Attivazione del Fondo di solidarietà per la provincia di Benevento

Il Sannio, in particolare la provincia di Benevento, e la provincia di Taranto sono state colpite da un’alluvione senza precedenti che ha provocato vittime e danni incalcolabili a infrastrutture pubbliche e private, settore agricolo, imprese e abitazioni private. Tale calamità è stata determinata da fattori naturali.
Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea sovvenziona gli Stati in caso di gravi catastrofi naturali, con aiuti anche per catastrofi regionali, per fornire una risposta «rapida, efficace e flessibile a situazioni di emergenza e solidarietà alla popolazione delle regioni colpite» con: ripristino delle infrastrutture strategiche (elettricità, acqua, telecomunicazioni, trasporti, sanità, istruzione) attualmente al collasso; realizzazione di alloggi provvisori per la popolazione, molto provata dalla calamità; messa in sicurezza del patrimonio culturale; ripulitura immediata delle zone per il ripristino della vivibilità.
Alla luce di quanto precede, può la Commissione far sapere se:
— come avvenuto per le inondazioni del novembre 2014 in cinque regioni dell’Italia nord-occidentale, un’eventuale domanda possa essere ammissibile, in conformità dei criteri per le catastrofi regionali;
— vi siano le condizioni affinché il Sannio e la provincia di Taranto ottengano anticipi di pagamento del 10 %;
— ritiene applicabile l’eccezione al disimpegno automatico delle risorse in modo da consentire una proroga nella spesa ai territori colpiti.

Parlamento Europeo

6 Gennaio 2016
Risposta congiunta di Corina Crețu a nome della Commissione
Al momento della stesura della presente risposta non è pervenuta alla Commissione alcuna domanda di attivazione del Fondo di solidarietà relativa a Benevento o alla provincia di Taranto, né le autorità italiane hanno annunciato la propria intenzione di presentare una. Le domande di attivazione del Fondo di solidarietà possono essere accettate solo se presentate entro un termine di 12 settimane dall’inizio della catastrofe. Per essere ammissibile, il danno diretto causato da una catastrofe naturale a livello regionale deve essere superiore al 1,5 % del PIL della regione (NUTS 2). Di conseguenza, i danni diretti dovrebbero superare 1,05 miliardi di EUR in Puglia e 1,4 miliardi di EUR in Campania. Se la stessa catastrofe colpisce più di una regione NUTS 2, la soglia è rappresentata dalla media ponderata del PIL di queste regioni. A condizione che la domanda pervenga in tempo utile e che siano soddisfatti i criteri di ammissibilità, è molto probabile che sia versato all’Italia un anticipo sull’importo prevedibile dell’intervento del Fondo di solidarietà.
L’eccezione al disimpegno automatico cui l’onorevole parlamentare fa riferimento potrà essere presa in considerazione unicamente qualora lo Stato membro sia in grado di dimostrare le dirette conseguenze delle forti inondazioni sull’attuazione di una specifica parte del programma (ad esempio, progetti individuali). Tutte le richieste di eccezione saranno valutate dalla Commissione caso per caso.

Agenzia dell’UE per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL)

Agenzia dell’UE per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) (A8-0048/2015 – Kinga Gál)
Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) e abroga e sostituisce la decisione 2005/681/GAI del Consiglio.
CEPOL è l’agenzia responsabile della formazione delle autorità di contrasto. Essa non è un istituto di formazione nel senso tradizionale del termine: i suoi corsi si svolgono in tutta l’UE e sono attuati principalmente da una rete di accademie di polizia nazionali.
La proposta di regolamento ammoderna la base giuridica di CEPOL e la allinea alle modifiche introdotte con il trattato di Lisbona, affidando a CEPOL l’attuazione dei principi del nuovo programma di formazione europea delle autorità di contrasto.
Considerando che il Parlamento europeo ha invitato più volte la Commissione ad adeguare il vigente quadro giuridico di CEPOL al trattato di Lisbona e alla nuova ambizione definita nel programma di formazione europea delle autorità di contrasto, in modo da consentire a CEPOL di attuare efficacemente il programma di formazione europea delle autorità di contrasto e di rispondere all’interesse della più ampia comunità delle autorità di contrasto, ho votato a favore della relazione.

