bruxelles un momento dell'iniziativa sugli interferenti endocrini

BRUXELLES: SUCCESSO PER L’INIZIATIVA SUGLI INTERFERENTI ENDOCRINI.

BRUXELLES: SUCCESSO PER L’INIZIATIVA SUGLI INTERFERENTI ENDOCRINI ORGANIZZATA DAL PARLAMENTARE EUROPEO CAPUTO (S&D), “UN PROBLEMA GRAVE CHE LE POLITICHE SANITARIE E AMBIENTALI EUROPEE DEVONO RISOLVERE”

“Gli interferenti endocrini sono un pericolo per la salute ed il benessere dei cittadini. L’Unione europea deve adottare politiche sanitarie ambiziose ed elaborare i criteri per identificare gli interferenti endocrini”.
Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo (S&D) nel corso del suo intervento al convegno, “Interferenti endocrini e le generazioni future: per l’Unione Europea è il momento di agire”.
L’iniziativa, promossa da Caputo in collaborazione con l’organizzazione non governativa PAN Europe (Pesticide Action Network), ha riunito rappresentanti della Commissione europea, scienziati, accademici, rappresentanti dell’industria e delle ONG, per focalizzare l’attenzione sugli effetti derivanti dall’esposizione agli interferenti endocrini sull’uomo e sull’ambiente e per individuare soluzioni adeguate.
“I segnali d’allarme lanciati dagli scienziati stanno accrescendo la consapevolezza e la preoccupazione su questo tema fino ad oggi poco dibattuto -spiega Caputo-. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato la minaccia che tali sostanze rappresentano per la salute umana, mentre l’Agenzia europea dell’ambiente i danni che causano all’ecosistema. L’esposizione agli interferenti endocrini deve essere considerata un motivo di preoccupazione a livello globale. Non possiamo più aspettare. È giunto il momento di agire. La Commissione europea – conclude Caputo – ha l’obbligo di individuare criteri scientifici per l’individuazione degli interferenti endocrini, al fine di tutelare adeguatamente i cittadini”.
Oltre all’Europarlamentare del gruppo S&D Nicola Caputo, che ha presieduto l’incontro insieme all’esperto Henrik Sundberg dell’Agenzia delle sostanze chimiche svedese, sono intervenuti: Angeliki Lysimachou, tossicologo ambientale di PAN Europe che coordina le campagne sugli interferenti endocrini, il Prof. Åke Bergman (Centro Accademico Swetox, Svezia), il Prof. Jorma Toppari (Università di Turku, Finlandia) e Ing-Marie Olsson (per l’Agenzia delle sostanze chimiche svedese), i quali hanno focalizzato i loro interventi sulle caratteristiche degli interferenti endocrini ed i motivi per cui destano preoccupazione. Il tema della valutazione del rischio degli interferenti endocrini è stato poi trattato dal Prof. Ana Soto (Tufts University, Boston), dal Prof. Barbara Demeneix (Muséum Nationale d’Histoire Naturelle / CNRS, esperto OCSE, Parigi) e da Hubert Deluyker, funzionario dellEFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare). L’ultimo punto, sul quale sono intervenuti il Prof. Andreas Kortenkamp (Brunel University, Londra), e i funzionari della Commissione Europea Michael Flueh (DG Salute e sicurezza alimentare) e Bjorn Hansen (DG Ambiente), ha riguardato la regolamentazione degli interferenti endocrini e quindi la valutazione d’impatto della Commissione Europea sui criteri e sulle scelte proposte per l’identificazione degli interferenti endocrini.
“Sono soddisfatto dell’esito della manifestazione – conclude Caputo – perché oltre a stimolare il dibattito su una tematica così importante, abbiamo ottenuto, da parte dei funzionari della Commissione Europea, la garanzia di veder pubblicati entro luglio i risultati della valutazione d’impatto, un passo molto importante nel processo di identificazione dei criteri per classificare gli interferenti endocrini’.

iniziativa

BRUXELLES: INTERFERENTI ENDOCRINI E RISCHI PER LA SALUTE, CAPUTO S&D PROMUOVE UNA INIZIATIVA AL PARLAMENTO EUROPEO IL 30 GIUGNO

