L’impegno a diminuire il debito ecologico europeo

Il 70 % della popolazione mondiale presenta un deficit di biocapacità, essendo stata erosa la superficie planetaria ecologicamente produttiva ed essendo stato superato il limite di sostenibilità.
Un forte debito ecologico provoca deforestazione, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di CO2 nella nostra atmosfera. I costi della spesa ecologica sono in crescita. Nel Regno Unito il Global Footprint Network stima che in circa 8 mesi consumiamo più risorse rinnovabili e capacità di accumulo di CO2 di quanto il pianeta possa mettere a disposizione per un intero anno.
Chiedo quindi alla Commissione, salve le competenze degli Stati membri, come pensa di:
— stimolare gli Stati, alla luce dei dati rilevati, a finanziare interventi congiunti di sostenibilità economica, sociale ed ambientale;
— favorire una sinergia tra la legislazione nazionale e gli obiettivi della Strategia Europa 2020, pianificando interventi ambientali che abbiano impatti positivi sulla salute umana e sull’ambiente antropico;
— monitorare e valutare le attività poste in essere dagli Stati in ossequio alla Valutazione Ambientale Strategica al fine di ridurre i deficit di biocapacità.

Parlamento Europeo

24 agosto 2015
Risposta di Karmenu Vella a nome della Commissione
Nell’ambito della spesa dei fondi strutturali e di investimento europei, gli Stati membri sono incoraggiati a finanziare progetti che tengono conto delle tre dimensioni della sostenibilità. I programmi operativi sono concepiti per affrontare le sfide socioeconomiche e ambientali del Paese o della regione cui si riferiscono. Quattro degli undici obiettivi tematici per il periodo di programmazione 2014-2020 mirano a promuovere lo sviluppo sostenibile incentivando un’economia a basse emissioni di carbonio, la protezione dell’ambiente, l’uso efficiente delle risorse, il trasporto sostenibile e l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’ambiente e l’uso efficiente delle risorse figurano anche tra gli obiettivi generali del nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici.
La Commissione si avvale dell’esercizio del semestre europeo per incoraggiare gli Stati membri a elaborare politiche nazionali che portino a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in linea con la strategia Europa 2020. Le analisi annuali della crescita della Commissione hanno rilevato reiteratamente la necessità di alleggerire le tasse sul lavoro aumentando l’imposizione ambientale, in modo da migliorare la qualità dell’ambiente e facilitare un risanamento di bilancio favorevole alla crescita.
La direttiva VAS si applica a determinati piani e programmi. Quando viene effettuata una necessaria valutazione ambientale strategica a norma dell’articolo 10 della direttiva, spetta agli Stati membri controllare gli effetti ambientali significativi dell’attuazione dei rispettivi piani e programmi. Gli Stati membri possono utilizzare i risultati del monitoraggio per definire le future politiche nazionali.

Parlamento Europeo

L’impegno a creare un ambiente favorevole all’innovazione

Alle audizioni della Commissione Juncker, il commissario Bieńkowska ha affermato: «le condizioni di base per l’innovazione sono fondamentali. Dobbiamo creare un ambiente favorevole all’innovazione».
Il programma Orizzonte 2020 prevede bandi sull’ICT 2015 con un bilancio che copre aree tecnologiche quali le nuove generazioni di sistemi e componenti, l’informatica avanzata, il future internet, i sistemi informativi e tecnologici, la robotica, la fotonica, le micro e nano tecnologie elettroniche. Dall’analisi dei dati del 2013 le PMI, riguardo alla partecipazione ai bandi di questo tipo, evidenziano ancora difficoltà rispetto a gran parte degli Stati europei e in Italia, in particolare, i risultati sono sotto la media europea.
Alla luce di quanto sopra, si chiede alla Commissione come pensa di:
— favorire un corretto utilizzo, da parte degli Stati, delle risorse europee finalizzato a incentivare le PMI a investire in innovazione e tecnologia;
— sostenere la crescita dell’imprenditorialità delle PMI, prevedendo all’uopo iniziative di formazione specifiche;
— incoraggiare, in un’era di forte promozione e crescita delle donne nei diversi settori professionali, l’imprenditoria femminile che in Europa copre solo il 30 % del totale degli imprenditori europei.

Parlamento Europeo

 

