Strategia in materia di alcol

Strategia in materia di alcol (B8-0357/2015 )

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore di una nuova strategia UE in materia di alcol. In Europa oltre il 7% dei casi di morte precoce avvengono per problemi legati all’alcol. Il 25% dei giovani maschi di età compresa tra 15 e 29 anni perde la vita proprio perché beve troppo.
La Commissione deve quindi avviare al più presto i lavori sulla nuova strategia UE in materia di alcol (2016-2022) in modo da dare valore aggiunto alle politiche nazionali. Si può fare di più contro la guida in stato di ebbrezza, bisogna eseguire un’efficace raccolta dati sul consumo di alcol in tutti gli Stati membri, intervenire sulla pubblicità di bevande alcoliche ai minori, sul consumo di alcol in gravidanza e sul binge drinking che sta prendendo sempre più piede fra gli adolescenti.
Tuttavia bisogna anche trovare una buona mediazione tra le posizioni di paesi come la Gran Bretagna, dove l’abuso di alcol è un serio problema di salute e ordine pubblico, e paesi come l’Italia e il Belgio, in cui esiste una vera e propria cultura del consumo di vino e birra di qualità. L’obiettivo della strategia non è scoraggiare il consumo moderato, ma supportare l’adozione di stili di vita sani.

Parlamento Europeo

 

Secondo anniversario del crollo dell’edificio Rana Plaza e situazione del patto di sostenibilità

Secondo anniversario del crollo dell’edificio Rana Plaza e situazione del patto di sostenibilità (RC-B8-0363/2015 , B8-0363/2015 , B8-0364/2015 , B8-0365/2015 , B8-0366/2015 , B8-0368/2015 , B8-0372/2015 , B8-0376/2015 )

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Voto a favore della risoluzione per il “Secondo anniversario del crollo dell’edificio Rana Plaza e situazione del patto di sostenibilità” perché non accadano più tragedie come quella emblematica del Rana Plaza che costò la vita a 1 138 persone. Sono passati due anni e queste imprese non sono ancora riuscite a predisporre adeguati finanziamenti per risarcire le vittime dei familiari dei lavoratori deceduti.
La tragedia del Rana Plaza ha rappresentato il capolinea di un sistema di produzione globale che non è più in grado di tutelare i diritti fondamentali delle persone, ridotte a pura merce scambiata per pochi spiccioli nel mercato internazionale del lavoro.
Bisogna lavorare per esportare gli standard europei per quanto riguarda i diritti di chi lavora in tutto il mondo. Mentre in Europa calano i morti sul lavoro nel mondo i dati sulle morti bianche sono ancora altissimi, si parla di circa 2 milioni di persone all’anno di questi 12 000 sono bambini.
L’Europa deve anche saper fornire ai cittadini gli strumenti necessari per operare scelte responsabili secondo criteri di giustizia, equità e solidarietà sociale, sicurezza, economicità.

Parlamento Europeo

Relazione del Consiglio europeo straordinario (23 aprile 2015) – Recenti tragedie nel Mediterraneo e politiche UE in materia di migrazione e asilo

Relazione del Consiglio europeo straordinario (23 aprile 2015) – Recenti tragedie nel Mediterraneo e politiche UE in materia di migrazione e asilo (RC-B8-0367/2015 , B8-0367/2015 , B8-0377/2015 , B8-0378/2015 , B8-0379/2015 , B8-0380/2015 , B8-0381/2015 , B8-0384/2015 )

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione del Consiglio europeo straordinario (23 aprile 2015) sulle recenti tragedie nel Mediterraneo e sulle politiche UE in materia di migrazione e asilo.
Credo che l’Unione europea dovrebbe impegnarsi a fondo ed in via prioritaria per evitare ulteriori perdite di vite umane in mare.
Ho quindi votato a favore di questa risoluzione che ha evidenziato la posizione del Parlamento sul Consiglio europeo del 23 aprile, accogliendo con favore l’impegno assunto dallo stesso riguardo al rafforzamento dell’operazione Triton e la proposta di esaminare congiuntamente le domande di asilo con il sostegno delle squadre EASO (Ufficio europeo di sostegno per l’asilo), ma sottolineando anche che il mancato impegno da parte del Consiglio europeo a istituire un meccanismo di solidarietà a livello dell’UE credibile e vincolante rappresenta sicuramente un’occasione persa. In questo senso, ritengo che si necessiti un maggiore impegno da parte degli Stati membri.

Parlamento Europeo

 

Persecuzione dei cristiani nel mondo, in relazione all’uccisione di studenti in Kenya ad opera del gruppo terroristico Al-Shabaad

Persecuzione dei cristiani nel mondo, in relazione all’uccisione di studenti in Kenya ad opera del gruppo terroristico Al-Shabaad (B8-0369/2015 , RC-B8-0382/2015 , B8-0382/2015 , B8-0383/2015 , B8-0385/2015 , B8-0386/2015 , B8-0387/2015 , B8-0388/2015 )

Nicola Caputo (S&D), per iscritto. ‒ Oggi ho votato a favore della proposta di risoluzione sulla persecuzione dei cristiani nel mondo in relazione all’uccisione di studenti in Kenya ad opera del gruppo terroristico Al-Shabaad perché la comunità internazionale non può restare a guardare e permettere che si ripetano atti di violenza come quelli accaduti in Kenya.
La libertà religiosa è una delle libertà fondamentali della persona e deve quindi essere garantita ovunque. Purtroppo oggi rispetto al passato assistiamo a un fenomeno persecutorio più intenso, più grave, più metodico e spietatamente ideologizzato nei confronti dei cristiani.
La comunità internazionale, come ha più volte sostenuto anche il Pontefice, non può assistere “muta e inerte” a questo massacro.

Parlamento Europeo

Distruzione di siti culturali ad opera dell’ISIS/Da’esh

Distruzione di siti culturali ad opera dell’ISIS/Da’esh (B8-0375/2015 , B8-0375/2015 , B8-0389/2015 , B8-0390/2015 , B8-0391/2015 , B8-0393/2015 , B8-0403/2015 , B8-0405/2015 )

Nicola Caputo (S&D ), per iscritto. ‒ Ho votato a favore della proposta di risoluzione “Distruzione di siti culturali ad opera dell’ISIS/Da’esh” perché continuano ad arrivare notizie dai territori iracheni e siriani in mano ad Isis, dei vandalismi contro l’arte, debitamente diffusi per colpire l’Occidente alle radici della sua identità culturale. E tutto questo senza contare l’accanimento contro libri e biblioteche, che da Raqqa a Mosul, dal Cairo a Tripoli, continuano a bruciare.
Il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova definisce l’opera di distruzione dei siti artistici da parte dell’Isis come “pulizia culturale” e “crimine di guerra”. La stessa Unesco stima in 2 miliardi e 200 mila dollari i proventi del traffico illecito di beni culturali che sfuggono alla furia demolitrice dell’Isis. Servono azioni efficaci per fermare la distruzione delle opere d’arte operata dagli islamisti.
La comunità internazionale deve lavorare per mettere rapidamente fine a questa odiosa attività terroristica e contrastare il traffico illegale del patrimonio culturale che ne deriva.

Parlamento Europeo