Bruxelles: Si terrà martedì 30 giugno presso il Parlamento europeo (15:00 -18: 00, sala ASP 5E2) il convegno promosso dal Parlamentare europeo Nicola Caputo dal titolo, “Interferenti endocrini e le generazioni future: per l’Unione Europea e Il momento di agire”. L’iniziativa organizzata in collaborazione di PAN Europe intende focalizzare l’attenzione sugli effetti l’esposizione agli interferenti endocrini e gli effetti negativi sull’uomo e sull’ambiente.
Oltre all’Europarlamentare S&D Nicola Caputo interverranno per PAN Europe: Angeliki Lysimachou gruppo scientifico: Prof. Åke Bergman (Il Centro Accademico Swetox, Svezia), il Prof. Jorma Toppari (Università di Turku, Finlandia), il Prof. Ana Soto (Tufts University, Boston), Ing-Marie Olsson (KEMI , Svezia), il Prof. Barbara Demeneix (Muséum Nationale d’Histoire Naturelle / CNRS, esperto OCSE, Parigi), il Prof. Andreas Kortenkamp (Brunel University di Londra) della Commissione: Michael Flueh (DG SANTE), Bjorn Hansen (DG ENVI) EFSA : Hubert Deluyker (EFSA) .

Corretta informazione in etichetta dell’alimento «burro»

L’allevamento della specie bufalina riveste un ruolo socioeconomico di particolare rilevanza nelle regioni meridionali d’Italia e, in particolare, in Lazio, Campania, Molise e Puglia.
La lavorazione del latte bufalino assume un valore strategico che trova la sua massima espressione nella «mozzarella di bufala campana», prodotto a denominazione di origine protetta. Dalla predetta lavorazione si ottiene la crema di siero di latte di bufala destinata alla produzione di burro.
Ai sensi del regolamento (UE) n. 1169/2011, la denominazione dell’alimento è la sua denominazione legale o, in sua mancanza, la denominazione usuale o, ancora, una denominazione descrittiva.
Ai sensi del regolamento (CEE) n. 1898/87, l’origine del latte e dei prodotti lattiero caseari deve essere specificata quando essi non provengono dalla specie bovina.
Nessun riferimento alla specie animale viene fatto nel regolamento (CE) n. 2991/1994 né nel regolamento (CE) n. 445/2007.
Alla luce delle suesposte considerazioni, può la Commissione far sapere, ai fini di una più chiara interpretazione della normativa, se, data la perfetta equiparabilità sancita per le carni bufaline, che sono espressamente comprese nella categoria delle carni bovine, anche per il prodotto «burro» vale il principio secondo cui l’indicazione della specie può ritenersi facoltativa nei termini di cui sopra?

Parlamento Europeo

12 agosto 2015
Risposta di Phil Hogan a nome della Commissione
Il regolamento (UE) n. 1308/2013 prevede che, per quanto riguarda il latte, vengano specificate le specie animali che ne sono all’origine, se diverse da quella bovina. Questa disposizione non si applica ai prodotti lattiero-caseari, burro compreso.
Il regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori prevede che tali informazioni non inducano in errore, in particolare per quanto riguarda le caratteristiche, le proprietà e la composizione degli alimenti.
Spetta alle autorità nazionali valutare se il burro prodotto con crema di siero di latte di bufala possa indurre in errore il consumatore o provocare allergie o intolleranze, nel qual caso sarebbe obbligatoria un’appropriata etichettatura.

Parlamento Europeo

Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sul benessere animale della specie bufalina in Europa

Il Parlamento europeo,
– vista l’insufficienza di informazioni relative al benessere animale per la specie bufalina,
– viste le possibili ripercussioni di questa mancanza, che può compromettere fortemente il benessere di tale specie,
– viste le azioni di associazioni animaliste europee e non europee,

Fondi di investimento

BRUXELLES: NICOLA CAPUTO (S&D) INTERVIENE SUL FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI STRATEGICI

Bruxelles: Nicola Caputo (S&D) interviene nel corso della plenaria nel corso della discussione sul fondo europeo per gli investimenti strategici.
Con l’istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici, il pilastro del Piano Junker, finalmente in Europa parliamo di investimenti e crescita e non più di austerità.
Va riconosciuto al Parlamento Europeo il merito di aver apportato miglioramenti alla proposta iniziale presentata dalla Commissione. Quindi congratulazione ai relatori.
Penso ad esempio alle modifiche in direzione di una maggior trasparenza dell’attività del comitato direttivo ed alla riduzione del taglio di due programmi fondamentali quali il Connecting Europe Facility e Horizon 2020 rispetto alla iniziale proposta della Commissione, con una conseguente maggiore tutela per il settore della ricerca.
È dunque un passo positivo, qualcuno l’ha definita una bella giornata ma va auspicato che il Fondo consegua l’obiettivo di esercitare effettivamente una leva sugli investimenti privati. Va da se che per rafforzare la fiducia nell’economia dell’Unione, gli Stati membri dovrebbero continuare a intraprendere riforme strutturali efficaci e sostenibili sul piano economico e sociale al fine di instaurare un circolo virtuoso in cui i progetti d’investimento concorrano alla creazione di posti di lavoro ed alla riduzione degli squilibri macroeconomici presenti nell’Unione Europea.