Si stima che in Europa i crediti deteriorati ammontino a 1.000 miliardi di euro, riguardino principalmente i paesi del Sud Europa e siano aggravati a causa della crisi finanziaria globale.
Per queste regioni è necessario ridurne il volume complessivo, posto che aumentano i rischi di insostenibilità del debito pubblico e le passività a breve termine, rallentano la crescita dei PIL nazionali e – ciò che è accaduto su tutte le piazze finanziarie europee in questi giorni – espongono gli istituti bancari a massicce speculazioni sui mercati.
Tali crediti deteriorati impediscono inoltre alle aziende di trovare fonti di finanziamento, in quanto le banche interessate hanno riserve di capitale più basse e tendono a concedere meno prestiti.
Finché il loro ammontare resterà così elevato, sarà difficile avvalersi degli stimoli di politica monetaria posti in essere dalla BCE. È di oggi la notizia che tra Italia e UE si è raggiunto un accordo sul meccanismo di garanzia e che le garanzie sono prestate a condizioni di mercato in modo che non costituiscano aiuto di Stato.
Come pensa la Commissione di favorire meccanismi di garanzia per i crediti deteriorati, in modo che non costituiscano aiuti di Stato e rappresentino una misura stabile e non straordinaria di intervento?

Parlamento Europeo

ansa caputo cina

(ANSA) – Cina: Caputo(Pd), status economia mercato? Solo dopo verifica

“Aperti a confronto ma sinora da Pechino toni aggressivi”

28 gennaio, 15:52 BRUXELLES – “Ritengo che il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina debba assolutamente restare subordinato alla verifica e alla prova della sussistenza dei requisiti tecnici previsti dall’UE ed, in ogni caso, qualsiasi decisione dovesse prendere l’Unione Europea, è necessario pensare ad un ‘piano b’ che includa misure di difesa commerciale equivalenti”. Lo ha Dichiarato Nicola Caputo, Parlamentare europeo (S&D) nel corso della conferenza “Deve l’Unione Europea riconoscere lo status di economia di mercato alla Cina?”. L’iniziativa organizzata da Caputo al Parlamento europeo ha visto la partecipazione dell’ambasciatrice cinese presso l’Ue, Yang Yanyi, e numerosi eurodeputati. “Nonostante da parte mia – spiega Caputo – e dei deputati presenti ci sia stata la massima apertura con la controparte cinese, abbiamo, purtroppo, dovuto constatare che l’atteggiamento dell’ambasciatrice non è stato altrettanto aperto. Al contrario, l’ambasciatrice ha usato toni troppo aggressivi, forse a causa del clima di tensione che in questi mesi si è venuto a creare sul riconoscimento dello status di economia di mercato (MES) alla Cina. Nel suo intervento, l’Ambasciatrice ha detto che lo status di economia di mercato deve essere automaticamente concesso alla Cina entro dicembre 2016. L’Ambasciatrice ha pubblicamente dichiarato che i 5 criteri fondamentali per misurare un’economia di mercato che non sono ancora rispettati dalla Cina sono di fatto superati. Secondo l’Ambasciatrice, essi sono criteri euro-americani che non vanno applicati al caso cinese nella valutazione della concessione del MES. Questa posizione – continua Caputo – non è condivisibile. Resto dell’opinione che il dialogo e la condivisione siano le uniche strade percorribili per raggiungere una soluzione che soddisfi entrambe le parti. Dialogo che, però, – conclude l’Europarlamentare – considerati gli elementi emersi oggi non appare affatto scontato”.

bando l'iniziativa congiunta di programmazione

bando per l’iniziativa congiunta di programmazione “una dieta sana per una vita sana” (JPI HDHL)

Invito a presentare proposte congiunte di ricerca transnazionali:
“Biomarkers per Nutrizione e Salute” (ERA-HDHL)
 Annuncio preliminare

