Decisione in merito all’avvio di negoziati interistituzionali, e al relativo mandato, sul regime di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte negli istituti scolastici

Decisione in merito all’avvio di negoziati interistituzionali, e al relativo mandato, sul regime di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte negli istituti scolastici – 2014/0014(COD) (B8-0362/2015 )
Nicola Caputo (S&D ), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore del progetto di legge per un quadro giuridico e finanziario comune per il latte e la frutta nelle scuole dell’Unione europea, che ridurrà gli oneri amministrativi cercando di promuovere il consumo di frutta, verdura e latte tra i giovani europei.
L’Unione europea e gli Stati membri devono investire più sforzi e denaro nel promuovere un’alimentazione sana fra i bambini. Penso sia essenziale favorire un’alimentazione equilibrata sin dalla più tenera età, combattendo così l’obesità infantile e insegnando ai giovani cittadini a conoscere gli alimenti e la loro provenienza nonché a familiarizzarsi con il loro gusto riavvicinando i giovani consumatori ai produttori locali.
Un altro risultato che questo voto ha raggiunto è quello di offrire un mercato alternativo a questi prodotti. Ricordo che il consumo di frutta, verdura e latte è in declino nell’UE, con conseguenze negative per gli europei, nonostante una dieta salutare e bilanciata sia alla base di una buona salute.

Parlamento Europeo

L’impegno allo stimolo di una industria agroalimentare eco-innovativa

Premesso che:
nel corso delle audizioni della Commissione Juncker, il Commissario BIEŃKOWSKA ha affermato «le condizioni di base per l’innovazione sono fondamentali. Dobbiamo creare un ambiente favorevole all’innovazione»;
Il settore alimentare fattura 815 miliardi di euro ed è il settore con il più alto numero di addetti nel comparto manifatturiero. L’Europa deve introdurre anche nella filiera alimentare metodi di produzione e di trasformazione degli alimenti e realizzare industrie alimentari eco-innovative ed efficienti.
Priorità strategiche della strategia Europa 2020 sono finanziare anche la sicurezza alimentare e l’agricoltura sostenibile.
Considerato che meno del 50 % delle imprese utilizza i fondi europei a disposizione per lo sviluppo di attività di ricerca ed innovazione;
si chiedo alla Commissione, salve le competenze degli Stati membri, come pensa di:
— stimolare gli Stati, alla luce dei dati evidenziati, ad informare ed incentivare le imprese ad utilizzare in modo efficiente e costruttivo i fondi europei?
— migliorare la profittabilità e competitività delle PMI europee attraverso l’innovazione e programmi di R&S e mantenere la leadership europea in tema di sicurezza alimentare?
— stimolare investimenti in nuove tecnologie e favorire la creazione di industrie alimentari eco-innovative?

Parlamento Europeo

3 agosto 2015
Risposta di Carlos Moedas a nome della Commissione
In considerazione dell’importanza che il settore riveste in termini di sicurezza dell’approvvigionamento e di effetti sull’economia e sulla società, la Commissione si aspetta che l’industria alimentare europea contribuisca in modo rilevante al programma della Commissione Juncker imprimendo nuovo slancio agli investimenti nell’innovazione.
Il modo migliore per garantire la competitività e la redditività di tutte le imprese alimentari — piccole, medie e grandi — è stimolare gli investimenti nelle nuove tecnologie e incoraggiare la creazione di industrie alimentari ecoinnovative. Il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione (2014-2020) Orizzonte 2020 concorrerà al conseguimento di quest’obiettivo investendo nella ricerca d’avanguardia in settori quali l’uso efficiente e sostenibile dell’acqua, dell’energia e dei fattori di produzione agricoli e metodi più rapidi e più precisi per garantire la sicurezza degli alimenti, così come invertendo l’andamento ascendente delle malattie non trasmissibili legate agli alimenti e instillando nel contempo una mentalità autenticamente d’impresa nei ricercatori alimentari.
Oltre a partecipare agli inviti a presentare proposte, le imprese — grandi imprese e PMI (piccole e medie imprese) — sono incoraggiate anche a investire nell’innovazione attraverso i nuovi strumenti finanziari disponibili, quali InnovFin o il Fondo europeo per gli investimenti strategici.
La realizzazione di un effettivo ecosistema dell’innovazione implica anche un riesame dell’attuale quadro normativo per quanto riguarda le condizioni che consentano all’innovazione di fiorire in Europa. In tutti queste sfere d’azione è di fondamentale importanza l’impegno dell’industria alimentare europea: l’UE l’ha quindi invitata a delineare una visione strategica per l’innovazione e gli investimenti attraverso la piattaforma tecnologica europea «Food for Life».