20 ottobre 2015
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
Le opportunità offerte alle PMI nell’ambito del programma Orizzonte 2020 sono comunicate e promosse attraverso diversi canali, quali il portale dei partecipanti, i social media, pubblicazioni cartacee, comunicati stampa o giornate informative. La rete dei punti di contatto nazionali (PCN) fornisce tutte le indicazioni e l’assistenza del caso. Nel 2016 sarà promossa un’azione di capacity building mirante ad agevolare la cooperazione transnazionale tra i PCN e incentrata sui temi «innovazione nelle PMI» e «accesso al capitale di rischio». Tale azione contribuirà a semplificare l’accesso ai bandi di Orizzonte 2020 dedicati alle PMI.
Sostenere l’educazione e la formazione all’imprenditorialità, comprese tutte le forme di apprendimento informale, rappresenta un importante obiettivo della Commissione, che può facilitare lo scambio di buone pratiche fornendo orientamenti e strumenti in tale settore. La Commissione finanzia i principali progetti europei attraverso programmi quali Erasmus+ e COSME e sta inoltre elaborando un quadro comune di competenze imprenditoriali dell’UE. Il programma Erasmus per giovani imprenditori fornisce il know-how per avviare e gestire un’attività attraverso scambi con imprenditori esperti in un altro paese. La Commissione intende rafforzare ulteriormente le opportunità di scambi fino al 2020.
La Commissione promuove e sostiene l’imprenditorialità femminile in Europa con azioni concrete. Essa ha già agevolato l’accesso alle reti per le donne, fornendo modelli di riferimento, incentivazione, consulenza e sostegno. Nel 2016 è in programma la creazione di una piattaforma online per donne imprenditrici: uno sportello unico per donne che vogliono avviare, gestire o far crescere un’attività commerciale.

Parlamento Europeo

Investire nell’industria automobilistica a basse emissioni

È prioritario investire nell’industria automobilistica, settore che favorisce l’occupazione di manodopera specializzata, investe nella ricerca e sviluppo ed incide sul PIL dell’UE. L’industria automobilistica sta investendo nella produzione di veicoli puliti, elettrici e ad idrogeno, che attraverso l’uso delle tecnologie avanzate riducono le emissioni di sostanze inquinanti e le emissioni sonore.
La Commissione europea ha proposto interventi normativi in tema di sicurezza stradale attraverso sistemi di controllo della stabilità degli autoveicoli e dei mezzi pesanti e dispositivi avanzati di frenata d’emergenza per evitare collisioni con altri veicoli e pedoni.
Chiedo quindi alla Commissione, salve le competenze degli Stati membri, come pensa di:
— stimolare le industrie automobilistiche ad investire in sistemi tecnologici all’avanguardia a tutela della sicurezza stradale;
— favorire la diffusione dei «veicoli puliti», automobili elettriche e ad idrogeno, e l’utilizzo di sistemi a basse emissioni che salvaguardino l’ambiente;
— favorire la competitività dell’industria automobilistica europea, attraverso l’omologazione di sistemi normativi standard che facilitano la circolazione e commercializzazione di veicoli a livello globale.

Parlamento Europeo

21 ottobre 2015
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
1. Gli ingenti finanziamenti nell’ambito di Orizzonte 2020 e il sostegno mirato a ricerca e innovazione da parte della Banca europea per gli investimenti assicurano al settore automobilistico ampi incentivi finanziari per continuare a investire in tecnologie all’avanguardia.
2. La Commissione copatrocina attivamente lo sviluppo di nuove norme tecniche applicabili ai veicoli a idrogeno ed elettrici a livello globale. Finanziamenti specifici sono erogati nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta sulle celle a combustibile e l’idrogeno. L’adozione della strategia europea in materia di combustibili alternativi permetterà alla Commissione di rimanere in prima linea per quanto riguarda la realizzazione coordinata e tempestiva di un’infrastruttura commerciale per i combustibili alternativi, requisito fondamentale per una più rapida penetrazione nel mercato dei veicoli puliti.
3. La Commissione persegue un programma di internazionalizzazione delle norme del mercato interno per l’omologazione dei veicoli tramite gli accordi UNECE del 1958 e del 1998. Unitamente alla revisione, attualmente in corso, della direttiva quadro finalizzata a ridurre la quota di prodotti automobilistici non sicuri, esso rappresenta una delle principali iniziative intese a preservare la concorrenzialità del settore automobilistico dell’UE sul piano mondiale.

Parlamento Europeo

Impegno alla crescita e stimolo all’aerospazio quale strumento di prevenzione dei disastri ambientali

Alle audizioni della Commissione Juncker, il commissario Bieńkowska ha rimarcato la priorità di agire per la crescita e favorire l’innovazione in Europa e il sostegno all’imprenditorialità e alle PMI.
L’Italia è leader internazionale nel settore spaziale: Cosmo SkyMed ha fatto registrare risultati eccellenti per quanto concerne la prevenzione dei rischi e la gestione delle emergenze ambientali, il controllo delle coste e delle acque interne, fornendo anche sostegno alle istituzioni in tema di applicazioni scientifiche e sicurezza internazionale.
L’Italia è inoltre il terzo contributore dell’ESA dopo la Germania e la Francia e ritiene che la ricerca e l’innovazione in questo settore siano indispensabili per potenziare le capacità tecnologiche e industriali italiane.
Alla luce di quanto precede, può la Commissione far sapere come pensa di:
1. stimolare gli Stati dell’UE a finanziare e investire nella ricerca spaziale che ha portato a risultati eccellenti in molti settori;
2. favorire le organizzazioni spaziali europee nella ricerca e nello sfruttamento delle nuove tecnologie per accrescere la posizione dell’Europa nell’industria spaziale;
3. stimolare gli Stati a usare e sfruttare i dati spaziali per prevenire le emergenze ambientali e le problematiche di sicurezza internazionale.