Sarà lanciata il 16 febbraio 2016 l’iniziativa di programmazione congiunta “una dieta sana per una vita sana” (JPI HDHL), istituita per coordinare la ricerca nei settori di cibo, dieta, attività fisica e salute al fine di ottenere un tangibile impatto sociale e sanitario e per rafforzare la competitività e la leadership europee in questi settori.
Utilizzando lo strumento ERA-NET Cofund (denominato ERA-HDHL), l’iniziativa si propone di fornire una solida piattaforma per l’attuazione di azioni congiunte di finanziamento che affrontano sfide di ricerca identificate e descritte nell’Agenda di Ricerca Strategica e per creare una rete transnazionale di ricercatori.
Si tratta di un invito congiunto transnazionale, cofinanziato dalla Commissione Europea che ha l’obiettivo di ottenere lo “sviluppo e validazione di biomarcatori per la nutrizione e la salute, come l’apporto e lo stato nutrizionale, la salute legata all’attività fisica, alla dieta e rischio di sviluppare malattie legate all’alimentazione”.

Obiettivi:
Questo bando si concentra sull’identificazione e la validazione di biomarcatori modulati dalla dieta e che indicano un cambiamento nello stato di salute e/o il rischio di sviluppare malattie legate all’alimentazione. I biomarcatori dell’attività fisica possono essere considerati insieme a quelli della dieta.
Le proposte devono soddisfare le seguenti condizioni:

  • Le proposte dovrebbero concentrarsi sui biomarcatori modificabili dalla dieta (o da una combinazione di dieta e attività fisica) che riflettono uno stato di salute, oppure concentrarsi sulla sua transizione verso malattie connesse a dieta e stile di vita. Studi incentrati sui biomarcatori della malattia sono al di fuori della portata del presente bando;
  • Le proposte possono mirare a individuare nuovi biomarcatori, o a sviluppare studi su una precedente identificazione tramite convalida necessaria;
  • Le proposte che si concentrano sulla identificazione di nuovi biomarcatori dovrebbero dimostrare l’importanza del biomarcatore per la salute umana e dovrebbero considerare attentamente approcci per la convalida;
  • Le proposte devono fare uso di bio-banche esistenti, oppure spiegare perché non vengono utilizzate bio-banche o coorti esistente;
  • Le proposte dovrebbero spiegare come i dati raccolti attraverso i progetti possono essere messi a disposizione della più ampia comunità di ricerca;
  • Le proposte dovrebbero evitare di sovrapporsi con oggetto e obiettivi dei progetti “Foodball” e “Mirdiet”, che sono già finanziati nell’ambito del JPI HDHL. (Per ulteriori informazioni, cliccare sui link appositamente predisposti).

Condizioni generali di partecipazione
In generale, le proposte di ricerca comuni possono essere presentate da università (o altri istituti di istruzione superiore), istituti di ricerca pubblici non universitari, ospedali e altre strutture di assistenza sanitaria. Si incoraggia la partecipazione di soggetti privati nonché di aziende commerciali, in particolare le PMI. Tuttavia, l’ammissibilità di tali organizzazioni e istituzioni è soggetta alle norme nazionali o regionali per le singole organizzazioni di finanziamento e può quindi variare.
Saranno finanziati soltanto i progetti transnazionali: ogni consorzio deve coinvolgere un minimo di tre partner ammissibili da parte delle organizzazioni di finanziamento partecipanti e un massimo di sei partner ammissibili da parte delle organizzazioni di finanziamento partecipanti provenienti da almeno tre Paesi diversi. Non più di due partner dello stesso Paese saranno accettate nello stesso consorzio.