Parlamento Europeo

Attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune

Attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune (A8-0054/2015 – Arnaud Danjean)

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della relazione sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune (conformemente alla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica estera e di sicurezza comune).
L’ondata di conflitti armati, di crisi, di instabilità e le diffuse violazioni dei diritti umani nelle immediate vicinanze dell’Unione europea destano non poche preoccupazioni. Se a ciò aggiungiamo l’attuale minaccia terroristica, capiamo che la sicurezza dell’UE nel suo complesso è a rischio.
Di fronte a minacce di questo tipo, l’Unione europea non riesce ancora ad operare quale attore unico, decisivo e risolutivo, e troppo spesso gli Stati membri ricorrono ad iniziative non coordinate. Le nuove sfide che l’Europa si trova di fronte evidenziano invece l’assoluta necessità per gli Stati membri di lavorare insieme nell’ambito di un’azione comune realmente coordinata nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune. Mi auguro dunque che il Consiglio europeo sulla difesa di giugno riesca a fare dei passi avanti importanti in questa direzione, migliorando la capacità di difesa territoriale dell’UE e la sua capacità di contribuire significativamente alla gestione delle crisi.

Parlamento Europeo

Finanziamento della politica di sicurezza e difesa comune

Finanziamento della politica di sicurezza e difesa comune (A8-0136/2015 – Eduard Kukan, Indrek Tarand)

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della relazione sul finanziamento della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) per deplorare la natura assai modesta degli interventi PSDC, soprattutto quelli militari, che consistono principalmente in missioni di addestramento militare di piccola entità, anziché in sostanziali contributi europei al mantenimento e al rispetto della pace.
Sono convinto che l’UE non possa permettersi di concentrarsi esclusivamente sugli strumenti del dopo-crisi o di accompagnamento dall’uscita dalla crisi, ma debba invece essere in grado di intervenire sull’intero spettro della gestione della crisi.
Invito l’Alto rappresentante e gli Stati membri a liberare il pieno potenziale del trattato di Lisbona al fine di incrementarne l’efficacia e il successo delle missioni e operazioni PSDC.
Infine ritengo necessario che il prossimo Consiglio europeo di difesa adotti misure concrete volte a rafforzare le capacità di difesa dell’Unione in modo complementare alla NATO, sostenga e consolidi l’Agenzia europea per la difesa e fornisca sostegno a una base industriale e tecnologica comune.

Parlamento Europeo

Capacità di sicurezza e di difesa in Europa

Capacità di sicurezza e di difesa in Europa (A8-0159/2015 – Ana Gomes)

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della relazione sull’impatto degli sviluppi nei mercati europei della difesa sulle capacità di sicurezza e di difesa in Europa.
La relazione ha evidenziato che, per essere veramente efficaci, le missioni di mantenimento della pace e della sicurezza nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) devono essere in grado di dare una risposta celere e immediata. Per realizzare questi obiettivi, un aspetto fondamentale è costituito dalla presenza di un vero e proprio mercato della difesa europeo.
Tuttavia, il mercato europeo della difesa risulta troppo frammentato, determinando di conseguenza una crescente dipendenza dell’industria europea di questo settore dalle esportazioni extra-UE. Credo quindi che gli Stati membri dovrebbero impegnarsi maggiormente per arrivare ad un mercato europeo maggiormente integrato, che consentirebbe di limitare la duplicazione dei programmi e delle attività di ricerca nel campo della difesa e di aumentare la competitività europea in questo settore. Mi auguro dunque che il Consiglio di giugno, come sottolineato dalla relazione, riesca ad adottare misure concrete e a fornire orientamenti specifici in questo senso.

Parlamento Europeo