Parlamento Europeo

Trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli

Trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli (A8-0120/2015 – Renato Soru)
Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli.
E’ noto che le crisi finanziarie hanno causato il proliferare di attività speculative che hanno sfruttato lacune normative nel sistema, inefficacia della vigilanza, opacità dei mercati ed eccessiva complessità dei prodotti. E’ nato il cd. “sistema bancario ombra” che tende a sfuggire al controllo degli organismi preposti nel settore bancario tradizionale e può avere il rischio concreto di far ripetere altre gravi crisi finanziarie.
Vi è quindi la necessità di migliorare trasparenza ed informazione, al fine di limitare, entro limiti fisiologici e strumentali al mercato dei capitali, l’accumulo di leva finanziaria. La normativa in oggetto persegue quindi l’obiettivo di accrescere la trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli, con segnalazione efficiente sui dati sulle negoziazioni.
Gli effetti avversati sono infatti molto gravi per il proliferare delle operazioni nel settore dei derivati OTC (over the counter). Come indicato nella relazione, concordo sull’opportunità della segnalazione delle informazioni sulle operazioni di finanziamento concluse da ogni operatore, entità finanziarie o non finanziarie, ed ho quindi votato a favore del testo.

Parlamento Europeo

Seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell’UE

Seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell’UE (B8-1092/2015 )
Nicola Caputo (S&D ), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della proposte di risoluzione sul seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell’UE.
Con la sua risoluzione del 12 marzo 2014 il Parlamento europeo aveva invitato le autorità degli Stati Uniti e gli Stati membri dell’Unione a vietare le attività di sorveglianza di massa indiscriminata e il trattamento massiccio dei dati personali dei cittadini, denunciando le azioni dei servizi di intelligence segnalate, le quali hanno avuto gravi ripercussioni sulla fiducia e sui diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione.
In seguito a quella risoluzione, con il voto di oggi, abbiamo segnalato che il livello di consapevolezza generale circa la sorveglianza elettronica di massa è accresciuto.
Allo stesso tempo però, la risoluzione ha sottolineato la generale mancanza di un senso di urgenza e di volontà da parte della maggioranza degli Stati membri e nell’affrontare seriamente le questioni sollevate nella risoluzione e nel dar seguito alle raccomandazioni concrete ivi contenute, così come ha ritenuto insufficiente la risposta della Commissione.
Con la risoluzione il Parlamento ha inoltre invitato la Commissione a dare seguito alle richieste avanzate entro dicembre 2015, ed ho quindi votato in suo favore.

Parlamento Europeo

Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015 (A8-0307/2015 – Dariusz Rosati)
Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato contro la proposta di risoluzione del Parlamento sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015.
Anche se la ripresa economica si sta finalmente intravedendo, le sue basi sono ancora molto fragili a causa di numerose carenze strutturali dell’Unione Europea e delle divergenze economiche regionali. Da questo può scaturire una crescita disomogenea e una scarsa competitività a livello internazionale.
Pertanto ci si dovrebbe concentrare con forza per elaborare efficaci strumenti che sostengano la crescita economica, come la promozione degli investimenti, l’attuazione di riforme strutturali nel mercato dei prodotti, dei servizi e del lavoro, la responsabilità di bilancio e il miglioramento della politica occupazionale.
Tali fattori di crescita, anche nel quadro del conseguimento degli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020, sono essenziali per perseguire l’obiettivo generale di rendere l’UE globalmente più competitiva, senza indebolire la protezione dei lavoratori né compromettere il modello sociale europeo. Purtroppo, il testo della proposta presenta soltanto deboli misure e ho dunque votato per il suo rigetto.

Parlamento Europeo