Paesi partecipanti e le rispettive organizzazioni di finanziamento
Le seguenti organizzazioni di finanziamento intendono partecipare a questo invito.
Per l’Italia:

Ente di finanziamento
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca MIUR
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali MiPAAF
Calendario/Data Oggetto
16 Febbraio 2016 Pubblicazione del bando
19 Aprile 2016 Termine per la presentazione delle proposte preliminari
3 Giugno 2016 Comunicazione delle proposte preliminari selezionate
15 Luglio 2016 Termine per la presentazione delle proposte
Fine Settembre Decisione finale sul finanziamento

Ulteriori informazioni saranno pubblicate sul sito: Clicca qui
Link al testo ufficiale (in inglese): Clicca qui
Nota: il contenuto dell’invito descritto in questo annuncio preliminare è soltanto indicativo e può essere soggetto a cambiamenti. Esso non è giuridicamente vincolante per le organizzazioni di finanziamento. I candidati interessati sono invitati ad avviare contatti scientifici con potenziali partner del consorzio di progetto per la preparazione delle adesioni.

mes - cina

MES/CINA: CAPUTO (S&D), “DALLE RIFLESSIONI AUTOREFERENZIALI AL CONFRONTO DIRETTO CON LA CONTROPARTE CINESE”

“Ritengo che il riconoscimento del MES alla Cina debba assolutamente restare subordinato alla verifica e alla prova della sussistenza dei requisiti tecnici previsti dall’UE ed, in ogni caso, qualsiasi decisione dovesse prendere l’Unione Europea, è necessario pensare ad un ‘piano b’ che includa misure di difesa commerciale equivalenti”.
Lo ha Dichiarato Nicola Caputo, Parlamentare europeo (S&D) nel corso della conferenza “Deve l’Unione Europea riconoscere lo status di economia di mercato alla Cina?”. L’iniziativa organizzata da Caputo al Parlamento europeo ha visto la partecipazione dell’ambasciatrice cinese presso l’UE, YANG Yanyi, e numerosi eurodeputati.
“Nonostante da parte mia – spiega Caputo – e dei deputati presenti ci sia stata la massima apertura con la controparte cinese, abbiamo, purtroppo, dovuto constatare che l’atteggiamento dell’ambasciatrice non è stato altrettanto aperto.
Al contrario, l’ambasciatrice ha usato toni troppo aggressivi, forse a causa del clima di tensione che in questi mesi si è venuto a creare sul riconoscimento dello status di economia di mercato (MES) alla Cina.
Nel suo intervento, l’Ambasciatrice ha basato le sue argomentazioni su un’interpretazione dell’articolo 15 del protocollo di accesso della Cina del WTO siglato 15 anni fa secondo la quale lo status di economia di mercato deve essere automaticamente concesso alla Cina entro dicembre 2016.
L’Ambasciatrice ha pubblicamente dichiarato che i 5 criteri fondamentali per misurare un’economia di mercato che non sono ancora rispettati dalla Cina sono di fatto superati. Secondo l’Ambasciatrice, essi sono criteri euro-americani che non vanno applicati al caso cinese nella valutazione della concessione del MES.
Questa posizione – continua Caputo – non è condivisibile. Con un’eventuale concessione “politica” del MES alla Cina, l’UE rinuncerebbe al rispetto dei criteri fissati dalla propria legislazione interna, ponendo un serio problema di certezza del diritto e di coerenza interpretativa.
L’UE deve continuare a difendere gli strumenti di difesa commerciale essendo essi gli unici dispositivi a disposizione delle imprese europee per potersi difendere dalle pratiche commerciali illecite e sleali.
Bisogna mantenere le tariffe e i dazi nei confronti delle merci cinesi e ciò almeno fino a quando Pechino non dimostrerà di operare in condizioni di libero mercato.
Chiedo alla Commissione, che ha impiegato ormai già troppo tempo, di consultare i rappresentanti dell’industria europea in modo tempestivo ed approfondito e di procedere al più presto ad una valutazione completa e formale dell’impatto, essenziale per poter prendere qualsiasi decisione in merito.
Resto dell’opinione che il dialogo e la condivisione siano le uniche strade percorribili per raggiungere una soluzione che soddisfi entrambe le parti… Dialogo che, però, – conclude l’Europarlamentare – considerati gli elementi emersi oggi non appare affatto scontato”.

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