Parlamento Europeo

31 agosto 2015
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
1. Per il tramite dei suoi programmi quadro per la ricerca, segnatamente ora il programma Orizzonte 2020, l’Unione europea sostiene lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni spaziali al fine di rafforzare la competitività e il potenziale innovativo dell’industria spaziale europea, anche nell’ottica delle PMI e delle organizzazioni di ricerca.
2. Al fine di creare complementarità tra i diversi attori l’azione dell’Unione viene attuata congiuntamente alle attività degli Stati membri e dell’Agenzia spaziale europea (ESA). Il sostegno agli stakeholder europei, in particolare all’industria spaziale, è essenziale per poter assicurare la competitività del settore europeo.
3. I programmi faro dell’Unione nel settore spaziale (Galileo/EGNOS e Copernicus) generano una grande quantità di dati che contribuiscono, tra l’altro, a mitigare gli effetti delle emergenze ambientali e dei problemi di sicurezza internazionali. Inoltre, sia Galileo/EGNOS sia Copernicus dispongono di servizi specifici per affrontare tali problematiche. Il servizio Operazioni di Ricerca e Salvataggio di Galileo (Search and Rescue Service — SAR) contribuirà al servizio di sostegno delle attività di ricerca e salvataggio del sistema COSPAS-SARSAT captando i segnali d’allarme emessi da radiofari e trasmettendoglieli. I servizi di Copernicus forniscono informazioni geospaziali a sostegno della gestione delle emergenze, comprese le attività di prevenzione e di protezione civile anche nel contesto dell’azione esterna dell’Unione.
I programmi quadro dell’UE per la ricerca (FP7 e Orizzonte 2020) recano un contributo importante allo sviluppo e alla valorizzazione dei citati programmi Copernicus e Galileo.

Parlamento Europeo

Il traffico aereo in Europa

Nel corso delle audizioni della Commissione Juncker, il commissario Bieńkowska ha affermato: «l’obiettivo è quello di utilizzare l’intero potenziale delle diverse politiche nel mio portafoglio per rilanciare l’economia reale e trasformarle in un motore di crescita competitiva a vantaggio dei cittadini europei».
Il traffico aereo in Europa è in crescita con il rischio di una congestione dei cieli e degli aeroporti: è pertanto evidente la necessità di implementare tecnologie per la gestione del traffico aereo.
La navigazione satellitare europea ha già reso più sicuro l’atterraggio degli aerei e aiutato a ridurre i ritardi, le deviazioni e le cancellazioni dei voli. Galileo è il sistema di navigazione satellitare globale dell’UE sotto il controllo civile europeo.
Alla luce di quanto sopra, si chiede quindi alla Commissione, salve le competenze degli Stati membri, come pensa di favorire:
— la creazione di standard internazionali per i sistemi di navigazione aerea in modo da migliorare la sicurezza;
— l’installazione di un maggior numero di satelliti;
— la sinergia tra i sistemi di navigazione satellitare europei e quelli internazionali.

Parlamento Europeo

10 settembre 2015
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
L’UE ha investito grandi somme nella navigazione satellitare europea ed in particolare nel programma EGNOS e nel suo servizio per la sicurezza della vita umana (Safety of Life Service) nel campo dell’aviazione. Certificato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea nel 2011, EGNOS è ora pienamente operativo. Esso fornisce un orientamento sicuro, stabile e affidabile per gli atterraggi in Europa, migliorando l’accuratezza del GPS statunitense sui territori europei. A seguito dell’azione della Commissione sostenuta dagli Stati membri dell’UE, l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO) ha già sviluppato standard per l’uso di EGNOS e di sistemi regionali affini come il WAAS (USA) o i l’MSAS (Giappone).
I tre satelliti geostazionari della costellazione EGNOS necessari per coprire il territorio europeo dovranno essere integrati in futuro. Un importante potenziamento del sistema EGNOS è previsto per l’inizio degli anni ’20. Ciò dovrebbe determinare un miglioramento dei servizi EGNOS e una più ampia copertura territoriale, in particolare nelle zone remote dell’UE. Oltre al GPS, il nuovo sistema EGNOS potenzierà anche Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare dell’UE.
La Commissione, a nome dell’Unione europea, contribuisce attivamente allo sviluppo di standard multilaterali nell’ambito dell’ICAO e dell’Organizzazione marittima internazionale al fine di creare un servizio quasi globale di sicurezza della vita umana basato sull’uso combinato di diverse o di tutte le costellazioni globali esistenti come GPS, Galileo, Glonass e Beidou. Questi contributi tecnici sono preparati, su base bilaterale, congiuntamente con gli Stati Uniti, e nel contesto del gruppo di lavoro sull’interoperabilità (IWG) del sistema di potenziamento basato su satelliti (SBAS) in cooperazione con gli Stati Uniti, la Federazione russa, la Cina, il Giappone e l’India.

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