#Meno10
Continua il #Countdown dei giorni che ci separano dalla data delle elezioni europee e continua il racconto delle cose che ho fatto in questi 5 anni da Parlamentare Europeo. Oggi vi parlo della mia attività per porre fine alle pratiche commerciali sleali nella catena agroalimentare (dai ritardi di pagamenti alle modifiche unilaterali e retroattive di contratti in corso).
Nel 2017 ho presentato una proposta di Atto dell’Unione (https://www.anteprima24.it/uncategorized/agricoltura-leurodeputato-caputo-tutelare-le-piccole-aziende-dalla-slealta-delle-multinazionali/) volta a contrastare tali pratiche che derivano principalmente dagli squilibri di reddito e di potere nella filiera alimentare. La vendita al di sotto del costo di produzione e l’abuso di prodotti agricoli di base quali ‘articoli civetta’ – come ad esempio i prodotti lattiero-caseari, la frutta e gli ortaggi – da parte della grande distribuzione rappresentano una minaccia alla sostenibilità di lungo termine della produzione dell’UE di tali prodotti. Il punto chiave della mia proposta riguardava in particolare il campo di riferimento normativo, chiedendo alla Commissione europea di includere le pratiche commerciali sleali nella filiera di produzione agroalimentare nella Direttiva 2005/29/CE, creando così un vero e proprio quadro normativo che non esisteva nella filiera agroalimentare.
In seguito alla mia proposta di Atto dell’Unione la Commissione europea (DG AGRI) decise, dopo 10 anni di attesa, di proporre una nuova direttiva per proteggere gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali da parte degli acquirenti e dei distributori. In qualità di coordinatore S&D della commissione AGRI, con la mia posizione e i miei emendamenti ho cercato di fare prevalere equità, cibo più sano e diritti sociali sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare (http://www.ansa.it/europa/notizie/agri_ue/economia/2018/10/02/caputo-pd-su-prassi-sleali-ue-fa-cosa-giusta_cb7c6bbb-9fa9-4a2e-bdef-a9d33ae78d7e.html).
Le nuove regole, approvate definitivamente in plenaria nello scorso marzo dal Parlamento europeo, bandiscono le pratiche sleali quali: i ritardi nei pagamenti per i prodotti consegnati, le cancellazioni unilaterali tardive o modifiche retroattive dell’ordine, il rifiuto dell’acquirente di firmare un contratto scritto con il fornitore e l’uso improprio di informazioni riservate. Saranno vietate anche le minacce di ritorsioni contro i fornitori che vogliono presentare reclami, ad esempio la cancellazione degli ordini dei loro prodotti o il ritardo nei pagamenti. Gli acquirenti non potranno più richiedere ai fornitori pagamenti per il deterioramento o la perdita dei prodotti avvenuta nella propria sede, a meno che ciò non sia dovuto alla negligenza dei fornitori. Si tratta di una grande vittoria, come evidenziato nel mio intervento in plenaria (http://www.nicolacaputo.eu/eu/strasburgo-nicola-caputo-sd-interviene-su-pratiche-commerciali-sleali-nei-rapporti-tra-imprese-nella-filiera-alimentare/). Davide ha finalmente sconfitto Golia per la prima volta nella storia dell’UE, gli agricoltori, i produttori alimentari e i consumatori non saranno più vittime di bullismo da parte della grande distribuzione.
To be continued…
#Caputo2019 #CosaHofattoInEU #Europee2019#EuropaSiamoNoi #Meno10

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